{"id":5763014,"date":"2017-02-02T09:18:26","date_gmt":"2017-02-02T08:18:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763014"},"modified":"2017-02-02T15:50:29","modified_gmt":"2017-02-02T14:50:29","slug":"rocco-scotellaro-nel-racconto-del-prof-gilberto-marselli-sul-gruppo-rossi-doria-a-portici-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763014","title":{"rendered":"Rocco SCOTELLARO nel racconto del prof. Gilberto MARSELLI sul GRUPPO ROSSI-DORIA a Portici (Prima parte)"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">Rocco Scotellaro nel racconto del prof. Gilberto Marselli sul Gruppo Rossi-Doria a Portici.<\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\"><em>1\u00b0<\/em><\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attorno a questa scuola socratica sorta in una reggia alla periferia di Napoli, che fu nota come Gruppo Rossi-Doria a Portici, Gilberto\u00a0 Marselli, nel suo denso e bel libro, ricostruisce la storia d\u2019Italia, storie particolari italiane e straniere, specialmente di sociologi americani (l\u2019inquietante trumpismo sta richiamando, in questi giorni, col maccartismo, la vicenda di George Peck e le vicende di due tricaricesi espulsi dagli Stati Uniti), storie personali, e rimette in campo antiche questioni politiche, con attuale vivezza e non sopita passione, nel segno amaro della sconfitta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono citati 502 personaggi. Non dico che si possono leggere 502 storie personali, ch\u00e9 anzi sconsiglio la lettura particolare di un personaggio, alludo naturalmente e Rocco Scotellaro, che io ho effettuato e riassumo in questo <em>post. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marselli ha scritto il suo libro, che, come giustamente \u00e8 stato detto, aveva il dovere di scrivere, per far conoscere l\u2019esperienza del Gruppo Rossi-Doria a Portici, coinvolgente un mondo, una pluralit\u00e0 di discipline e attivit\u00e0. Rocco Scotellaro \u00e8 stato un membro di questo Gruppo, non il protagonista, come lo \u00e8 stato nella sua attivit\u00e0 di politico e di amministratore, di poeta e scrittore. Durante il periodo di Portici, con Antonio Albanese, ho avuto frequenti rapporti con lui, e il periodo di Portici, il ricordo di quel triennio, lascia una emozione nella mia vita. L\u2019esperienza di lettura di cui sto per dire, quando il racconto di Marselli di pi\u00f9 si focalizza, direttamente o indirettamente, su Rocco, ritengo che possa interessare. Sono andato <em>ad vocem <\/em>nell\u2019indice dei nomi, ho annotato le pagine in cui la voce Scotellaro R. \u00e8 citata e le ho lette, come passi di antologia, allargando ai contesti il piano di lettura. Il riassunto esposto in questo <em>post <\/em>\u00e8 naturalmente molto pi\u00f9 ristretto, e temo che faccia torto alle pagine di Marselli. Tengo anche a dire, meglio, che non ha significato, l\u2019ho scritto e lo metto a disposizione come consiglio di una lettura particolare su Rocco, allargata ai contesti. C\u2019\u00e8 nel libro un capitolo in cui si parla di Freidmann, un capitolo in cui si parla di Banfield, un capitolo in cui si parla di Larson: pu\u00f2 nascere talvolta il desiderio di dedicare un\u2019ora del proprio tempo alla lettura di questo libro, ed ecco come si pu\u00f2 \u201ccreare\u201d un capitolo su Scotellaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla elaborazione di una carta agronomica per la Sila, Marselli ebbe l&#8217;opportunit\u00e0 di entrare a far parte di quello che, dopo, sarebbe stato universalmente noto come il Gruppo di Rossi-Doria -: al quale, man mano, si sarebbero aggiunti sempre nuovi collaboratori, tra i quali, infine, una presenza solo apparentemente anomala, ma che ebbe una notevole importanza: quella di Rocco Scotellaro (in altro luogo dello stesso libro Marselli scrive che Scotellaro avr\u00e0 un ruolo importante nel gruppo di sociologi operanti a Portici). Scotellaro nel gruppo era definito il \u00abpoeta contadino\u203a\u203a, dato che, come Sindaco socialista di Tricarico, aveva capeggiato il movimento contadino di occupazione delle terre, a partire dal feudo Turati. Ecco una spiegazione non molto nota, ma originale e autentica, dell\u2019appellativo \u201cpoeta contadino\u201d, che sarebbe bene tenere in considerazione per la giusta comprensione dell\u2019appellativo derivato \u201cpoeta contadino\u201d posto in relazione all\u2019opera poetica di Rocco Scotellaro, che si costituisce come essenziale, perch\u00e9 poeta \u00e8 il sostantivo e contadino l\u2019aggettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scotellaro era stato conosciuto da Rossi-Doria durante la campagna elettorale per l&#8217;Assemblea Costituente. Dopo la dura ed ingiusta esperienza del carcere, patita quattro anni dopo, in cui Scotellaro due volte era stato eletto sindaco (1946 e 1948), Rossi-Doria lo trov\u00f2 profondamente turbato e, per dargli la possibilit\u00e0 di recuperare la necessaria serenit\u00e0 per poter continuare a coltivare i propri interessi culturali, lo invit\u00f2 a trasferirsi a Portici. Tanto pi\u00f9 che in quell&#8217;anno (1950), Rossi-Doria era impegnato nella redazione del Piano di sviluppo della Basilicata, promosso dalla SVIMEZ come primo esempio in assoluto, in Italia, di pianificazione territoriale secondo la filosofia del New Deal americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa circostanza, a Scotellaro, oltre al delicato compito di coordinare l&#8217;editing dei vari contributi e delle relazioni specifiche relative ai diversi aspetti di intervento, fu affidato anche l&#8217;incarico di compiere una ricerca sullo stato dell&#8217;organizzazione del sistema scolastico, nonch\u00e9 della sua efficacia e del relativo sviluppo con riferimento agli obiettivi indicati dal Piano. Il testo, senza alcun dubbio del tutto originale e di indiscussa valenza, di questo suo studio &#8211; che si inseriva a pieno titolo nella metodologia del Gruppo &#8211; fu pubblicato anche dalla rivista Nord e Sud di Francesco Compagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo innesto di una forza giovanile, non formatasi nell&#8217;ambito di un curriculum specifico di una Facolt\u00e0 di Agraria- sia pure notevolmente arricchito proprio da quella estrema eterogeneit\u00e0 delle discipline impartite, che variavano dal gruppo biologico a quello chimico, tecnico-ingegneristico, economico, giuridico, zootecnico, delle colture erbacee ed arboree e delle stesse industrie trasformatrici &#8211; Rossi-Doria fu incoraggiato a ritornare pi\u00f9 intensamente a quelle che erano state le sue intuizioni quando, nel 1947, aveva proposto di perseguire una vera &#8220;azione meridionalista&#8221; (v. Rossi-Doria, <em>Riforma agraria e<\/em> a<em>zione meridionalista, <\/em>Bologna, Edizioni agricole, 1\u00b0 ed. 1948, 2\u00b0 1956). In quella sede infatti &#8211; dopo aver individuato, soprattutto nelle campagne, l&#8217;esistenza di una pericolosa realt\u00e0 sociale piccolo-borghese e conservatrice, sostanzialmente rimasta ancora prigioniera del clima fascista che l&#8217;aveva favorita &#8211; invitava per\u00f2 a non dimenticare mai che le sorti future del Mezzogiorno erano &#8211; e lo sarebbero state sempre pi\u00f9 &#8211; legate al ruolo che vi avrebbero svolto proprio quei ceti medi e, non meno, i rapporti tra essi e i contadini in quanto non vi era alcun dubbio che la maggioranza di quei ceti medi erano gli stessi che costituivano quella borghesia agraria prima criticata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 sopra accennato al Gruppo Nord e Sud<strong>. I<\/strong>nteressante \u2013 e, come nello stile di Marselli, chiara e di gradevole lettura \u2013 l\u2019esposizione della funzione e dell\u2019attivit\u00e0 di quest\u2019altro Gruppo. Marselli dice anche \u2013 ed \u00e8 un particolare molto importante &#8211; che in quel gruppo vi erano persone che sarebbero state protagoniste della pubblicazione, a Napoli, di un quotidiano di ispirazione laica, Il Mattino d&#8217;ltalia &#8211; che, nella sua pur breve vita, aveva dato un segno di deciso e sostanziale rinnovamento per tutta la societ\u00e0 meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giornale, per decisione del tribunale di Napoli, dovette cessare le pubblicazioni, perch\u00e9, pur trattandosi di una gloriosa e storica testata nazionale, si poneva in una condizione di concorrenza con lo storico giornale napoletano Il Mattino<em>. <\/em>Ricordo che Rocco Scotellaro sul giornale pubblic\u00f2 articoli in terza pagina, spazio che, storicamente, i giornali riservavano alla Cultura, e che un paio di volte lo accompagnai al giornale, dove si divertiva a prendere in giro Compagna, che ironicamente chiamava barone, letteralmente atterrito per le notizie della guerra in Corea, che aveva avuto inizio proprio in quelle settimane, determinando una delle fasi pi\u00f9 acute della guerra fredda, con il rischio di un conflitto globale ed il possibile utilizzo di bombe nucleari. Ricordo pure che Rocco rimase amareggiato dall\u2019esito della causa promossa dal Mattino per la chiusura del Mattino d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso, di sera, i Gruppi ci si incontravano alla birreria <em>L\u00f6wenbrau \u2013<\/em> che era a piazza Municipio, sotto il <em>Grand Hotel de Londres &#8211;<\/em> e l&#8217;atmosfera che vi dominava assecondava la fantasiosa estemporaneit\u00e0 di Rocco Scotellaro, che preferiva entrarvi, da piazza Municipio, fingendo un passo di marcia sulle note di <em>E spingule francese<\/em>, appositamente arrangiate, dal mefistofelico abile pianista del locale, per questo strano gruppo di avventori intellettuali,. Qui devo precisare che non erano i due Gruppi come tali che si incontravano, perch\u00e9 la rivista Nord e Sud, che dette il nome al Gruppo, fu fondata nel dicembre del 1954, un anno dopo la morte di Rocco. Si incontravano intellettuali del Gruppo Rossi-Doria e intellettuali che saranno protagonisti dello sfortunato tentativo del Mattino d\u2019Italia, di cui Francesco Compagna, che fonder\u00e0 e diriger\u00e0 la rivista, era redattore capo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando al Piano Lucano i due settori molto importanti e delicati per l&#8217;impostazione e la riuscita dell&#8217;intero Piano &#8211; quello della Scuola e quello della Sanit\u00e0 &#8211; furono affidati ai due Rocco di Tricarico: rispettivamente, a Rocco Scotellaro\u00a0 e al Prof. Rocco Mazzarone,\u00a0 allora direttore del Dispensario Provinciale di Igiene Sociale, al quale va riconosciuto il merito di aver svolto sin da quegli anni il ruolo niente affatto trascurabile di animatore essenziale del Gruppo di studio Friedmann sui Sassi e, pi\u00f9 in generale, anche di tramite intelligente tra i ricercatori &#8211; italiani e stranieri &#8211; e la Basilicata, si da farla diventare un vero e proprio laboratorio sperimentale, ormai ben noto in tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto, invece, a Rocco Scotellaro, andato a Portici, ben presto familiarizz\u00f2 con tutto il gruppo e, naturalmente, si sintonizz\u00f2 maggiormente con quanti, come Marselli, compivano ricerche sociologiche autonomamente o in compagnia dei colleghi stranieri. Purtroppo, come dolorosamente ricordiamo, nel dicembre 1953, a 30 anni, la morte lo colse improvvisamente. Postumo gli fu conferito il Premio Viareggio. Assegnazione che fu aspramente criticata da esponenti comunisti: soprattutto da Carlo Salinari, responsabile della cultura e direttore de \u201cIl Contemporaneo\u201d, e da Mario Alicata, direttore di &#8220;Cronache Meridionali\u201d, che agiva in pi\u00f9 diretta contrapposizione con \u201cNord e Sud\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno, in occasione dell\u2019inaugurazione della Festa dell\u2019Unit\u00e0 nei giardini del Granatello si ripeteva un episodio altamente significativo. Mentre Rossi-Doria capitava sempre di fronte ad Amendola, Rocco Scotellaro era di fronte a De Martino (allora Segretario del Partito socialista) e Marselli di fronte ad Emilio Sereni (storico dell\u2019agricoltura). Pur essendo tutti molto vicini politicamente, pur avendo comuni ideali e pur perseguendo tutti lo stesso fine &#8211; un definitivo superamento dell&#8217;annosa &#8220;questione meridionale\u201d \u2013 erano, in pratica, profondamente divisi sulle modalit\u00e0 di espressione dell\u2019operare del Gruppo Rossi-Doria. Purtroppo, la comunione di intenti durante la lotta al fascismo e, soprattutto, durante la Resistenza, le fratture avutesi a Livorno nel 1921 e, poi, ancora pi\u00f9 gravi, le contrapposizioni provocate dalla guerra fredda, dai tragici eventi di Budapest e, ancor pi\u00f9, dal simbolico Muro di Berlino avevano creato, tra questi gruppi di amici, un solco difficilmente superabile: da una parte, diciamo i porticensi, che si applicavano a voler studiare la realt\u00e0 per cercare di modificarla con opportune e concrete riforme; dall&#8217;altra, chi, invece, fidava tutto sull&#8217;evento rivoluzionario che, solo, avrebbe potuto modificare quella situazione. Ancora una volta, volont\u00e0 riformatrice e fiducia in una corretta politica di interventi adeguati contro il massimalismo: il fallimento del Partito d&#8217;Azi0ne e, ancor pi\u00f9, la premessa di quella che, poi, sarebbe stata la contrapposizione tra Saragattiani e Nenniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se, nota Marselli, sarebbe possibile fare ancora altre notazioni per dare una certa idea di cosa fosse, in realt\u00e0, questo Gruppo Rossi-Doria, egli ritiene di poter pervenire alla conclusione che il Gruppo ha costituito un\u2019esperienza che, per alcuni, pot\u00e9 anche rappresentare un esempio interessante e di un certo fascino &#8211; soprattutto perch\u00e9 si rifaceva a modelli organizzativi da tempo gi\u00e0 attivati presso le Universit\u00e0 americane &#8211; del modo di studiare, formarsi, fare ricerca ed operare nel Mezzogiorno, ma che, certamente, fu anche considerata da altri come una troppo radicale innovazione delle funzioni e del ruolo di un&#8217;istituzione universitaria italiana e, soprattutto, meridionale. Tale, comunque, da suscitare giudizi non sempre favorevoli e, spesso, addirittura malevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non fu affatto irrilevante che queste innovazioni erano gi\u00e0 state poste in essere prima che giungessero, a Portici, numerosi colleghi stranieri &#8211; per lo pi\u00f9 nordamericani, ma anche inglesi, francesi, tedeschi, svizzeri e polacchi- attratti dal crescente interesse che suscitavano, al tempo stesso, l&#8217;Italia e, in particolare, il nostro Mezzogiorno. Se si vuole, ricercatori non esclusivamente confinabili nei limiti propri delle loro discipline, ma prontissimi &#8211; se gi\u00e0 non lo fossero stati in anticipo &#8211; a farsi prendere dallo stesso spirito che sicuramente anim\u00f2 ed appassion\u00f2 Goethe negli intensi giorni (dal 3 settembre 1786 al 19 giugno 1788) in cui effettuo il suo famoso viaggio in Italia (Goethe, 1817). Quello spirito che induce a considerare insieme gli aspetti fisici, paesaggistici, storico-archeologici, economici, sociali e culturali (nel senso di &#8220;filosofia di vita\u201d) che, indubbiamente, fanno del nostro Mezzogiorno &#8211; nel bene e nel male &#8211; un&#8217;inesauribile fonte di sensazioni difficilmente dimenticabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sintetizzando dalla Postfazione di Franco Vitelli, va detto (e anche Rabatana aveva detto) che Rossi-Doria nutriva un amore straordinario per Goethe. La sua predilezione discendeva da Giustino Fortunato, il quale aveva tradotto Le lettere da Napoli,\u00a0 proprio da Rossi Doria riproposte presso l\u2019editore Guida. Ed ha avuto un posto importante nel processo di formazione culturale di Rocco Scotellaro, che, come lo stesso Vitelli sottolinea nella Postfazione all\u2019Oscar con tutte le poesie di Scotellato del 2004, ha avuto un \u201cocchio prensile\u201d verso le letterature straniere, e interesse per le traduzioni, tra cui la traduzione di Ai Favorevoli (<strong>An die G\u00fcnstigen)<\/strong> di Goethe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il terzo capitolo del libro marselliano \u00e8 intitolato \u00abL\u2019approccio sociologio e la <em>civilt\u00e0 contadina<\/em>\u00bb. Rocco \u00e8 ricordato per la polemica vivacissima che ebbe con lui il comunista Gerardo Chiaromonte (polemica, invero, che cita lo stesso Chiaromonte del quale Marselli riporta un passo di un suo libro col crociano Giuseppe Galasso sulla questione meridionale). Civilt\u00e0 contadina, Contadini e luigini sono temi e polemiche aspre, mai veramente chiarite, che causarono divisioni profonde e insanabili. Qui Rocco Scotellaro ha il ruolo di protagonista e di queste questioni bisogna che se ne parli adeguatamente. Ma il <em>riassunto <\/em>si \u00e8 fatto lungo ed \u00e8 opportuno che Rabatana lo riprenda con un prossimo <em>post.<\/em> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rocco Scotellaro nel racconto del prof. 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