Chiesa di Santa Maria Maggiore

La chiesa di Santa Maria Maggiore, sorta nel cuore del quartiere, non solo rappresenta l'edificio ecclesiastico più importante della Rabatana, ma è anche la più antica chiesa della città e probabilmente la prima cattedrale. Essa risalirebbe al X-XI secolo ma le sue vicende si snodano nel corso dei secoli successivi. Nel 1545, la Cattedra vescovile da Santa Maria Maggiore venne trasferita nella Chiesa di San Michele ove rimase per un anno, mentre nel 1546, con la bolla pontificia del Papa Paolo III, fu trasferita presso la Chiesa dell’Annunziata, l'attuale Cattedrale sita nel pianoro al di fuori della Rabatana, e, sempre con bolla di Paolo III, la Chiesa di S. Maria Maggiore fu elevata a Collegiata Insigne con relativo clero.
La sua struttura si presenta come un organismo semplice e compatto a pianta longitudinale suddivisa su tre navate. L'interno della chiesa, con soffitto ligneo a cassettoni, è decorato con eleganti stucchi e le navate laterali accolgono una serie di cappelle arredate con altari, sempre in stucco. Di notevole interesse è l'altare maggiore costituito da un paliotto in marmo la cui realizzazione è collocabile alla fine del Settecento. A questo stesso periodo corrispondono i numerosi affreschi che decorano gli interni della chiesa e in modo particolare la controfacciata in cui sono raffigurati gli Evangelisti, la Strage di Sennacherib e la Cacciata dei mercanti dal Tempio. Sull'altare di fondo della navata laterale sinistra è conservato un pregevole trittico raffigurante, nella tavola centrale, la Madonna in trono con Bambino tra due angeli, e nelle tavole laterali tre episodi della vita del Battista e altre tre della  Maddalena, risalente al periodo tardo-medievale e da legare all'ambito giottesco. Tale opera è da considerarsi tra le più antiche testimonianze artistiche presenti nella chiesa.
L'interno della chiesa è arredato da pregevoli suppellettili come il fonte battesimale con vasca in pietra lavorata e cupola tronco piramidale in legno massello risalente al XVI-XVII secolo, posto alla sinistra dell'ingresso. Si possono inoltre ammirare un’acquasantiera in pietra lavorata, datata al 1518, un crocifisso in legno del Quattrocento e le pitture del coro degli inizi del Cinquecento. La Sacrestia è arredata con massicci e raffinati armadi lignei.
Altre interessanti testimonianze artistiche sono presenti all'interno della cripta sottostante la chiesa la cui struttura risalirebbe al VII e VIII secolo; si tratta di due vani comunicanti tra loro risalenti al Cinquecento, meglio noti come Cappella de Giorgis. Nel primo ambiente sono presenti dei pregevoli affreschi da legare alla mano di un artista cinquecentesco di ambito locale, mentre il secondo accoglie, sotto un cielo stellato, un bel presepe in pietra da considerarsi opera del materano Altobello Persio.     
La cripta nel 968 ha ospitato la Cattedra Vescovile della Diocesi di Tursi in quanto era l’unica chiesa esistente a Tursi.