{"id":5763020,"date":"2017-02-05T06:04:52","date_gmt":"2017-02-05T05:04:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763020"},"modified":"2017-02-05T19:28:15","modified_gmt":"2017-02-05T18:28:15","slug":"rocco-scotellaro-nel-racconto-del-libro-del-prof-marselli-2a-e-ultima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763020","title":{"rendered":"Rocco SCOTELLARO nel racconto del libro del prof. Marselli (2a e ultima parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Col terzo capitolo \u00abL\u2019approccio sociologico e la <em>civilt\u00e0 contadina<\/em>\u00bb, continuando con l\u2019apporto dei ricercatori stranieri (colleghi li chiama Marselli anche per la ragione, io credo, che scopriremo poco pi\u00f9 avanti) (cap. 4), e\u00a0 con le esperienze particolari con Friedrich G. Friedmann e i Sassi di Matera, Edward C. Banffield ed il \u201cfamilismo amorale\u201d, Olaf F. Larson e la \u201cCornell Technique\u201d (capitolo 5), si entra nella parte viva del libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano gli anni in cui la questione agraria era prevalente nel dibattito politico, Gli accadimenti di quel periodo e l\u2019evento riforma agraria richiamarono antropologi e sociologi d\u2019oltre Oceano, le cui opere sono state per decenni testi di Antropologia culturale nelle Universit\u00e0 americane. Vi furono richiamati anche studiosi italiani, tra cui intellettuali del calibro di Giorgio Seriani Segrebondi e Felice Balbo, dei quali si parla in altre parti del libro. Le stelle polari, anche nel dissenso, naturalmente, erano Manlio-Rossi Doria e Carlo Levi, che rimandavano a Rocco Scotellaro, sindaco di Tricarico. \u00a0Gli studiosi americani, attraverso la penetrazione di un\u2019arcaica societ\u00e0 lucana, cercavano di capire, non sempre riuscendoci fino in fondo, forse a causa di una piatta lettura del Cristo si \u00e8 fermato a Eboli, un mondo radicalmente diverso rispetto alle grandi civilt\u00e0 dell\u2019Occidente, un mondo che, proprio perch\u00e9 rivolto al passato, si manifestava come un insieme di vite, di ambienti, di riti, di atteggiamenti alternativi agli occhi di chi proveniva da mondi ed esperienze lontani. Si parl\u00f2 di civilt\u00e0 contadina, aprendo una feroce polemica nella sinistra e non solo. L\u2019apertura verso la Sociologia doveva fare i conti con la forte influenza crociana dell\u2019identificazione della sociologia come scienza empirica, dominante a Napoli ed esercitata specialmente dagli allievi di don Benedetto, tendenti ad apparire pi\u00f9 rigorosi del loro Maestro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rocco Scotellaro si annunciava come l&#8217;aedo di quest\u2019epoca, con statura di capo contadino, ma la sua giovanissima vita, arriv\u00f2 appena a lambire quest\u2019epoca interessantissima e, vista con gli occhi nostalgici dei contemporanei che sopravvivono, estremamente affascinante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Rabatana ha curato una categoria intitolata Civilt\u00e0 contadina, composta di 13 file densi di notizie e argomenti, con contributi di Gilberto Marselli. Assolto l\u2019obbligo della propaganda a favore del proprio blog, rivolgo l\u2019invito a leggere, \u00a0con ben maggiore utilit\u00e0, per completezza e chiarezza, le parti del libro sopra citate. Segnalo in particolare la cura e precisione con cui \u00e8 definita la contrapposizione contadini\/luigini, per cui Marselli si \u00e8 misuratamente avvalso del libro del 1950 di Carlo Levi &#8220;L&#8217;orologio&#8221;, facendodo giustizia delle incomprensioni. Il contrasto raggiunse un tale livello che il comunista Gerardo Chiaromonte e il repubblicano Giuseppe Galasso \u2013 che Marselli definisce amici del Gruppo \u2013 non esitarono a rendere esplicite le loro riserve nei confronti del Gruppo stesso, ma addirittura accusarono implicitamente Rossi-Doria di essere stato complice di una riforma agraria fallita e ridimensionata a mera riforma fondiaria. Chiaromonte, nel difendere le agitazioni nella campagne promosse dal PCI, che avrebbero dovuto determinare le condizioni politico-sociali pi\u00f9 favorevoli perch\u00e9 si potesse esercitare una grande spinta ideale e culturale, \u00a0in contrasto con la posizione autonomamente e criticamente collaborativa, ispirata, per intenderci, alle indicazioni dell\u2019azione meridionalista rossi-doriana, cos\u00ec ebbe a precisare le sue posizioni: \u00abCi chiamarono (\u2026) gracchisti. E fummo accusati di essere nostalgici della \u201ccivilt\u00e0 contadina\u201d, dimenticando che su questa storia (\u2026), avevamo avuto, negli anni precedenti, una polemica vivacissima con Rocco Scotellaro e anche con Manlio Rossi-Doria (Chiaromonte e Galasso, \u00abL\u2019Italia dimezzata: dibattito sulla questione meridionale\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va ribadito che anche Galasso non esit\u00f2 ad esprimersi subito dopo in questi termini: \u00abPer quanto riguarda la civilt\u00e0 contadina, dovrei, per\u00f2, ricordarti che la battaglia storicistica di un Alicata, ad esempio, contro il mito della civilt\u00e0 contadina fu del tutto condivisa dalla cultura crociana, al punto che, su questo tema, noi del gruppo di Nord e Sud avversammo in maniera aperta i nostri amici di Portici, da Rossi-Doria a Marselli (op. cit., p. 87). (Si ricordi che Scotellar\u00f2 premor\u00ec alla fondazione della rivista Nord e Sud, e che su questa furono anche pubblicate la ricerca compiuta da Rocco Scotellaro sulla scuola in Basilicata, nell\u2019ambito del <em>piano lucano <\/em>SVIMEZ, e quella di Rocco Mazzarone sulle condizioni sanitarie nella stesa regione. Sicch\u00e9, ricordato ci\u00f2,\u00a0 Marselli sembra rimproverare a Galasso di essersene dimenticato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La polemica con Scotellaro sta soprattutto a testimoniare un clima o una tendenza per cui si attacca Scotellaro per attaccare Rossi-Doria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019approccio sociologico fu favorito dall\u2019apporto di scienziati sociali stranieri. Ho gi\u00e0 notato che Marselli dice colleghi: in ci\u00f2 io vedo l\u2019affermazione della pari dignit\u00e0 di una scienza, la sociologia, appunto, avversata specialmente a Napoli dalla dottrina di Croce e dei suoi zelanti allievi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terminata la guerra, nell&#8217;ambito delle varie iniziative previste dal Piano Marshall fu promosso il programma Fulbright per facilitare gli scambi culturali tra l\u2019Europa e gli Stati Uniti. Va ricordato che del programma Fulbright si avvalse il tricaricese Giovanni De Maria per un triennio di ricerche presso il dipartimento di fisica dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago, che lo port\u00f2 ad essere il primo studioso italiano ad essere incaricato dalla NASA a svolgere ricerche sui campioni lunari della Missione Apollo 11, sviluppando poi negli anni successivi ulteriori ricerche sui campioni delle missioni Apollo 12, 14, 15,16 e 17 e ricevendo, dalla NASA, nel decennale del primo\u00a0 volo umano sulla Luna, uno speciale riconoscimento scientifico della ricerca svolta. Per una singolare circostanza, De Maria, giunto a Chicago col programma Fullbrigt, abit\u00f2 con colleghi la casa di Banfield, che da Chicago si era recato, con lo stesso programma, a Portici e in Lucania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricercatori americani erano stati invogliati a venire nel Mezzogiorno anche a soprattutto dalla lettura del Cristo si \u00e8 fermato ad Eboli, pe cui era quasi inevitabile che la scelta cadesse prevalentemente sulla Basilicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi scienziati, un posto del tutto particolare e prioritario va riconosciuto a George Terhun Peck, che fu il primo ad arrivare a Portici. Il suo progetto si concentr\u00f2 maggiormente su alcuni aspetti da analizzare a livello comunitario, come, per esempio, il loro grado di partecipazione alla vita sociale e politica a livello del proprio paese e, quindi, l\u2019esistenza o meno di uno spirito comunitario. Stabil\u00ec la sua dimora a Tricarico in un piccolo appartamento del palazzo ducale e pareva un tricaricese, come tale amava comportarsi. Gli sembrava incredibile recarsi a compiere le sue ricerche, lasciando la porta di casa aperta. Ebbe rapporti di cordiale amicizia e collaborazione con Rocco Mazzarone e Rocco Scotellaro: i tre furono veramente amici, come sanno (o sapevano) essere amici i meridionali. La sua ricerca lo portava, tra l\u2019altro, a frequenti interviste nelle diverse camere del lavoro e sedi di partito. Non ci si pu\u00f2 quindi meravigliare se, in piena epoca maccartista, Peck, appena rientrato negli Stati Unit, fu allontanato dall\u2019Universit\u00e0, perch\u00e9 sospettato di simpatie comuniste, e dovette cambiare vita. Per sua fortuna, la sua famiglia era titolare di una nota e fiorente azienda nel campo dell\u2019abbigliamento femminile di una certa classe (la Peck and Peck alla Fifth Avenue), presso la quale assunse l\u2019incarico di provvedere agli acquisti di moda stagionali, che gli dettero la possibilit\u00e0 di compiere numerosi viaggi in Europa e in Italia, per partecipare alle sfilate promosse dagli stilisti europei, molto stimati in America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra fredda fu un dramma terribile, sempre sul punto di sfociare in una terza guerra mondiale, col ricorso a ordigni nucleari. Sui personaggi di cui si sta parlando, e in particolare di Peck e Banfield, ricordo subito che essi furono ancora vittime, con accuse di segno opposto a quelle mosse dai maccartisti, per ironia della sorte e a causa del clima sospettoso che si viveva anche in Italia. Devo soffermarmi su Banfield. Egli comp\u00ec le sue ricerche nel comune lucano Chiaromonte, da lui chiamato Montegrano, elaborando in un libro oramai classico tesi che non hanno mai smesso di suscitare un\u2019eco estesa oltre il mondo degli studiosi. Banfield coni\u00f2 l\u2019espressione \u201cfamilismo amorale\u201d per spiegare l\u2019arretratezza o, meglio, la mancanza di reazione all\u2019arretratezza di Montegrano. Il libro (The Moral Basis of a Backward Society, Glencoe, III, The Press, 1958),\u00a0 fu tradotto in italiano dal Mulino di Bologna, nel 1961, col titolo \u201cUna comunit\u00e0 del Mezzogiorno, e fu successivamente ripresentato, dallo stesso editore, nel 1976, con il titolo \u201cLe basi morali di una societ\u00e0 arretrata\u201d a cura di D. De Masi. Questa edizione era integrata da una serie di interventi, tra i quali un intervento di Gilberto Marselli, che sintetizzavano il dibattito sociologico suscitato dalle tesi di Banfield. Essendo esaurita questa edizione, l\u2019editore\u00a0 ha ritenuto opportuno dare la possibilit\u00e0 di leggere l\u2019opera, che \u00e8 stata riveduta e ripubblicata nel 2010. Del dibattito che si svolse e svilupp\u00f2 dall\u2019edizione di mezzo secolo fa o, meglio, di ignobili e non suffragate insinuazioni nei confronti di Peck e degli altri ricercatori colleghi americani, ci informa ora Marselli. Quelli, infatti, furono ingiustamente accusati da De Masi di essere anticomunisti e, ancor peggio, al servizio di occulti &#8220;corpi separati&#8221; operanti negli Stati Uniti, avanzando il sospetto che le loro ricerche \u00a0\u00ab (&#8230;) rispondevano ad un preciso disegno del Governo e di Fondazioni statunitensi per tenere sotto controllo i Partiti marxisti e la classe operaia dei Paesi \u201calleati\u201d (\u2026)\u203a\u203a. \u00a0Anzi la sua opera denigratoria si estese fino a coinvolgere anche i ricercatori del Gruppo Portici, avanzando il dubbio se questi, che accompagnavano questi studiosi nelle comunit\u00e0 del Mezzogiorno, fossero all&#8217;oscuro dei pericoli politici insiti in queste operazioni culturali o se, e fino a che punto, ne condividessero gli intenti anticomunisti. Marselli aggiunge di aver voluto ricordare questo spiacevole incidente non tanto per quanto riguardava le loro persone e la loro condotta (ossia: di loro ricercatori del gruppo Portici), ma per il rispetto e la sincera gratitudine che sentivano &#8211; e sempre avrebbero sentito &#8211; nei confronti di quei colleghi che, ben presto, divennero a pieno titolo amici, nello spirito proprio napoletano. Ma anche \u2013 aggiunge Marselli, e io sottolineo \u2013 perch\u00e9 quelle insinuazioni furono avanzate a ben 23 anni dalla morte di Rocco Scotellaro e, soprattutto, dopo le polemiche avutesi, da parte di autorevoli rappresentanti del mondo comunista nei confronti del Premio Viareggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ironia della sorte va pure ricordato che Banfield si allontan\u00f2 dalle posizioni del New Deal, ader\u00ec a posizioni della destra repubblicana, divenendo consigliere di diversi presidenti repubblicani, da Nixon a Ford a Reagan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho sopra accennato alle tre esperienze particolari e le ricordo ancora per ripetere l\u2019invito a leggere l\u2019interessante e ben costruito capitolo 5. Ho riferito qualche aneddoto riguardante Banfield e non intendo andare oltre per non turbare la sincerit\u00e0 e la validit\u00e0 del suddetto invito. Ricorder\u00f2 soltanto che Friedmann giunse a Portici nel 1950 perch\u00e9 Carlo Levi gli aveva suggerito di rivolgersi a Rossi-Doria e a Rocco Scotellaro, il quale, dunque, ebbe rapporti di collaborazione e di amicizia solo, principalmente, con Peck e Friedmann, giunti in Italia e in Lucania prima della sua morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita di Friedmann \u00e8 un romanzo e, perci\u00f2 stesso, bisogna farne cenno. Nato a Monaco di Baviera, fu costretto ad interrompere i suoi studi di medicina a causa delle persecuzioni subite da parte della polizia nazista, perch\u00e9 ebreo e, inoltre, perch\u00e9 sospettato di partecipare alla lotta attiva contro quel regime. Si trasfer\u00ec a Roma dove si laure\u00f2, prima, in Letteratura scandinava e, poi, in Filosofia, cos\u00ec da poter insegnare questa materia in un Liceo romano. Sopravvenute, nel 1938, le leggi razziali fasciste, nel 1939\u00a0fu di nuovo costretto a rifugiarsi in Inghilterra. Scoppiata in quello stesso anno la seconda guerra mondiale, si trov\u00f2 ad essere, in quanto tedesco, cittadino di uno stato nemico, e fu internato. Nel settembre del 1940 arriv\u00f2, finalmente, negli Stati Uniti dove, dopo varie vicende, arriv\u00f2 fortunatamente a poter insegnare Filosofia nell&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Arkansas. Alla fine della guerra (tra il 1947 ed il 1948) riprese contatto con gli amici lasciati in Italia e, appena si present\u00f2 l&#8217;occasione offerta dal Programma Falbright, concorse e ottenne una borsa di studio per l\u2019Italia, nel 1950. Come ho detto, Carlo Levi gli sugger\u00ec di rivolgersi a Rossi-Doria e a Rocco Scotellaro, ma l\u2019incontro e la conoscenza con Scotellaro subirono un rinvio, perch\u00e9 Scotellaro era in carcere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accenno alla romanzesca vita di Friedmann pu\u00f2 bastare, rinviando alle dense e circostanziate pagine di Marselli e, per non dimenticare che Rabatana \u00e8 un blog tricaricese, ricordo che vi sono due bei libri di cui Pancrazio Toscano \u00e8 firmatario o cofirmatario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui si conclude il capitolo su Rocco Scotellaro, extrapolato con azzardo dal libro di Gilberto Marselli, come giustamente ha detto l\u2019amico Angelo Colangelo, di cui non mi pento. Ringrazio, saluto e abbraccio Gilberto, amico ritrovato come compaesano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Col terzo capitolo \u00abL\u2019approccio sociologico e la civilt\u00e0 contadina\u00bb, continuando con l\u2019apporto dei ricercatori stranieri (colleghi li chiama Marselli anche per la ragione, io credo, che scopriremo poco pi\u00f9 avanti) (cap. 4), e\u00a0 con le esperienze particolari con Friedrich G. Friedmann e i Sassi di Matera, Edward C. 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