Le origini

La Rabatana è indubbiamente il quartiere più caratteristico di Tursi, situato in una zona di preminenza nel centro storico del paese e testimonianza vivida dell'insediamento arabo di quest'area. Partendo da Bari, sede di un emirato arabo nei secoli IX e X, la popolazione islamica si spinse all'interno dell'Italia Meridionale, in Lucania (l'odierna Basilicata), per compiere saccheggi e catturare prigionieri da vendere come schiavi nei centri dell'impero arabo, in quel periodo in una fase di massima espansione. I vari stanziamenti non furono solo finalizzati alle scorrerie o come insediamenti militari ma i retaggi culturali e linguistici, ancora oggi largamente presenti negli usi e nel dialetto, lasciano ipotizzare la presenza di articolate comunità particolarmente vocate all'artigianato e al commercio.
Etimologicamente il termine Rabatana ha una diretta provenienza da Ribat, che in arabo significa luogo di sosta, borgo, o anche posto fortificato. Il quartiere della Rabatana è collegato al corpo del paese per mezzo di una strada ripida (in dialetto "a pitrizze") ed è principalmente caratterizzato tutt'oggi da un intrico edilizio che era dominato dalla presenza del castello, di cui attualmente restano poche tracce. Tutt'attorno all'abitato è possibile scorgere gli elementi geologici più caratteristici dell'intera zona, i Calanchi, costituiti dalla presenza di un basamento calcareo su cui si sono sovrapposti nel tempo vari strati argillosi misti a sabbia e a materiale calcareo, dalla cui unione si origina un "impasto" facilmente sgretolabile. I calanchi sono un fenomeno erosivo conseguenza da un lato delle citate caratteristiche del terreno, dall'altro delle particolari condizioni climatiche di quest'area. Tale peculiarità, accanto alla singolarità del fenomeno stesso induce a perseguirne la valorizzazione ambientale e turistica.