Chiesa cattedrale della Santissima Assunta

La trattazione delle vicende storiche e artistiche della chiesa della Santissima Annunziata di Tursi non può prescindere dal ricordo dei due incendi che l’hanno fortemente danneggiata nel novembre del 1988 e che si sono propagati nell’arco di pochi giorni. Il primo ha colpito la sacrestia, distruggendo tutti gli arredi in essa contenuti, e il secondo ha interessato il soffitto ligneo che è andato completamente demolito. Grazie all’impegno delle autorità preposte alla tutela e alla salvaguardia e allo zelo mostrato dai cittadini e dal vescovo reggente la cattedrale è stata sottoposta a un intensivo intervento di restauro, ultimato solo recentemente.
La sua fondazione è collegata allo sviluppo di Tursi, particolarmente forte tra il XIV e XV sec., quando la città assumeva la propria configurazione topografica. La necessità di costruire un nuovo luogo di culto si concretizzò con la realizzazione della Santissima Annunziata che in questo periodo non era stata ancora elevata a sede vescovile. Il titolo di cattedrale le venne concesso solo in seguito con la bolla dell’8 agosto del 1545.
Nel corso degli anni, a causa di terremoti e di altre calamità, la cattedrale è stata sottoposta a varie modifiche, anche alle parti strutturali, tanto da farle perdere lo stile originario.
La pianta della cattedrale della Santissima Annunziata è a croce latina con tre porte d’ingresso nella facciata principale, mentre l’ambiente interno è suddiviso in tre navate.
L’interno della chiesa, lungo tutta la navata centrale fino al transetto, è coperto da un soffitto in legno a cassettoni realizzato in sostituzione di quello precedente andato distrutto dall’incendio. Precedentemente il soffitto della navata centrale presentava un pregevole dipinto di vaste dimensioni raffigurante l’Annunciazione, datato e firmato F.A. DELPHINO P.G.T., mentre al centro dei due soffitti dei cappelloni vi erano altri due dipinti raffiguranti l’Incoronazione della Vergine e la sua Assunzione in cielo. All’interno della chiesa si possono ammirare una serie di altari marmorei, nell’altare maggiore e nei cappelloni laterali, tutti riferibili al Settecento. Ai lati dell’altare maggiore sono presenti due tele di vaste dimensioni dipinte nella metà del Settecento e riferibili alla mano dell’artista napoletano De Angelis. Altre suppellettili sacre, scampate al nefasto evento dell’incendio, sono presenti a corredo all’interno della chiesa come il crocifisso ligneo del XVI secolo, i sei confessionali, del XIX secolo, ubicati nelle navate e il fonte battesimale della seconda metà del Cinquecento. Di particolare interesse era la sacrestia che conteneva una lunga serie di armadi che custodivano tutti gli arredi sacri: ostensori, calici, pianete, pastorali e tutto quanto dispone una cattedrale come l’archivio storico e altri documenti, tutti sfortunatamente distrutti.