{"id":5761974,"date":"2015-07-01T15:36:14","date_gmt":"2015-07-01T13:36:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5761974"},"modified":"2017-09-22T09:28:15","modified_gmt":"2017-09-22T07:28:15","slug":"rileggiamo-e-fatto-giorno-secondo-ledizione-a-cura-di-carlo-levi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5761974","title":{"rendered":"Rileggiamo &#8220;E&#8217; fatto giorno&#8221; secondo l&#8217;edizione a cura di Carlo Levi"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 210px;\"><strong>LE RAGIONI DELLA SCELTA (I)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;\"><strong>PREFAZIONBE DI CARLO LEVI (II)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;\"><strong>\u00c8 FATTO GIORNO (III)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0I<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<span style=\"color: #993300;\"> Assumo l\u2019edizione pubblicata nel 1954 a cura di Carlo Levi nello Specchio mondadoriano come esclusivo riferimento per la (ri)lettura della raccolta\u00a0E\u2019 fatto giorno\u00a0delle poesie di Rocco Scotellaro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rileggere <em>contestualmente<\/em> due edizioni sensibilmente diverse di\u00a0E\u2019 fatto giorno\u00a0(Levi 1954 e Vitelli 1982) si rivela fonte di disagio,\u00a0come se si trattasse dell\u2019opera di due poeti diversi e mi sono convinto che bisogna leggere o l\u2019una o l\u2019altra o entrambe, ma separatamente. Io le ho lette, trascritte e commentate contestualmente entrambe, ho provato l\u2019accennato disagio e ho quindi deciso di privilegiare l\u2019edizione a cura di Carlo Levi. Non ho dubbi al riguardo (non perch\u00e9 azzardi giudizi, che non mi competono per la mia incompetenza) sul maggiore o minore grado di attendibilit\u00e0 filologica dell\u2019edizione di Vitelli, ma per il mio personale rapporto con la poesia di Scotellaro ( che iniziai a conoscere nel 1944 ). Suppongo che l\u2019edizione Vitelli sia oggettivamente favorita per la sua maggiore disponibilit\u00e0 nelle librerie di famiglia e nelle biblioteche del servizio pubblico. Proponendo la (ri)lettura di\u00a0E\u2019 fatto giorno\u00a0tramite questo\u00a0blog,\u00a0mi parve quindi doveroso procedere con la contestuale lettura di entrambe le edizioni, perch\u00e9 non potevo non tener conto delle parole adoperate dallo stesso Vitelli nella presentazione del suo lavoro, di aver voluto restituire Scotellaro a Scotellaro. Ma il sentimento m\u2019impediva di rinunciare all\u2019edizione Levi. Io ho qualche anno meno di Rocco, ho avuto rapporti non sporadici con lui e ci univa il fatto che il mio \u201cmigliore amico\u201d, Antonio Albanese, fosse anche il suo \u201cmigliore amico\u201d. Quando Rocco mor\u00ec, avevo letto su varie riviste alcune sue poesie e prose, altre me le aveva passate lui dattiloscritte e altre le avevo ascoltate direttamente dalla sua voce. Non ricordo tutto, ma di alcune poesie o prose ricordo momenti e circostanze in cui ne venni a contatto con la lettura o l\u2019ascolto, e sono momenti che rivivo emozionalmente. A giugno del 1954 vivemmo una grandissima emozione nel leggere finalmente il libro delle poesie di Rocco nello Specchio di Mondadori, e di rileggerle ancora a dicembre nel primo Specchio illustrato con le dieci tavole di Aldo Turchiaro, che, da allora, ho letto, riletto e consunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disagio e l\u2019imbarazzo, che ho provato trattando contestualmente\u00a0su Rabatana le due edizioni, mi hanno indotto a rileggere qualche intervento critico sull\u2019opera di Vitelli, a cominciare dalla\u00a0<em>Storia e preistoria dell\u2019edizione leviana di E\u2019 fatto giorno<\/em>\u00a0di Gigliola De Donato, in <em>Scotellaro trent\u2019anni dopo<\/em>,\u00a0Atti del Convegno di studio Tricarico \u2013 Matera 27 \u2013 29 maggio 1984, Basilicata Editrice, pp. 311 \u2013 340. Nello stesso volume (p. 187) si pu\u00f2 leggere anche l\u2019imbarazzo del prof. Ennio Bonea (1924-2006), professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Lecce, nella sua relazione \u00ab<em>Le ideologie di Scotellaro<\/em>\u00bb. \u00ab\u00a0Era tempo \u2013 scrive Bonea \u2013\u00a0che, a circa trent\u2019anni dalla prima pubblicazione, si provvedesse a ripresentare un libro divenuto introvabile; sia lode dunque a Vitelli; ma non posso nascondere il mio imbarazzo, quando ho rilevato che l\u2019\u00abOscar\u00bb, anzich\u00e9 essere riproduzione in veste pi\u00f9 modesta e a prezzo pi\u00f9 contenuto di un testo pi\u00f9 elegante tipograficamente e pi\u00f9 costoso[1], \u00e8 un\u2019edizione \u00abaccresciuta\u00bb e, sul piano filologico, atipica: non \u00e8 critica n\u00e9 diplomatica.\u00a0Dico queste cose, avendo sperimentato la pratica difficolt\u00e0 di studio nello svolgere il mio corso universitario, perch\u00e9 a uno studente in possesso della vecchia edizione, non ho potuto opporre l\u2019autorit\u00e0 non indiscutibile della nuova, per la prevalenza scientifica di un\u2019edizione rispetto all\u2019altra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto severo il giudizio che si pu\u00f2 leggere in uno scritto online di Giovanni Caserta, scrittore e storico materano\u00a0\u00a0(<a href=\"http:\/\/www.miglionicoweb.it\/santagnese\/scotellaro_caserta.htm\">http:\/\/www.miglionicoweb.it\/santagnese\/scotellaro_caserta.htm<\/a>). Scrive Casera: \u00ab\u00a0Questa nuova edizione di\u00a0E\u2019 fatto giorno, purtroppo, dette della poesia di Rocco Scotellaro un\u2019immagine assai diversa e molto lontana da quella conosciuta per il tramite di Carlo Levi, poich\u00e9 non teneva conto del fatto, assai normale, e persino ovvio, per cui l\u2019opera che conta \u00e8 quella che esce dalla casa editrice e non gi\u00e0 quella presentata dal poeta. La nuova edizione di\u00a0E\u2019 fatto giorno, perci\u00f2, se da un lato apr\u00ec una vivace e interessante querelle di natura filologica, dall\u2019altro decret\u00f2 la morte letteraria di Rocco Scotellaro, che scomparve da tutti i manuali di letteratura e persino dagli studi specifici riguardanti il Novecento. Questo silenzio si vorrebbe oggi rompere, in occasione del cinquantenario della morte e dell\u2019ottantesimo della nascita; ma l\u2019operazione di rilancio e recupero, se vuole avere successo, deve partire proprio dalla riproposizione dell\u2019edizione leviana di\u00a0E\u2019 fatto giorno, che ormai \u00e8 opera di antiquariato e assolutamente irreperibile. L\u00ec \u00e8 lo Scotellaro che conta: quello che pu\u00f2 tornare a vivere, e che si conobbe per primo e per vero \u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019edizione leviana \u00e8 opera di antiquariato irreperibile, pu\u00f2 essere rilanciata sul web, pur sine auctoritate.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Non si dimentichi, tuttavia, la lode resa a Vitelli dal prof. Bonea per la sua edizione, che io voglio qui ricordare per l\u2019impostazione tipografica escogitata, che consente di recuperare l\u2019edizione leviana, e utile per le accurate note che la impreziosiscono. Ma va resa grande lode a Vitelli anche per aver recuperato e donato\u00a0tutto\u00a0 Scotellaro, circa 500 poesie con datazione completa, a fronte delle 130 di\u00a0E\u2019 fatto giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nota alla bellissima Prefazione di Carlo Levi alla sua edizione si legge: \u00ab\u00a0La presente raccolta delle poesie di Rocco Scotellaro rispetta sostanzialmente quella che egli stesso aveva fatto nel 1952, a cui sono state aggiunte le poesie posteriori. Nelle sue carte abbiamo trovato un gran numero di altre poesie, di frammenti, di varianti: ci proponiamo di pubblicare al pi\u00f9 presto la raccolta completa della sua opera poetica\u00a0\u00bb. Quel \u201cal pi\u00f9 presto\u201d annunciava, forse Levi stesso inconsapevole, un tempo troppo lungo non solo per la nostra ansia di conoscere tutto Rocco. Va resa (ancora) lode a Franco Vitelli (e a Giovanni Battista Bronzini) di aver preso in carico tutto il materiale disordinatamente lasciato da Rocco, con appunti su scatole di cerini, risvolti di ricette e di pacchetti di sigarette e materiali analoghi, di averlo ordinato, studiato, commentato e pubblicato. Passarono ventiquattro anni, era il 1978, quando Vitelli pubblic\u00f2, ancora nella collana \u00ab Lo Specchio \u00bb la raccolta\u00a0Margherite e rosolacci,\u00a0della cui gestazione mi parlava spesso Mazzarone e talvolta mi accennava lo stesso Vitelli. Apprezzai molto la sensibilit\u00e0 di Vitelli nel pensare a quel titolo per la nuova raccolta di poesie, titolo legato a quello di una sezione di\u00a0E\u2019 fatto giorno, che evoca un gioioso squarcio di campagna tricaricese con i papaveri (rosolacci) e le margherite. Ritenni che E\u2019 fatto giorno\u00a0e\u00a0Margherite e rosolacci\u00a0costituissero il\u00a0corpus poetico\u00a0completo di Scotellaro. Il\u00a0corpus\u00a0si \u00e8 infine completato con la pubblicazione nell\u2019Oscar Mondadori del 2004 di tutte le poesie di Scotellaro successivamente rinvenute (ma Vitelli non si chiude alla speranza che altre poesie possano essere scoperte).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0II<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>PREFAZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La poesia di Rocco Scotellaro, che oggi soltanto, lui morto, qui appare nella sua commovente e originale bellezza, \u00e8 legata alla sua vita, che essa racconta ed esprime; e non tanto alle vicende e agli avvenimenti, quanto alla qualit\u00e0, alla condizione, allo sviluppo singolare ed esemplare di quella, che nei versi ha trovato, con la rara misura del genio, la sua forma pi\u00f9 diretta. Poich\u00e9 Rocco Scotellaro \u00e8 una di quelle nature per cui l&#8217;espressione poetica (il linguaggio del verso, del ritmo, ecc.) \u00e8 la prima forma d&#8217;espressione, la pi\u00f9 vicina al sentimento e al moto profondo della vita, la pi\u00f9 immediata. Verr\u00e0 poi, costruita su quei ritmi e modi naturali dell&#8217;animo, su quel denso e gi\u00e0 chiaro primo mondo poetico, la prosa, pi\u00f9 complessa e adulta. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma questa forma immediata, intrisa di verit\u00e0 e del senso dell&#8217;esistenza, e cos\u00ec identica alla persona, non nasce come tale dapprincipio. \u00c8 essa stessa una conquista, una scoperta, ogni giorno, ogni volta, preziosa e difficile. Rocco Scotellaro deve farsi da s\u00e9, deve inventare s\u00e9 stesso, e la forma del proprio mondo poetico; non ha radici colte, se non quelle dell&#8217;antichissima e ineffabile cultura contadina. Perci\u00f2, finch\u00e9 egli \u00e8 ancora adolescente, nelle poesie precedenti, all&#8217;incirca, al 1946, finch\u00e9 i suoi sentimenti sono ancora vaghi, generici, simbolici (il bivio, la strada, l&#8217;amore sognato, ecc.) non pu\u00f2 ancora esistere una forma se non presa a prestito, se non letteraria. E tuttavia, sotto le derivazioni evidenti, gi\u00e0 si sente la potenza di una personalit\u00e0 per la quale quei modi letterari non sono che abiti provvisori. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli anni &#8217;46-&#8217;47 segnano la sua maturazione, in senso umano e in senso poetico. Rocco \u00e8 ancora un ragazzo, ma \u00e8 finita in lui, e nel mondo della sua vita, l&#8217;indeterminata adolescenza. \u00c8 finita la guerra, il Mezzogiorno pare si sia destato da un lunghissimo sonno, \u00e8 cominciato il moto contadino, che \u00e8 l&#8217;affermazione dell&#8217;esistenza di un popolo intero. In questo popolo risvegliato per la prima volta, per la prima volta vivente e protagonista della propria storia (con quali difficolt\u00e0 e delusioni, e scoraggiamenti e dolori) Rocco vive la propria giovane vita; ed \u00e8 il fiore di quella terra solitaria, perch\u00e9 il suo sviluppo di uomo \u00e8 tutt&#8217;uno con il nuovo germogliare di quel popolo contadino. Con la naturale, spontanea scelta da cui nascono i capi e gli eroi popolari, egli \u00e8 riconosciuto dai suoi: il piccolo ragazzo dai capelli rossi, dal viso imberbe di bambino, \u00e8 il primo sindaco di Tricarico, per volont\u00e0 dei contadini. L&#8217;attivit\u00e0 politica e amministrativa non \u00e8 allora per lui un&#8217;esperienza esterna e pratica, ma un&#8217;esperienza, nel pieno senso della parola, poetica. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Risale a quel tempo, al maggio del &#8217;46, il nostro primo incontro, e la nostra amicizia, che a me fu, pi\u00f9 di ogni altra, preziosa; e che forse contribu\u00ec, in qualche modo, alla sua presa di coscienza del mondo contadino di cui faceva parte, e al suo guardarlo per la prima volta con distacco e amore, al suo fame poesia, attraverso un linguaggio libero, personale, non letterario.) <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questa sua maturazione e liberazione nell&#8217; azione (un ospedale, una strada, una occupazione di terre, una discussione sindacale, sono, in un mondo nuovo, profonde verit\u00e0 poetiche) creano il grande periodo della poesia di Rocco del &#8217;47-&#8217;48, con le poesie contadine, le poesie di ispirazione politica e sociale, tutte bellissime; alcune di esse sono, a mio avviso, grandi poesie, eccezionali nella nostra letteratura [\u00ab Sempre nuova \u00e8 l&#8217;alba\u00bb, questa Marsigliese del movimento contadino, \u00ab Pozzanghera nera\u00bb, \u00ab Il massaro \u00bb ecc.). Con queste poesie egli si afferma non soltanto come poeta, ma come l&#8217;esponente vero della nuova cultura contadina meridionale, la cui espressione e il cui valore primo non pu\u00f2 essere che poetico. (Allo stesso modo con cui, ma su un piano razionale, storico e critico, un altro giovane, Piero Gobetti, lo era stato, nel primo dopoguerra, per il mondo operaio e intellettuale del Nord.) <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Poi, dopo questo primo sbocciare di espressione compiuta, comincia per Rocco un&#8217;esperienza piu larga, e spesso angosciosa e difficile e dolorosa. \u00c8 la vita, con i suoi complessi, i suoi problemi, le sue contraddizioni. \u00c8 la lotta quotidiana nel piccolo paese, la caduta dei primi entusiasmi contadini, dopo la dura svolta del 1948; le donne, tutte, in un certo senso, straniere; il contatto con la citt\u00e0, difficilissimo; con un mondo gi\u00e0 tutto fatto, incomprensibile, chiuso nella sua estranea molteplicit\u00e0. Sono prove dure, culminate con un periodo di prigione, per ragioni politiche, nel 1950; e poi con le sue dimissioni da sindaco; e con la sua andata a Napoli, liberazione insieme ed esilio. \u00c8 un periodo di lotta e di conoscenza, di assimilazione e di ritegno, di aperture e di rifiuti. \u00c8 l&#8217;uscita da un nido tanto pi\u00f9 materno quanto piu povero e desolato, il contatto con l&#8217;altro mondo. Questi anni di varie esperienze ci danno poesie, alcune bellissime, altre pi\u00f9 direttamente legate alle oscillazioni sentimentali di questo processo di maturazione. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma Rocco, in questo processo, si apre sempre pi\u00f9 a grandi interessi umani, impara sempre pi\u00f9 a contemplare il mondo partecipando continuamente (con quale fatica tuttavia, e dolente entusiasmo) alla vita; e sente in s\u00e9 la capacit\u00e0 e la necessit\u00e0 di una grande e lunga strada, di una alta traiettoria che lo riporter\u00e0 al mondo contadino da cui \u00e8 partito, con coscienza ormai piena. Sono gli anni 1952 e 1953: \u00e8, credo, il secondo grande periodo della sua poesia; dove il senso universale della vita riempie i suoi versi, arricchiti di amorosa intelligenza; dove pure, in quella pienezza, \u00e8 il presentimento della morte, e la grandezza di un destino breve; fino alle ultime poesie, quelle dell&#8217;ultimo giorno [\u00ab O mio cuore antico, \/ topo solenne che non esci fuori \u00bb \u2026 \u2026 \u00ab Mamma, tu sola sei vera \u00bb]; <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cosi, con questa altezza poetica raggiunta ed espressa, finisce la sua poesia e la sua vita, cosi breve per troppa intensit\u00e0 umana. Il cammino percorso da Rocco Scotellaro in cosi pochi anni, da un muto mondo nascente a una piena espressione universale, era quello di secoli e secoli di cultura: troppo rapido per il suo piccolo, fragile cuore contadino.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>CARLO LEVI<\/strong><\/p>\n<p>Roma, aprile 1954.<\/p>\n<p>_____________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presente raccolta delle poesie di Rocco Scotellaro rispetta sostanzialmente quella che egli stesso aveva fatto nel 1952, a cui sono state aggiunte le poesie posteriori. Nelle sue carte abbiamo trovato un gran numero di altre poesie, di frammenti, di varianti: ci proponiamo di pubblicare al pi\u00f9 presto la raccolta completa della sua opera poetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">III<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00c8 FATTO GIORNO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h6 style=\"padding-left: 150px;\"><strong><em>\u00c8 fatto giorno, siamo entrati in giuoco anche noi<\/em><\/strong><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px;\"><strong><em>con i panni e le scarpe e le facce che avevamo.<\/em><\/strong><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px;\"><strong><em>Le lepri si sono ritirate e i galli cantano<\/em><\/strong><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px;\"><strong><em>ritorna la faccia di mia madre al focolare<\/em><\/strong><strong><em>.<\/em><\/strong><\/h6>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>(1940 \u2013 1949)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0E&#8217; FATTO GIORNO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">Nota. Nei successivi post. selezionando la Sezione Rocco Scotellaro &#8211; E&#8217; fatto giorno, si possono leggere le poesie del poema E&#8217; fatto giorno pubblicato a cura di Carlo Levi nella collana &#8220;Lo Specchio&#8221; &#8211; I poeti del nostro tempo, di cui furono stampate due edizioni (giugno e dicembre 1954)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 210px;\">LE RAGIONI DELLA SCELTA (I)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;\">PREFAZIONBE DI CARLO LEVI (II)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;\">\u00c8 FATTO GIORNO (III)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0I<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Assumo l\u2019edizione pubblicata nel 1954 a cura di Carlo Levi nello Specchio mondadoriano come esclusivo riferimento per la (ri)lettura della raccolta\u00a0E\u2019 fatto giorno\u00a0delle poesie di Rocco Scotellaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: [...] \n\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[911,34],"tags":[104,190,219,234,727,239,337],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v14.4.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow\" \/>\n<meta name=\"googlebot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta name=\"bingbot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5761974\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Rileggiamo &quot;E&#039; 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