{"id":5762463,"date":"2016-01-29T21:31:24","date_gmt":"2016-01-29T20:31:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5762463"},"modified":"2017-09-22T22:29:30","modified_gmt":"2017-09-22T20:29:30","slug":"edizione-di-e-fatto-giorno-a-cura-di-franco-vitelli-1-premessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5762463","title":{"rendered":"Edizione di &#8220;E&#8217; FATTO GIORNO&#8221; di Rocco SCOTELLARO a cura di Franco Vitelli. 1) Premessa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A parte i padri olimpici Carlo Levi, Manlio Rossi Doria e Rocco Mazzarone, grandissimo \u00e8 il merito per la conoscenza di Rocco Scotellaro dovuto a Franco Vitelli e a Giovanni Battista Bronzini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nemmeno chi ha visto una piccolissima parte delle carte di Rocco Scotellaro (scatole di cerini, risvolti di pacchetti di sigarette, foglietti di calendario, lembi di giornale, cartoline postali, buste, lettere e, finalmente, fogli di carta uso protocollo e normali fogli di carta volanti oppure ordinati e uniti in fascicoli, e quaderni e quant\u2019altro), che Mazzarone cerc\u00f2 come un cane da tartufo e raccolse e ha continuato a raccogliere per tutta la sua fortunatamente lunga vita, costringendo Vitelli a spacchettare il suo MARGHERITE E ROSOLACCI per aver trovato non una o cinque, ma altre ben cinquantacinque poesie, riuscirebbe a immaginare le carte che Rocco avesse lasciato e con quale disordine le avesse lasciate. Un appuntamento dato da Rocco &#8211; \u00a0disse una volta uno dei suoi amici, uno di quegli amici che si sono meritati di riposare su una nuvola dell\u2019Olimpo &#8211; bisognava interpretarlo con un\u2019approssimazione in difetto o in eccesso di tre ore. Carlo Levi scrisse in una nota alla Prefazione di \u00c8 FATTO GIORNO \u00abNelle sue carte abbiamo trovato un gran numero di altre poesie, di frammenti, di varianti\u00a0 \u2026\u00bb, ma non poteva immaginare quant\u2019altro ancora Mazzarone avrebbe trovato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che fare di quel mare di carte e cartacce, che a chiunque altro, che non fosse stato Rocco Mazzarone, avrebbe fatto pensare a una discarica? Mazzarone le copi\u00f2 e pens\u00f2 di affidarle a Franco Vitelli, giovane studioso emergente di Pisticci, e a Giovanni Battista Bronzini, studioso di origini materane, compagno di Rocco al ginnasio di Matera, studioso gi\u00e0 emerso in tutta la sua grande statura di etnologo. Levi fu d\u2019accordo. Vitelli e Bronzini si tuffarono nel lavoro, Vitelli dava qualche informazione a Mazzarone sul come il suo lavoro procedesse, Bronzini taceva e seminava ansia. Passarono anni. Levi non visse tanto da poter vedere il frutto della semina sua e di Mazzarone, che ci avrebbe donato l\u2019Oscar Mondadori del 2004, a cura di Franco Vitelli, con tutte le poesie di Scotellaro, presentato a Tricarico in occasione del Convegno per il cinquantesimo anniversario della morte di Rocco, e quel capolavoro struggente e avvincente, coltissimo e fantasioso che d\u00e0 tutto quanto, e molto pi\u00f9 di tutto quanto il titolo promette, che \u00e8 L\u2019UNIVERSO CONTADINO E L\u2019IMMAGINARIO POETICO DI ROCCO SCOTELLARO di Giovanni Battista Bronzini, edito nel 1987. Dalla morte di Carlo Levi passarono tre anni per la pubblicazione di MARGHERITE E ROSOLACCI a cura di Franco Vitelli, sette anni per la pubblicazione del nuovo \u00c8 FATTO GIORNO, sempre a cura di Vitelli, dodici per la pubblicazione dell\u2019 <em>Universo contadino<\/em> cit. di Bronzini. A Levi tocc\u00f2 la sorte di Mos\u00e8, un chiaro segno biblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Franco Vitelli dette alle stampe nel 1978, nella stessa collana \u00abLo Specchio\u00bb della Mondadori dove, nel 1954, erano state pubblicate le due edizioni di \u00c8 FATTO GIORNO, una seconda raccolta di poesie intitolata MARGHERITE E ROSOLACCI.\u00a0 La scelta del titolo fu molto felice, perch\u00e9 uguale titolo aveva una sezione di \u00c8 FATTO GIORNO e le margherite e i rosolacci richiamano l\u2019esplosione della campagna di Tricarico in primavera. Ci si aspettava che con questa nuova pubblicazione si realizzasse l\u2019edizione completa dell\u2019opera poetica di Rocco Scotellaro. Leggemmo invece nella Prefazione che Vitelli si era imposto alcune limitazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alcune erano scontate. Riguardavano i canti popolari e le poesie di carattere folclorico, della cui pubblicazione si incaricava Bronzini sulla rivista \u00abLares\u00bb. Non era, invece, affatto scontata la scelta di Vitelli di mettere da parte un certo numero di poesie, che avrebbero fatto parte di una nuova edizione di \u00ab\u00c8 FATTO GIORNO\u00bb<em> filologicamente corretta<\/em>. La decisione mi deluse. Lo so, forse e senza forse ero e sono prigioniero del mio tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando quattro anni dopo, nel 1978, usc\u00ec l\u2019Oscar dell\u2019edizione \u00abriveduta e integrata\u00bb da Vitelli di \u00c8 FATTO GIORNO, e la lettura contestuale di due edizioni del poema scotellariano per eccellenza fu imbarazzante. Sembrava trattarsi dell\u2019opera di due poeti diversi. Mi sforzai di esaminare e valutare la nuova pubblicazione <em>sine ira et studio<\/em>, ma, mi dispiace molto doverlo confessare a me stesso, mi sono formato la convinzione che l\u2019intenzione di Vitelli\u00a0 di \u201crestituire Scotellaro a Scotellaro\u201d, non abbia avuto successo e non abbia fatto addirittura bene all\u2019immagine di Scotellaro. Peraltro anche in dottrina questo lavoro di Vitelli non pare che sia stato apprezzato, anzi! L\u2019Oscar del 1978 ha un eccezionale apparato di note. Sarebbe stato auspicabile che le poesie \u00abmesse da parte\u00bb fossero state pubblicate con le <em>Margherite<\/em> e che l\u2019apparato di note fosse stato utilizzato per una pubblicazione di formato pi\u00f9 modesto e minor costo del primo poema scotellariano, che era diventato introvabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vitelli\u00a0 ha riveduto e integrato l\u2019edizione Levi con interventi di revisione ortografica, di revisione dei testi mediante l\u2019aggiunta di versi (decisamente brutti) di soppressione di poesie pubblicate da Levi e di inclusione di altre. Quest\u2019ultima \u00e8 l\u2019operazione di maggior rilievo, che pongo in evidenza mediante tavola di raffronto in PDF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>LEGENDA. \u00a0La Tavola \u00e8 divisa in due colonne. Nella colonna di sinistra sono elencate le poesie dell\u2019edizione Levi e in quella di destra quelle dell\u2019edizione Vitelli. Le poesie sono raggruppate elencate nelle rispettive sezioni, delle quali \u00e8 indicato il numero delle poesie che compongono ciascuna. Risulta che Vitelli ha espunto dall\u2019edizione Levi 36 poesie e ne ha incluse 27, un vero e proprio sommovimento. Le poesie espunte e quelle incluse sono evidenziate. La prima sezione, intitolata Invito nell\u2019edizione Levi, e intitolata Saluto nell\u2019edizione Vitelli (si noti che nell\u2019edizione Levi manca una poesia con questo titolo). Si noti pure che la poesia\u00a0 Di noi fissi dell\u2019edizione Levi \u00e8 intitolata Tra quattro pareti nell\u2019edizione Vitelli). \u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FARE CLIC SUL LINK PER LEGGERE LA <a href=\"http:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/TAVOLA-DI-CONFRONTO.pdf\">TAVOLA DI CONFRONTO<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ho scritto che uno degli interventi di Vitelli consiste nella revisione ortografica del testo a cura di Levi. Mi riferivo, in particolare, agli \u00a0interventi relativi alla formazione del plurale dei sostantivi femminili con desinenza \u2013cia\u00a0e\u00a0-gia, dove Levi sopprime la vocale\u00a0<strong>i<\/strong>, che, secondo la ricostruzione critica di Vitelli, Scotellaro avrebbe conservato.\u00a0 Si tratta di pochi casi, che, a mio parere, Vitelli avrebbe fatto bene ad evitare e che hanno poco o nulla a che vedere con la revisione critica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno sostiene che conservare la <strong>i<\/strong> nelle forme plurali sarebbe un errore. Ho studiato la questione e sono giunto alla conclusione che non si tratta di errore, che, peraltro, si riscontra in un paio di occasioni. Invero, la formazione del plurale dei nomi in \u2013cia\u00a0e \u2013gia\u00a0\u00e8 pi\u00f9 complessa della regoletta che ritiene errore la conservazione della vocale. Nel plurale di detti sostantivi, con accento sulla penultima sillaba (cam\u00eccia, val\u00ecgia\u00a0ecc.) la\u00a0<strong>i<\/strong> \u00a0non ha valore fonetico (ossia non corrisponde a un suono effettivamente pronunciato: lo stesso vale per il singolare) e non serve a indicare la pronuncia della consonante precedente, come avviene invece per il singolare (i grammatici dicono che non ha valore diacritico). La vocale potrebbe dunque essere eliminata senza danno. In alcuni casi potrebbe per\u00f2 far comodo conservarla per distinguere due omografi (le\u00a0camicie che si portano sotto la giacca e il\u00a0camice\u00a0che porta il medico); in altri la vocale tende a sopravvivere per il prestigio della corrispondente forma latina (provincie\u00a0come il latino PROVINCIAE); in altri ancora (faccie,\u00a0foggie) sarebbe considerata erronea da qualsiasi insegnante (Luca Serianni,\u00a0Italiano \u2013Grammatica, Sintassi, Dubbi, Garzanti 1997, p. 561). Per mettere un po\u2019 d\u2019ordine, alcuni hanno proposto una norma ragionevole, che consente di orientarsi in ogni caso e di evitare forme universalmente giudicate scorrette: la\u00a0i\u00a0va mantenuta quando la\u00a0c\u00a0e la\u00a0g\u00a0sono precedute da vocale (acacia\u00a0\u2013\u00a0acacie,\u00a0ciliegia\u00a0\u2013\u00a0ciligie), va eliminata quando la\u00a0c\u00a0e la\u00a0g\u00a0sono precedute da consonante (goccia\u00a0\u2013\u00a0gocce,\u00a0spiaggia\u00a0\u2013 spiagge, e quindi anche\u00a0provincia \u2013 province. (Serianni,\u00a0ivi). Le forme plurali ripristinate da Vitelli, quindi, dovevano essere sicuramente evitate. Qualsiasi editore professionalmente attrezzato e culturalmente attento avrebbe evitato forme plurali scorrette, come le ha evitate Levi. Tutto qui. L\u2019acribia di Vitelli di conservarle mostra il suo incondizionato rispetto per Scotellaro, ma nulla aggiunge, se mai\u00a0toglie, alla forma poetica del testo. Tanto pi\u00f9 che si tratta di soli quattro casi, gli ultimi due dei quali, secondo il linguista e filologo Luca Serianni, sarebbero considerati erronei da qualsiasi insegnate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ecco i quattro casi: Un\u2019amica al v. 1 \u00abgocce\u00bb (Levi), \u00abgoccie\u00bb (Vitelli); Monelli al v. 7 \u00abselvagge\u00bb Levi, \u00ab selvaggie\u00bb (Vitelli); Paese d\u2019inverno al v. 1 \u00abcasucce\u00bb (Levi), \u00abcasuccie\u00bb (Vitelli); Biglietto per Torino al verso 15 \u00abfacce\u00bb (Levi), \u00abfaccie\u00bb (Vivitelli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per non appesantire, sospendo e rimando al prossimo post, la pubblicazione in PDF di due prospetti, che completeranno la Tavola sopra riportata, concernenti: 1) le 27 poesie incluse nell\u2019edizione Vitelli e mancanti nell\u2019edizione Levi, di cui qualcuna commentata; 2) le poesie comuni alle due edizioni integrate nell\u2019edizione Vitelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A parte i padri olimpici Carlo Levi, Manlio Rossi Doria e Rocco Mazzarone, grandissimo \u00e8 il merito per la conoscenza di Rocco Scotellaro dovuto a Franco Vitelli e a Giovanni Battista Bronzini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nemmeno chi ha visto una piccolissima parte delle carte di Rocco Scotellaro (scatole di cerini, risvolti di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[911,915],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v14.4.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow\" \/>\n<meta name=\"googlebot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta name=\"bingbot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5762463\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Edizione di &quot;E&#039; 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