{"id":5763326,"date":"2017-08-19T17:29:40","date_gmt":"2017-08-19T15:29:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763326"},"modified":"2017-08-25T10:23:34","modified_gmt":"2017-08-25T08:23:34","slug":"il-pozzo-di-monsignore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763326","title":{"rendered":"Il pozzo di Monsignore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il pozzo di Monsignore<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pozzo di Monsignore \u2013 annotazione non necessaria, ma resa per aggiungere alcune informazioni forse non note alla maggioranza dei tricaricesi \u00a0\u2013 sorge nella piazzetta dell\u2019Episcopio, che una volta era il giardino del palazzo vescovile. Presenta un parapetto dalla forma ottagonale (che fu la sede delle nostre vacanze pasquali ed estive, circa una ventina di serate fino a notte inoltrata), ai due lati due colonne con architrave con in alto, al centro, lo Stemma episcopale di <strong>P.L. Carafa<\/strong> \u00a0(Pier Luigi Carafa jr.), che realizz\u00f2 il pozzo in occasione dell\u2019Anno Giubilare del 1650. Alle spalle del pozzo il palazzo Vescovile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong>Carafa<\/strong> o <strong>Caraffa<\/strong> sono una nobile ed antichissima famiglia di origine napoletana, decorata dei pi\u00f9 alti titoli e divisa in numerosi rami. \u00a0Nel XIII secolo furono nominati concessionari di una <strong>tassa<\/strong> sul <strong>vino<\/strong>, comunemente detta appunto \u201c<strong>campione<\/strong> <strong>della carafa<\/strong>\u201c, da cui la casata prese il nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla Diocesi di Tricarico i Carafa dettero un amministratore apostolico (<strong>Oliviero<\/strong> dal 24.4,1510 al 20.1. 1511, deceduto) e 4 vescovi: <strong>Diomede<\/strong> (17 agosto 1605 \u2013 12 gennaio 1609, deceduto; <strong>il nominato Pierluigi I<\/strong>, 29.marzo 1624 \u2013 8 gennaio 1646. Ordinato cardinale da papa Innocenzo X, si dimise, subentrandogli l\u2019omonimo nipote, che resse la diocesi per il resto della sua vita, fino al 1672.<\/p>\n<p>Segnalo, infine, l\u2019interessante pubblicazione dl <strong>Carmela Biscaglia<\/strong>: \u00abPierluigi Carafa senir e le iscrizioni della Cattadrele di Tricarico\u00bb in \u201cFermenti\u201d, che si pu\u00f2 legggere aprendo il seguente link <a href=\"http:\/\/www.academia.edu\/31583482\/Pier_Luigi_Carafa_senior_e_le_iscrizioni_della_cattedrale_di_Tricarico\"><strong>http:\/\/www.academia.edu\/31583482\/Pier_Luigi_Carafa_senior_e_le_iscrizioni_della_cattedrale_di_Tricarico<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora veniamo a noi. Ho compiuto ottantasette anni. Sono un vegliardo, prossimo in un tempo pi\u00f9 o meno breve \u2013 in ogni caso contrassegnato dalla brevit\u00e0 \u2013 a raggiungere il capolinea. <strong>Gilberto Marselli<\/strong>, carissimo compagno di viaggio, ha osservato che la corsa verso il capolinea, nel tratto finale, \u00e8 pi\u00f9 veloce. \u00c8 l\u2019ironia di chi sa che il capolinea \u00e8 vicino, che, nel caso di Gilberto, non esprime angoscia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Banalmente, dal canto mio, considero che il capolinea \u00e8 la stazione o fermata terminale di un servizio di trasporto, dalla quale ha inizio la corsa in senso contrario. La banalit\u00e0 mi colloca \u00abfuori del recinto sacro\u00bb della filosofia, della scienza e della letteratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente l\u2019allusione alla sterminata e straordinaria Ricerca del tempo perduto di <strong>Marcel Proust<\/strong>. Nella sua opera, una Cattedrale letteraria, c\u2019\u00e8 la grande atmosfera classica, lo studio approfondito della passione compiuto con serenit\u00e0, quasi con freddezza scientifica, col controllo di una perfetta disciplina artistica: \u00e8 alla grande scuola degli scrittori del Seicento che Proust ha imparato a discendere negli abissi del cuore umano per leggervi tutti i segreti dell\u2019amore e della gelosia. L\u2019uomo non muore tutto insieme, muore e poco a poco, via via che i suoi ricordi, come rami ormai secchi di un albero inaridito, si staccano da lui (\u00e8 il concetto fondamentale della bellissima descrizione del pomeriggio in casa della principessa di Guermantes, nella seconda parte del \u00abTempo ritrovato\u00bb, in cui l\u2019autore incontra dopo tanti anni quasi tutti i suoi personaggi). Questo morire provoca vitale sofferenza. Per Proust, infatti, la sofferenza \u00e8 il segno della vitalit\u00e0 dello spirito, \u00e8 la conoscenza completa del bene perduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mettendomi di necessit\u00e0 fuori di tale recinto, immagino, utopisticamente, che in un piccolo punto fantastico dell\u2019Universo sono ordinati tutti i fatti accaduti su questo pianeta. Come su una rete telematica senza confini, della quale occorre scoprire le chiavi d\u2019ingresso e la grammatica e la sintassi della ricerca. Verso quel punto conviene indirizzare la propria navigazione, come se esistesse, anche se si sa che non esiste, non pu\u00f2 esistere, perch\u00e9 l\u2019onniscienza \u00e8 di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1887 il re svedese Oscar II assegn\u00f2 un premiodi 2.500 corone alla migliore risposta al quesito: \u00abIl sistema solare \u00e8 stabile ?\u00bb. In passato erano state molte le dimostrazioni sulla stabilit\u00e0 del sistema solare, le quali avevano per\u00f2 il difetto di provare la stabilit\u00e0 di modelli che si avvicinavano soltanto al sistema solare. Ma non \u00e8 detto che, se un sistema \u00e8 stabile, lo sia anche il suo originale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interrogativo posto dal re svedese ne cela molti altri. Forse un giorno la velocit\u00e0 della Terra diminuir\u00e0 ed essa arriver\u00e0 a scontrarsi con il sole. Oppure \u00e8 possibile che la Terra scivoli nello spazio cosmico, fuori del sistema solare che intanto si sar\u00e0 disgregato. O ancora: forse la Terra non girer\u00e0 per sempre intorno al sole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il premio fu dato al matematico <strong>Henri Poincar\u00e9<\/strong> \u2013 cugino di <strong>Raymond Poincar\u00e9<\/strong>, il presidente francese durante la prima guerra mondiale \u2013 il quale dimostr\u00f2 che in linea di principio era impossibile rispondere in maniera scientifica. Nemmeno la ricerca matematica successiva cambi\u00f2 idea al riguardo e cos\u00ec venne fondata la teoria del caos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi sappiamo che un giorno il sole si espander\u00e0 fino a diventare talmente grande da inglobare la Terra. Fortunatamente ci vorranno ancora alcuni miliardi di anni, dandoci il tempo, che possiamo supporre sufficiente a scoprire le chiavi d\u2019ingresso e la grammatica e la sintassi che ci sapranno portare dove \u00e8 finito tutto il tempo che \u00e8 passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse un tempo separato dal presente non esiste. \u00c8 per\u00f2 accaduto che, durante una passeggiata a <strong>Princeton<\/strong>, <strong>Albert Einstein<\/strong> avesse chiesto al matematico <strong>Kurt G\u00f6del,<\/strong> uno dei pi\u00f9 grandi logici di\u00a0 tutti i tempi insieme ad Aristoterle e a Gottlob Fregel, \u00abDove va il tempo che passa?\u00bb.<\/p>\n<p>La domanda di Einstein costituisce il titolo di un libro del matematico <strong>Werner Kinnebrock<\/strong>, divulgatore scientifico di successo e autore di diversi libri su argomenti analoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro si avvale della Presentazione del filosofo <strong>Remo Bodei<\/strong>, secondo il quale la domanda einsteniana apre la strada all\u2019esposizione di una serie d\u2019inattese variazioni e anomalie e che Kinnebrock si concentra sul lato scientifico delle questioni. Bodei, per farlo risaltare meglio nella sua specificit\u00e0, lo mette a confronto con la grande tradizione filosofica e letteraria che l\u2019accompagna e ne fornisce le premesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immagine del tempo dominante nel nostro senso comune (di lontana origine aristotelica, ma confermata anche da Newton) \u2013 parafrasando Bodei \u2013 \u00e8 costituita da una linea retta infinita sulla quale scorre, a velocit\u00e0 costante, un punto indivisibile e inesteso, il presente, che avanza a velocit\u00e0 costante, separando in maniera irreversibile il passato, che gli sta alle spalle, dal futuro verso cui procede. Si tratta di un idea esemplarmente semplice e comoda da cui \u00e8 difficile staccarci, ma Bodei si chiede se essa sia anche l\u2019unica vera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A me, banalmente, non pare vera. Chiunque sia transitato su questo pianeta \u00e8 stato spettatore e protagonista di fatti propri, contraddicendo l\u2019idea assolutista e universale innanzi descritta. La linea retta lungo la quale procede il tempo di ogni creatura, dunque, non \u00e8 infinita, ma finita: si arresta al capolinea della morte. L\u00ec tutto finisce? Ovvero esiste un\u2019Oltre Tomba? E non \u00e8 forse vero che Dante, nel suo divino Poema, entra e, per cos\u00ec dire, calpesta il terreno del tempo passato degli Spiriti che incontra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si esaminano i diversi elementi dell\u2019idea sopra accennata (il punto, la linea, lo scorrere, la velocit\u00e0, la divisibilit\u00e0 in parti uguali, la direzione) si concettualizzano stranezze, di cui Bodei esamina alcun aspetti, sui quali non mi pare necessario soffermarmi, salvo un breve accenno all\u2019idea di Sant\u2019Agostino, che mostra l\u2019uguale plausibilit\u00e0 del tempo che non scorre. Noi, secondo questa idea, non ci spostiamo mai dal presente e viviamo il passato solo nel presente del ricordo e il futuro solo nel presente dell\u2019attesa. Cristianamente, Agostino paragona il tempo a un elastico, che si restringe e si concentra quasi in un punto solo nell\u2019attenzione, si allarga \u00ab all\u2019indietro \u00bb nel rammemorare\u00a0 e si prolunga \u00abin avanti\u00bb nell\u2019attendere e nel progettare. Per questo il senso del passato si pu\u00f2 modificare: quel che \u00e8 accaduto non pu\u00f2 certo essere cancellato, ma il suo peso pu\u00f2 essere variato attraverso il perdono, che permette,\u00a0 a chi ha commesso il male o a chi lo ha subito, di ricominciare, pi\u00f9 leggero, una nuova vita. Ed anche il futuro, per sua natura incerto, pu\u00f2 venire indirizzato e condizionato dalla fiducia, ad esempio, nell\u2019assistenza e nella grazia divina alimentata dalla speranza, o dalla fede laica nel progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il poeta spagnolo <strong>Luis de G\u00f3ngora y Argat<\/strong>e (Cordova, 1561 \u2013 1627) sostiene nel poema \u00abMedida el tiempo por diferentes relojes\u00bb, vv. 91-100:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">Se voglio attraverso le stelle<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">sapere, tempo dove sei<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">vedo che con loro vai,<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">ma non torni con loro.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">Dove imprimi le tue orme<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">che non trovo il tuo corso?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">Ma, ahim\u00e9, m\u2019inganno,<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">tu voli,\u00a0 rotoli e corri:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">sei tu, tempo, che resti<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\">son io che me ne vado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sarebbe, quindi, quindi il tempo che passa (e la domanda di Einstein non avrebbe senso), siamo noi che ce ne andiamo, che siamo caduchi, mortali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro l\u2019idea esposta all\u2019inizio del tempo e dello spazio assoluti, nella teoria delle relativit\u00e0 einsteniana, com\u2019\u00e8 noto, il tempo \u00e8 invece relativo, dipende dalla velocit\u00e0 con cui si sposta l\u2019orologio. Nel linguaggio \u00a0di Kinnebrock, quanto pi\u00f9 velocemente ci si muove, tanto pi\u00f9 lentamente avanza il nostro \u00aborologio da polso\u00bb. In altri termini, pi\u00f9 rapidamente mi sposto nello spazio, pi\u00f9 adagio mi muovo nella direzione del tempo, giacch\u00e9 il tempo \u00e8 relativo alla velocit\u00e0 della materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro, assoluto o relativo che sia, la domanda \u00abDove va il tempo che passa?\u00bb, la quale sembra supporre che esista \u2013 ed esista realmente \u2013 un tempo passato separato dal tempo presente -, resta senza risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2005 la \u00abJunge Akademie\u00bb di Berlino ha bandito un concorso sul tema \u00abDove si trova il tempo\u00bb. Le risposte fornite dai partecipanti sono state pi\u00f9 di 600. Quella di una bambina di quarta elementare \u00e8 stata: \u00abil tempo si trova nelle cose che abbiamo fatto\u00bb. Una signora anziana era invece convinta che il tempo rimanesse imprigionato nelle pieghe della pelle di ognuno. La domanda presuppone, e le risposte confermano che il tempo si trovi da qualche parte, che c\u2019\u00e8 un tempo passato separato dal presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a Tricarico, o immaginando di tornarvi, percepisco misteriosi segni della separatezza del tempo passato dal tempo presente. Ci sono luoghi che favoriscono particolarmente la percezione. Primo su tutti: il cimitero. Poi: il pozzo di Monsignore (titolo che ho deciso di dare a questo post), lo scalone di Molinari, la Fontana di Tre Cancelli.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi due sono i luoghi dei nostri assembramenti e delle infinite discussioni che spaziavano su tutto lo scibile, con partenza improntata a massima seriet\u00e0, dando fondo a tutta la cultura che eravamo in grado di esibire (arricchita dalla maggioranza di noi con la consultazione della mitica Enciclopedia Treccani dell\u2019avv. De Maria), e, quindi, progressivo scivolamento nell\u2019ironia puntata soprattutto contro Antonio Albanese, che, avendo per Vangelo \u00abStato e Rivoluzione\u00bb di Lenin, ci spiegava la dottrina marxista dello Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione,\u00a0 o contro il dandy Pierino Lucchese, figlio del segretario comunale, detto Pierino Settebottoni dall\u2019abbottonatura delle giacche che si faceva confezionare, per l\u2019appunto, con abbottonatura a sette bottoni, per precipitare infine, sciaguratamente, nelle pi\u00f9 assurde della cavolate, a chi la sparava pi\u00f9 grossa, incredibile o sciocca. La teoria della relativit\u00e0 di Einstein, della quale non sapevamo nulla, ci forniva il pretesto di elaborare le pi\u00f9 assurde previsioni sul destino della Terra e dell\u2019Universo. Ma chi ora legge\u00a0 voglia comprendere che il pozzo di Monsignore era il nostro mare e la nostra montagna e che il campo di Santa Maria, dove il pomeriggio giocavamo al calcio, impegnava i nostri piedi e non le nostre teste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segni diversi, talvolta inquietanti, percepisco dalla Fontana di Tre Cancelli. C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui Tricarico non era collegata con la stazione di Grassano o con Potenza. Era isolata. Talvolta ci si serviva, per andare a Potenza, o tornare, dell\u2019autobus Potenza San Chirico Nuovo, che da Potenza percorreva la via Appia, fermava a Tre Cancelli, svoltando quindi verso Fondi e San Chirico. Chi doveva recarsi a Tricarico, scendeva a Tre Cancelli, dove ci si affrettava a celebrare il rito del ritorno, bevendo l\u2019acqua di quella fontana. Poi bisogna pensare a come raggiungere Tricarico, sperando in un mezzo di fortuna o nel bel tempo per affrontare il lungo cammino. Tricarico sembrava negata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le riunioni pi\u00f9 lunghe, interminabili fino a quando le palpebre si abbassavo e sognavamo il materasso, si tenevano in particolare attorno al pozzo di Monsignore, in una piazzetta deserta, soffusa della discreta ombra della notte e protetta da un silenzio che lasciava libero campo al canto dei grilli. A tarda ora, una sagoma umana, curva, con la testa affondata nelle spalle, fendeva l\u2019oscurit\u00e0 della piazzetta. Era l\u2019ufficiale postale, don Michele Lauria, detto don Michele La Posta, che per la seconda volta nella giornata compiva il percorso Posta \u2013 Casa, che altre due volte, nelle stesse giornate, aveva compiuto in senso inverso. Altri percorsi non hanno calpestato, nel corso della sua vita, \u00a0i piedi di don Michele. Assistevamo in silenzio al passaggio, sussurrando un timido \u00abbuonasera\u00bb, che non riceveva risposta, e restavamo in silenzio fin quando l\u2019ombra di don Michele non fosse sparita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esperienze analoghe alle nostre dovrebbe aver fatto <strong>Renzo Arbore<\/strong>, suggerendogli la fantastica avventura della canzone \u00abIl materasso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mia moglie non ama tornare a Tricarico, perch\u00e9 trova cambiamenti che non riconosce e non accetta (brutti cambiamenti, riconosco). Ma la rinuncia del ritorno \u00e8 un prezzo troppo grande, che pago con grande sofferenza. Il mio recente ritorno, in occasione del conferimento di onorificenze a <strong>Gilberto Marselli<\/strong> e a<strong> Giovanni De Maria<\/strong>, \u00e8 stato molto felice. Lo \u00e8 stato, invero, anche per mia moglie. I brutti cambiamenti non ho potuto non vederli, ma li ho ignorati e ho rivisto nei figli gli amici che ci hanno lasciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Il pozzo di Monsignore\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pozzo di Monsignore \u2013 annotazione non necessaria, ma resa per aggiungere alcune informazioni forse non note alla maggioranza dei tricaricesi \u00a0\u2013 sorge nella piazzetta dell\u2019Episcopio, che una volta era il giardino del palazzo vescovile. Presenta un parapetto dalla forma ottagonale (che fu la sede delle nostre [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[32],"tags":[64,107,866,858,862,869,863,859,865,857,856,860,861,864,868,867,740],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v14.4.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow\" \/>\n<meta name=\"googlebot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta name=\"bingbot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763326\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il pozzo di Monsignore - Rabatana\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il pozzo di Monsignore\u00a0 Il pozzo di Monsignore \u2013 annotazione non necessaria, ma resa per aggiungere alcune informazioni forse non note alla maggioranza dei tricaricesi \u00a0\u2013 sorge nella piazzetta dell\u2019Episcopio, che una volta era il giardino del palazzo vescovile. Presenta un parapetto dalla forma ottagonale (che fu la sede delle nostre [...]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763326\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rabatana\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-08-19T15:29:40+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2017-08-25T08:23:34+00:00\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/\",\"name\":\"Rabatana\",\"description\":\"Bagatelle e cammei Tricaricesi\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/?s={search_term_string}\",\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763326#webpage\",\"url\":\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763326\",\"name\":\"Il pozzo di Monsignore - Rabatana\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#website\"},\"datePublished\":\"2017-08-19T15:29:40+00:00\",\"dateModified\":\"2017-08-25T08:23:34+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#\/schema\/person\/8ae44538803ac6a67f0cd815db619f41\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5763326\"]}]},{\"@type\":[\"Person\"],\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#\/schema\/person\/8ae44538803ac6a67f0cd815db619f41\",\"name\":\"antonio-martino\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/a486d333e02364a09fa3f55794b910ec?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"antonio-martino\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5763326"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5763326"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5763326\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5763330,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5763326\/revisions\/5763330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5763326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5763326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5763326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}