{"id":5763312,"date":"2017-07-08T06:08:34","date_gmt":"2017-07-08T04:08:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763312"},"modified":"2017-09-22T15:20:11","modified_gmt":"2017-09-22T13:20:11","slug":"il-terribile-silenzio-di-rocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763312","title":{"rendered":"Il terribile silenzio di Rocco"},"content":{"rendered":"<p>Al romanzo <strong>L\u2019uva puttanella<\/strong> di Rocco Scotellaro si aggiunsero i\u00a0<em><strong>Frammenti<\/strong><\/em><strong><em>\u00a0e\u00a0Appunti dai Quaderni<\/em><\/strong><em>,\u00a0<\/em>pubblicati, con nota introduttiva di Carlo Levi, in <strong>Nuovi Argomenti<\/strong>, 17-18, novembre 1955-febbraio 1956, pp. 1-40 e ripubblicati nel 1974 dalle Edizioni Basilicata, in appendice al romanzo o racconto lungo giovanile\u00a0<em><strong>Uno si distrae al bivio<\/strong><\/em><em> (Usdb).<\/em> Il romanzo e i materiali aggiunti appaiono ben poca cosa se confrontati col\u00a0<em><strong>Disegno generale del libro<\/strong><\/em> pubblicato nello stesso Usdb, \u00a0pp.97-104.\u00a0<em>Disegno generale del libro\u00a0<\/em><em>e\u00a0Frammenti e Appunti dai Quaderni\u00a0<\/em>in Usdb si presentano come un documento unitario.\u00a0<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tempo fa su Rabatana pubblicai in pdf: 1)\u00a0il testo del romanzo, 2)\u00a0il testo del\u00a0<em>Disegno generale del libro\u00a0<\/em><em>e i\u00a0<em>Frammenti e Appunti dai Quaderni,\u00a0<\/em><\/em>nonch\u00e9 3)\u00a0un \u201ccommentario\u201d col titolo\u00a0<em>Rabatana legge L\u2019Uva puttanella<\/em>. Come \u00e8 venuto in mente a me di rileggere i suddetti testi, spero che qualche lettore sia indotto a leggere almeno qualche brano. Rileggendoli, sono stato attratto dall\u2019intestazione a <strong>Kafka<\/strong>, a lettere capitali, dell\u2019appunto n. 12 della prima parte, articolato nei seguenti sette pensieri, che ora viene naturale definire kafkiani:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px; text-align: justify;\">Nella mia <em>Uva puttanella <\/em>non \u00e8 questione di puttanismo politico, fenomeno comune ai capi e ai gregari delle chiese e dei partiti e a tutti gli uomini.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px; text-align: justify;\">Si tratta invece di rinuncia all\u2019essere, di riluttanza al divenire maturi e grandi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px; text-align: justify;\">Ho visto uomini in divisa consacrarsi al sangue, e povera gente in fila per il tozzo di pane giornaliero: persone normali; ho visto arruffoni e speculatori, ladri e assassini: persone poco normali; capi chiese e capindustrie e capipoli, anormali; artisti col capo volante, esseri non essere, ma uccelli, sia che abbiano o non abbiano pane e comodi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px; text-align: justify;\">Mia madre mi vuole bene, io non le voglio bene, o soltanto qualche volta per abbandono o malanno provvisorio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px; text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 gente che studia e deve arrivare, arriva ed \u00e8 contenta.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px; text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 persone che vogliono sposarsi e si sposano.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px; text-align: justify;\">Io non so che fare, forse mi uccider\u00f2: sar\u00e0 l\u2019unico gesto normale, di cui spero che sia capace.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px; text-align: justify;\">Penso che Dio \u00e8 l\u2019uomo pi\u00f9 furbo di questa terra, sta nascosto in un buco per manovrarci cos\u00ec bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kafka aveva annotato per anni, in fogli e quaderni, senza ordine, titoli e date, prose e aforismi, destinati a essere distrutti. Il suo fedele amico <strong>Max Brod<\/strong>, tra il 1931 e il 1954, pubblic\u00f2 i quaderni di appunti di Kafka (otto quaderni: da <em>Heft A <\/em>a <em>Heft <\/em>H). Il suo intento era di farli conoscere, pertanto si fece interprete dell&#8217;opera senza alcuna preoccupazione filologica. Solo alla fine del 1992 Samuel Fischer pubblic\u00f2 l&#8217;edizione critica dell&#8217;opera di Kafka (in particolare <strong>Lettera al padre<\/strong> e gli otto <strong>Quaderni in ottavo<\/strong>), modificando cos\u00ec l&#8217;immagine dei &#8220;racconti&#8221; che vigeva da sessant&#8217;anni. I testi sono accompagnati da un apparato critico con varianti e con ipotesi di datazione. Cito prose celebri quali, prima di tutte, <strong>Il silenzio delle sirene<\/strong>, e poi <strong>Prometeo<\/strong>, <strong>Indagini di un cane<\/strong>, <strong>La tana<\/strong>, che, a fianco di altre prose meno conosciute, ci restituiscono l&#8217;immagine di un Kafka nuovo, frammentario, sublime nella sua maturit\u00e0 e considerazioni sul peccato, il dolore, la speranza e la vera via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Rocco muore Brond non aveva completato la pubblicazione degli scritti di Kafka. Mi sono chiesto quale conoscenza Rocco avesse potuto avere a Tricarico. Tra i miei libri conservo opere che Rocco pu\u00f2 aver potuto consultare: <strong>l\u2019Enciclopedia Treccani<\/strong> (che nel 20\u00b0 volume , pubblicato nel 1939, dedica a Kaka pi\u00f9 o meno quattro righi) e la <strong>Storia Universale della Letteratura <\/strong>di Camillo Prampolini, pubblicata nel 1952, che nel volume V cita due volte lo scrittore praghese e nel volume VI, oltre a citarlo alcune volte, gli dedica un\u2019ampia trattazione sviluppata in cinque pagine. Rocco pu\u00f2 aver letto le suddette pagine e nulla esclude che abbia letto e studiato qualcuna delle geniali opere kafkiane, che gli ha ispirato gli appunti di cui sopra. Ma non poteva sapere che la sua vita sarebbe stata cos\u00ec simile a quella di Kafka e i suoi scritti sarebbero stati pubblicati grazie all&#8217;interessamento di un <em>suo Max Bord <\/em>(al quale chi legger\u00e0 questo post potr\u00e0 dare un nome &#8211; o pi\u00f9 nomi &#8211; ed esprimergli riconoscenza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mistero dell\u2019intitolazione di quell\u2019appunto n. 12 mi ha comunque lasciato la ferma convinzione che, se ci sforzassimo di conoscere un pochino Kafka, impareremo qualcosa in pi\u00f9 su Rocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo di questo articolo \u00e8 ispirato al seguente aforisma di Kafka: \u00ab<strong>Le sirene possiedono un\u2019arma ancora pi\u00f9 terribile del loro canto. Il loro silenzio<\/strong>\u00bb. Penso che dalla sera del 15 dicembre 1953 (le ore diurne del suo utimo giorno Rocco le visse, parl\u00f2 e scrisse) dura il silenzio di Rocco e mi chiedo se il suo silenzio viene ascoltato o no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aforisma \u00e8 tratto dalla seguente storia. Le storie di Kafka hanno talvolta lo stile delle parabole e il senso \u00e8 difficile, quasi impossibile da decifrare. E\u2019 evidente che in questa storia il referente non \u00e8 l\u2019Odissea, qui le sirene non cantano e Ulisse <strong>non ascolta<\/strong> il loro silenzio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Franz Kafka, \u201cIl silenzio delle sirene\u201d (<em>Quaderni in ottavo<\/em>, 1916\/18)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Teoricamente esiste una possibilit\u00e0 di essere felici in modo assoluto: credere nell&#8217;indistruttibilit\u00e0 in s\u00e9 e non cercare di aspirarvi.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimostrazione del fatto che anche mezzi inadeguati, persino puerili, possono servire alla salvezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per proteggersi dalle Sirene, Odisseo si tapp\u00f2 le orecchie con la cera e si lasci\u00f2 incatenare all\u2019albero maestro della nave. Naturalmente tutti i viaggiatori avrebbero potuto fare da sempre qualcosa di simile, eccetto quelli che le Sirene avevano gi\u00e0 ammaliato da lontano, ma era risaputo in tutto il mondo che era impossibile che questo potesse servire. Il canto delle Sirene penetrava dappertutto e la passione dei sedotti avrebbe spezzato ben pi\u00f9 che catene e albero. Odisseo non ci pens\u00f2, bench\u00e9 forse lo sapesse per esperienza. Confidava pienamente in quel poco di cera e in quel fascio di catene e, con l\u2019innocente gioia per i suoi astuti sotterfugi, navig\u00f2 incontro alle Sirene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, le Sirene hanno un\u2019arma ancora pi\u00f9 terribile del canto, cio\u00e8 il silenzio. Non \u00e8 certamente accaduto, ma potrebbe essere che qualcuno si sia salvato dal loro canto, ma non certo dal loro silenzio. Al sentimento di averle sconfitte con la propria forza, al conseguente orgoglio che travolge ogni cosa, nessun mortale pu\u00f2 resistere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, in effetti, quando Odisseo arriv\u00f2, le potenti cantatrici non cantarono, sia che credessero che solo il silenzio potesse vincere un cos\u00ec abile avversario, sia che, alla vista dell&#8217;estasi nel volto di Odisseo, che non pensava ad altro che a cera e a catene e a un enorme cavallo di legno sulla piana di Troia, si dimenticassero proprio di cantare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Odisseo tuttavia, per cos\u00ec dire, non ud\u00ec il loro silenzio e credette che cantassero e di essere lui solo protetto dall\u2019udirle. Vide fugacemente sulle prime il movimento delle loro gole, il respiro profondo, gli occhi pieni di lacrime, le bocche socchiuse, ma credette che questo facesse parte delle melodie che non udite risuonavano intorno a lui. Ma tutto ci\u00f2 sfior\u00f2 appena il suo sguardo fisso nella lontananza, le Sirene sparirono davanti alla sua determinazione e, proprio quando era pi\u00f9 vicino alle Maliarde, non seppe pi\u00f9 niente di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esse per\u00f2 \u2013 pi\u00f9 belle che mai \u2013 si stirarono e si girarono, lasciando ondeggiare al vento le loro terribili capigliature e graffiavano furiosamente con gli adunchi artigli gli scogli. Non volevano pi\u00f9 sedurre, volevano solo farsi penetrare il pi\u00f9 a lungo possibile dallo sguardo dei grandi occhi di Odisseo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le Sirene fossero dotate di consapevolezza, quella volta sarebbero state annientate. Ma sopravvissero e solo Odisseo sfugg\u00ec a loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, si tramanda ancora un\u2019appendice di quest&#8217;antica leggenda. Odisseo, si dice, era cos\u00ec ricco d\u2019astuzie, era una tale volpe, che neppure la Parca, filatrice del destino, poteva penetrare nel suo intimo. Forse egli, bench\u00e9 questo non si possa capire con l\u2019intelletto umano, si \u00e8 realmente accorto che le Sirene tacevano e non ha fatto altro che opporre, sia a loro che agli Dei, come se fosse uno scudo, la finzione precedentemente narrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cfr. Virgilio, <em>Eneide<\/em>, V 854-871<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco il Dio* a Palinuro scrolla sulle tempie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il ramo bagnato di rugiada obliosa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e le tremanti pupille gli spegne nel buio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una improvvisa quiete gli fasci\u00f2 le braccia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e insieme con il timone e con lo scafo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">senza che giungesse ai compagni il suo grido lungo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">cadde indietro gi\u00f9 nel silenzio delle onde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il Dio si alz\u00f2 sulle ali verso la Notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto la flotta prosegue sul mare il cammino sicuro,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">audace s\u2019avanza per l\u2019aiuto promesso dal padre Nettuno;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e gi\u00e0 s\u2019appressava agli scogli delle Sirene,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">un tempo rischiosi e bianchi per le ossa di molti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">morti \u2013 suonavano allora da lontano quei sassi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sul flusso continuo del mare \u2013 quando Enea<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sent\u00ec che la nave errava malferma qua e l\u00e0,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">che perduto aveva il pilota, e la regge lui stesso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per le onde notturne. A lungo pianse,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">turbato nell\u2019animo, la sorte toccata all\u2019amico:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTroppo fidavi nel cielo e nel mare sereno, Palinuro;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e ora chiss\u00e0 in quale spiaggia giacerai insepolto.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Il Dio Sonno. Al v. 815 Nettuno infatti aveva risposto a Venere (che implorava l\u2019approdo sicuro per il figlio nel Lazio): \u00abunum pro multis dabitur caput\u00bb, \u00abper lo scampo di molti sar\u00e0 uno solo abbandonato alla morte.\u00bb Capo Palinuro \u00e8 a sud di Salerno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<u>Nota di Rabatana<\/u>. Gli ultimi 18 versi del Canto V dell\u2019Eneide La toria termine sono la conclusione della storia. Per compiere la sua missione \u2013 portare in salvo i penati da Troia, fondare una nuova Troia in Italia \u2013 Enea ha dovuto abbandonare vilmente Didone, ammazzare Turno, ormai sconfitto, che pur avrebbe potuto risparmiare. Domina la figura di Palinuro, che qui \u00e8 vittima del Sonno durante una navigazione tranquilla. Il nocchiero, che era stato abile e vigile durante la tempesta, e salva la flotta facendola salpare sulle coste siciliane; salva di nuovo le navi cedendo al sonno in una notte tranquilla, perch\u00e9 vittima sacrificale richiesta dai Fati. La vicenda di Palinuro sottolinea il fatto che l\u2019eroe non pu\u00f2 nulla di fronte al volere di un dio, ed evidenzia il tema dell\u2019imperscrutabilit\u00e0 del disegno divino che in questo caso si vena d\u2019ingiustizia. Sembra quasi un capriccio quello di Nettuno, che esige in ogni caso una vittima. Proprio grazie al sacrificio di Palinuro, divenuto \u201ccapro espiatorio\u201d, i Troiani potranno raggiungere indenni il Lazio).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al romanzo L\u2019uva puttanella di Rocco Scotellaro si aggiunsero i\u00a0Frammenti\u00a0e\u00a0Appunti dai Quaderni,\u00a0pubblicati, con nota introduttiva di Carlo Levi, in Nuovi Argomenti, 17-18, novembre 1955-febbraio 1956, pp. 1-40 e ripubblicati nel 1974 dalle Edizioni Basilicata, in appendice al romanzo o racconto lungo giovanile\u00a0Uno si distrae al bivio (Usdb). 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