Castello

In passato, l'imponente mole del castello, di cui oggi non è rimasto più nulla, dominava l'intera veduta. Dell'area su cui si estendeva il castello oggi non esiste altro che una piccola torre posta a rinforzo di un più grande torrione circolare definitivamente abbattuto. A tal proposito l'intera area è molto interessante da un punto di vista archeologico per le testimonianze presenti; recenti scavi archeologici hanno portato alla luce, scheletri, tombe, monete, frammenti di anfore e palle ogivali di piombo, opere attualmente esposte nel Museo archeologico nazionale della Siritide di Policoro. Tuttavia è possibile ricostruire l'evoluzione del castello che vede la sua origine attorno al V secolo per volere dei Goti come difesa del territorio. Da atti del 1553, tra la città di Tursi e il marchese Galeazzo Pinelli, si scopre che il castello è stato abitato fino al XVI secolo. Stando alle descrizioni cinquecentesche, il castello possedeva al suo interno un giardino, l’ingresso era regolato da un ponte levatoio, le cantine e le cisterne e un quarto dell'intera superficie era costituita dall'abitazione del feudatario, il barone proprietario. Fu dimora di numerosi signori, principi e marchesi e durante i periodi di guerra diventava una vera e propria fortezza. Un'antica tradizione crede all’esistenza di un cunicolo tra la chiesa di Santa Maria Maggiore nel rione Rabatana e il castello, che doveva consentire ai signori di recarsi in chiesa indisturbati.