{"id":5765335,"date":"2020-06-29T16:41:50","date_gmt":"2020-06-29T14:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5765335"},"modified":"2020-06-29T22:26:52","modified_gmt":"2020-06-29T20:26:52","slug":"carmnela-biscaglia-carlo-levi-nellarchivio-di-rocco-mazzarone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5765335","title":{"rendered":"Carmela BISCAGLIA: Carlo Levi nell&#8217;archivio di Rocco Mazzarone"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-color has-background has-drop-cap has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Il saggio di Carmela Biscaglia &#8211; del quale qui \u00e8 postato uno stralcio essenziale privato del ricco e accurato apparato di note &#8211; \u00e8 stato pubblicato in uno speciale fascicolo della rivista \u2018\u2019Frontiere\u2019\u2019 concepito per festeggiare, insieme al Centro di Documentazione sulla Storia e la Letteratura dell\u2019Emigrazione della Capitanata (CDEC), i suoi primi vent\u2019anni di vita. <strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Il fascicolo&nbsp; \u00e8 caratterizzato da due note principali: una festosa e una triste. Quella festosa riguarda il secolo raggiunto dallo scrittore italiano-americano Lawrence Ferlinghetti (con due distinti contributi di Luigi Fontanella e Francesco Chianese), mentre quella triste \u00e8 legata alla scomparsa di due protagonisti della letteratura italo-americana, Joseph Tusiani e Francesco Durante. La morte del primo, Joseph Tusiani, avvenuta l\u201911 aprile 2020, ha imposto di intitolare l\u2019intera sezione alla memoria dell\u2019autore. La ricchezza delle ultime pubblicazioni conferma la sua longevit\u00e0 creativa. Il secondo, Francesco Durante, concordemente ritenuto uno dei maggiori conoscitori di cultura italo-americana, scomparso prematuramente il 3 agosto 2019 \u00e8 stato affidato a uno studioso presentato come illustre conoscitore di quella materia, che di Durante fu stretto amico e per anni ha condiviso con lui la felice avventura di molte ricerche, Martino Marazzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">In particolare &#8211; ed \u00e8 quanto interessa segnalare in questo blog &#8211; il fascicolo presenta una corposa sezione dedicata a Carlo Levi, nella quale \u00e8 ospitato il citato saggio di Carmela Biscaglia sul rapporto tra Carlo Levi e Rocco Mazzarone. La lettura per la riproduzione del saggio \u00e8 stata intercalata da alcune postille mentali, che riprodurr\u00f2 in calce.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Carlo-Levi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5765336\" width=\"380\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Carlo-Levi.jpg 512w, https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Carlo-Levi-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><figcaption><strong>FONDO CARLO LEVI <br>MERIDIONALISTA<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><em>La funzione dell\u2019intellettuale sar\u00e0 soprattutto quella di esprimere il senso dell\u2019interdipendenza di un mondo fatto di infiniti complessi legami, nel quale la libert\u00e0 anche di un solo uomo \u00e8 un valore per tutti <\/em>(<strong>C. Levi<\/strong>)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Carmela-Biscaglia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5765339\" width=\"162\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Carmela-Biscaglia.jpg 350w, https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Carmela-Biscaglia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Carmela-Biscaglia-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 162px) 100vw, 162px\" \/><figcaption>Calo Levi nell&#8217;archivio di Rocco Mazzarone <br>di<br>Carmela Biscaglia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-background has-text-align-center has-very-light-gray-background-color\"><em><strong>Mazzarone e Levi: due intellettuali<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-drop-cap has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Il legame tra Carlo Levi e Rocco Mazzarone, che sottende il legame di entrambi con la terra lucana e il comune amico Rocco Scotellaro, \u00e8 noto ed \u00e8 stato lo stesso medico di Tricarico a volerne dare contezza, quasi una \u201csorta di confessione pubblica\u201d, negli <em>Atti<\/em> delle giornate leviane di studio promosse nel 1995 dal Centro \u201cCarlo Levi\u201d di Matera a vent\u2019anni dalla morte dello scrittore torinese, che aveva intrecciato profonde e vitali relazioni con la terra lucana. Mazzarone \u00e8 poi ritornato sul tema con un\u2019intervista rilasciata nella ricorrenza del 70\u00b0 della pubblicazione del <em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<\/em>. In essa ricorda di averlo conosciuto inizialmente solo come scrittore, essendo stato insieme a suo fratello Angelo uno dei primi in Basilicata a leggere il <em>Cristo<\/em>. Glielo aveva regalato fresco di stampa nel 1945 Silvio Turati, l\u2019imprenditore piemontese che negli anni Venti aveva acquistato e modernizzato l\u2019azienda ex feudale di Calle in agro di Tricarico. Non glielo aveva spedito, ricorda Mazzarone, <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-drop-cap has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">\u00ab <em>bens\u00ec me l\u2019offr\u00ec a Calle, nella sua tenuta dove era venuto come ogni anno con la sua famiglia a trascorrere le sue ferie di Natale e Capodanno. Turati, un uomo che sarebbe opportuno ricordare, aveva invitato me e mio fratello Angelo a cena. Quando veniva a Tricarico e aveva qualche passeggero problema di salute, mi chiamava, io ero gi\u00e0 medico. Raggiungemmo Calle a cavallo, mio fratello ed io. Bene, quella sera dopo la cena, Silvio Turati disse al figlio: \u00abVa\u2019 a prendere il libro che abbiamo portato da Torino\u00bb. Il figlio Attilio port\u00f2 a tavola questo libro: <\/em><strong>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<\/strong><em>. Gi\u00e0 il titolo, almeno per me, era inconsueto. Non avevo mai sentito da nessuno una simile espressione \u201cCristo si era fermato a Eboli\u201d. [\u2026] Naturalmente mio fratello, che \u00e8 prete, di fronte a un titolo come <\/em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<em> fu incuriosito probabilmente pi\u00f9 di me e quindi, appena riusc\u00ec ad averlo nelle mani, l\u2019apr\u00ec come si fa quando si ha un libro nuovo e, indovini su quale pagina andarono a finire i suoi occhi? Sulla predica di don Trajella e come prete fu molto felice. I righi che aveva iniziato a leggere cominciavano con: \u201cFratelli carissimi, carissimi fratelli \u2026\u201d. [\u2026]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\"><em>Io intanto non vedevo l\u2019ora di ritirarmi per leggerlo. Eravamo ospiti a casa dei Turati anche per la notte. Quindi lessi questo libro, devo dire, anche con una certa fretta, come il libro non meritava, perch\u00e9 desideravo arrivare subito alle conclusioni, cio\u00e8 alle proposte dell\u2019autore, dopo quella che era la denuncia. Tra le altre cose, il <\/em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<em>non \u00e8 soltanto una denuncia, \u00e8 qualcosa di pi\u00f9. Finalmente arrivai alle conclusioni di questo libro, che credo sia poco approfondito da molti lettori. La conclusione \u00e8 utopica, ma affascinante e andava meditata. Il libro, naturalmente, contribu\u00ec a mettere in crisi certi miei convincimenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\"><em>Ritornati a Tricarico, il mio primo pensiero fu quello di cercare Rocco Scotellaro e di dirgli che c\u2019era questo libro, che mi aveva sconvolto per cos\u00ec dire e che andava letto. Rocco lo lesse e ne parl\u00f2 nel luogo che in quel periodo era un po\u2019 una specie di circolo culturale, cio\u00e8 nella farmacia del dottor Carbone. Il farmacista accett\u00f2 le impressioni da noi raccolte sulla lettura del Cristo e ne parl\u00f2 anche con gli altri avventori della farmacia. Sembravano quasi tutti d\u2019accordo, anche se in fondo il libro non l\u2019avevano letto tutti quelli che dicevano di essere d\u2019accordo. Finalmente arriv\u00f2 nelle mani di un nostro amico comune che, invece, non fu d\u2019accordo e disse subito in farmacia: \u00abNo, voi non vi siete resi conto che \u00e8 un libro in cui noi siamo denigrati!\u00bb. E non si ferm\u00f2 a questa denuncia verbale, ma scrisse un <\/em>pamphlet <em>in cui dimostrava a suo modo che nel libro c\u2019erano pi\u00f9 spunti di denigrazione che di ammirazione. Lo stesso Carlo Levi pi\u00f9 tardi fu divertito e comunque interessato a leggere questo <\/em>pamphlet<em>, che poi non so se and\u00f2 a finire nella sua collezione di commenti al Cristo, che con grande rapidit\u00e0 si diffusero non soltanto in Italia ma altrove, a cominciare dagli Stati Uniti d\u2019America. C\u2019era stata subito la traduzione in inglese del libro <\/em>[\u2026] \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">L\u2019incontro fisico di Mazzarone con Carlo Levi avvenne, invece, nella primavera del 1946 quando questi, dopo i tempi burrascosi della Resistenza fiorentina e la fine della guerra, ritorn\u00f2 in Basilicata in occasione della campagna elettorale per la Costituente, alla quale partecipava come candidato nella lista meridionalista dell\u2019Alleanza repubblicana giunse un giorno nella piazza di Tricarico per tenere uno dei suoi comizi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">\u00ab<em>Carlo arriv\u00f2 in macchina, accompagnato da Michele Cifarelli; l\u2019accompagnatore di tutti e due era Leonardo Sacco. Io conoscevo naturalmente Leonardo Sacco anche se da non molto tempo, conoscevo pure Michele Cifarelli, che mi era stato presentato da discepoli di Tommaso Fiore e tra questi in particolare da Mim\u00ec Mera. Fu quindi naturale che mi avvicinassi a lui, a questo gruppo. Michele Cifarelli mi present\u00f2 a Carlo Levi, anch\u2019io mi presentai, ci stringemmo la mano: \u00abMi chiamo Rocco Mazzarone, medicaciucci!\u00bb, quasi volessi nascondere un inconscio timore di finire anch\u2019io come i \u201cmedicaciucci\u201d, vittima dell\u2019isolamento culturale dei nostri paesi. Sembrava che Levi avesse preso sul serio questa presentazione. \u00abCarlo, &#8211; disse Michele Cifarelli &#8211; lascialo stare, che scherza\u00bb. Cos\u00ec diventammo di fatto amici, perch\u00e9 Levi comment\u00f2: \u00abQuindi, siamo colleghi!\u00bb e assieme andammo in caserma per le autorizzazioni a tenere il comizio. [\u2026] Quella sera, comunque, Carlo Levi non parl\u00f2 a Tricarico e cos\u00ec io pensai di accompagnarlo in una visita al paese, in particolare alla chiesa del Carmine, dove ci sono delle pitture seicentesche di Pietro Antonio Ferro. Mostrai loro il cassettone del controsoffitto ove \u00e8 riportato il mio nome, per cui sarei stato il priore di una confraternita. In realt\u00e0 era stato priore mio nonno, mio omonimo. Questo, naturalmente, divert\u00ec non solo Carlo Levi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\"><em>Dal suo giudizio sulle pitture criticamente interessato, ebbi conferma della sua superiorit\u00e0 culturale. Paese medievale, egli aveva definito Tricarico al termine della visita da me guidata, dando a queste parole un\u2019espressione dignitosa. Comunque, [\u2026] la mia amicizia con Levi nacque allora, a parte l\u2019ammirazione che io avevo gi\u00e0 nei suoi confronti, ammirazione se pur con qualche riserva, come a mio modo di vedere \u00e8 giusto che sia quando si ammira un\u2019opera, uno scritto, una persona anche <\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Il rapporto di Mazzarone con Levi, nato e alimentato da una certa comunanza di convinzioni sui problemi cruciali del Mezzogiorno, si intensific\u00f2 man mano che si consolidava il rapporto di Levi con Scotellaro. Conosciuto nella stessa circostanza elettorale del \u201846, il giovane poeta e politico socialista fu per Levi una sorta di rivelazione, quasi una reincarnazione di Piero Gobetti. Con lui stabil\u00ec un intenso rapporto di fratellanza, imperniato sull\u2019amore della somiglianza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Nei brevi viaggi romani di Mazzarone oggetto dei suoi incontri con Levi era, oltre alla Lucania, il confronto sul talento di Scotellaro, sul suo impegno nell\u2019amministrazione del comune di Tricarico, sulle sue scelte politiche e su quella sua adesione al Fronte popolare che entrambi non avevano condiviso, cos\u00ec pure sul successivo suo trasferimento a Portici alla \u201cscuola\u201d di Manlio Rossi-Doria, scelta che Levi contestava. Negli incontri frequenti di Mazzarone con Scotellaro, a sua volta, grande spazio era riservato a Levi, alle sue idee e a quanti frequentavano gli ambienti culturali tanto lontani dalla loro provincia. Di qui, almeno per ci\u00f2 che riguarda Levi, Mazzarone nella sua abituale modestia aveva riconosciuto, fin dai loro primi incontri, i limiti della sua cultura rispetto a quella di taglio europeo dell\u2019amico, ed era stato colpito dalla sua intelligenza multiforme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Anche dopo la morte del giovane poeta di Tricarico, i rapporti di Mazzarone con Levi furono sempre mediati dalla figura di Scotellaro, ed entrambi insieme a Manlio Rossi-Doria s\u2019impegnarono a tramandarne il ricordo e a valorizzarne l\u2019opera, pubblicandone gli scritti con dense prefazioni di Levi e di Rossi-Doria e promuovendo studi, mostre di pittura e iniziative convegnistiche, ampiamente documentate nell\u2019Archivio personale del medico di Tricarico. Con la scomparsa di Scotellaro, ricorda Mazzarone, il legame tra Levi e il giovane amico si rafforz\u00f2 in tutte le possibili manifestazioni, fino a rasentare i confini del mito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Rocco Mazzarone, a sua volta, come si evince dalle sue carte, molto contribu\u00ec dopo la morte di Levi a tener viva l\u2019attenzione su di lui e sul suo legame con la Basilicata. Ci\u00f2 avvenne attraverso un costante impegno personale sia all\u2019interno della Fondazione \u201cCarlo Levi\u201d di Roma, a cominciare dalla sua istituzione nel 1975 e fino al 1993, sia nelle fasi fondative del Centro \u201cCarlo Levi\u201d a Matera, di cui nel 1981 fu il primo presidente. Lo stesso, che aveva dedicato a Levi diversi scritti, teneva sempre a ricordare come egli fosse un medico, \u00abun ottimo medico e, allievo di grandi maestri della scuola medica torinese, era quindi allenato all\u2019esercizio dell\u2019esame obiettivo. E con la stessa obiettivit\u00e0 con cui nel suo <em>Cristo<\/em> aveva descritto la condizione di Grassano e di Aliano negli anni Trenta<em>,<\/em> cos\u00ec nel corso degli anni successivi aveva registrato nei suoi interventi e contributi i cambiamenti, che si andavano realizzando nella nostra e nella sua Lucania con le sue luci e le sue ombre\u00bb. L\u2019amicizia di Mazzarone con Carlo Levi fu profonda e di lunga durata e, secondo quanto egli stesso scrive, <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">\u00ab<em>per certi versi difficile, derivante dalla diversa e pi\u00f9 alta sua intelligenza versatile e dalla sua cultura che spaziava ben oltre i limitati confini in cui vivevo io.<\/em>\u00bb [\u2026] <em>Certamente non di rado le nostre valutazioni sui singoli avvenimenti non erano sempre coincidenti, ma la polemica, se tale pu\u00f2 definirsi in questi casi, era contenuta entro i limiti di un dibattito tra amici. Un esempio? La sua accettazione di candidarsi nelle liste comuniste. Non mi sembrava coerente con i suoi e i miei principi e non tardai a manifestargli il mio dissenso e i miei dubbi.<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Mazzarone, inoltre, nel corso degli anni analizz\u00f2 le variegate posizioni dei lucani nei riguardi dello scrittore piemontese e del suo <em>Cristo<\/em>: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">\u00ab <em>I rapporti tra Levi e i lucani non sono stati rapporti di ammirazione unanime, non sono stati per\u00f2 rapporti proprio polemici. D\u2019altra parte Levi non rispondeva a lettori pi\u00f9 o meno anonimi. In altri termini, c\u2019erano i lettori del<\/em> Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<em>che [\u2026] non condividevano le interpretazioni che Levi dava della nostra realt\u00e0 in tutte le diverse espressioni e, quindi, anche le espressioni politiche. C\u2019era dunque una parte dei lettori che aveva accettato quelle interpretazioni ed un\u2019altra che era convinta che Levi fosse stato un nostro denigratore. Ora, quanti erano i primi? I primi, a mio modo di vedere, erano relativamente pochi<\/em>. <em>Il libro non ebbe una grande diffusione in Basilicata. Ebbe per\u00f2 una buona diffusione tra persone che avevano un certo peso nella divulgazione delle idee. Per quanto riguarda gli altri, essi si accodavano all\u2019uno o all\u2019altro gruppo [\u2026], io non mi meraviglio quando penso ai gruppi pro e contro Levi. \u00c8 un fenomeno naturale, per certi aspetti anche di immaturit\u00e0, bisogna dirlo. E qui il discorso sarebbe lunghissimo, perch\u00e9 questi primi rapporti, queste prime polemiche nei confronti del libro di Levi sono continuate e continuano ancora oggi. Ma questo che cosa dimostra? Dimostra la vitalit\u00e0 delle tesi, se tesi vanno chiamate, espresse in questo libro. <\/em>Ben diverso, com\u2019\u00e8 noto, fu il riscontro del <em>Cristo<\/em> a livello internazionale. \u00ab<em>La descrizione del mondo contadino meridionale fatta da Levi \u00e8 stata tanto incisiva e, si potrebbe dire, tanto esplosiva in vari ambienti, &#8211; ha rilevato Gilberto Marselli &#8211; perch\u00e9 frutto della sua sensibilit\u00e0 di pittore, unita a una profonda cultura umanistica e, non meno, a un impegno politico che lo aveva fatto arrestare, per la prima volta a 32 anni (nel 1934). L\u2019assegnazione al confino in Basilicata (1935-1936) costitu\u00ec indubbiamente la<\/em> conditio sine qua non<em>per concepire il suo<\/em> Crist<em>o<\/em>. <em>Ma non vi \u00e8 alcun dubbio che anche l\u2019emigrazione in Francia fino al 1942, un nuovo arresto a Firenze nel maggio 1943 e, a liberazione avvenuta, l\u2019esperienza politica diretta quale autorevole esponente del Partito d\u2019azione, allora punto d\u2019incontro degli intellettuali antifascisti d\u2019ispirazione liberal-socialista, concorsero tutti insieme a costituire l\u2019humus necessario per una tale operazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Le vicende esistenziali e l\u2019impegno culturale e civile di questi due intellettuali, quali furono Mazzarone e Levi, essenzialmente volto alla realizzazione di una societ\u00e0 democratica in costruttivo dialogo nella sua multiforme composizione e in equilibrato sviluppo tra modernit\u00e0 e tradizione, si espressero in campi diversi e oltrepassarono l\u2019impegno meridionalistico in senso stretto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\"><strong>Carlo Levi<\/strong> (Torino, 1902 \u2013 Roma, 1975), scrittore, pittore e intellettuale italiano, ha avuto una rilevanza nella storia italiana del Novecento che non si \u00e8 esaurita nell\u2019incontro Nord-Sud, ma si \u00e8 dispiegata per lunghi anni nella pi\u00f9 generale vita culturale e politica nazionale. Come senatore della Repubblica nella IV (1963-1968) e nella V Legi-slatura (1968-1972), esponente nell\u2019una del Gruppo misto, nell\u2019altra del Gruppo della sinistra indipendente, contribu\u00ec all\u2019approfondimento dei pi\u00f9 rilevanti temi politici e sociali del tempo, primo fra tutti quello dell\u2019emigrazione, che tanto era connesso al mondo lucano al quale era rimasto legato. L\u2019impegno civile e politico di Levi, espresso anche attraverso la dimensione narrativa e pittorica va letto, inoltre, quale apporto al processo di riscatto delle popolazioni dei Sud del mondo, in cui vedeva le ragioni di una sempre nuova Resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\"><strong>Rocco Mazzarone<\/strong> (Tricarico, 1912 \u2013 Ivi, 2005), medico, tisiolo-go, igienista, epidemiologo, docente di Statistica medica e Biometria all\u2019Universit\u00e0 di Bari, direttore sanitario del Consorzio Provinciale Antitubercolare di Matera (1947-1986), fu studioso di livello internazionale della tubercolosi, per cui nel 1982 fu insignito della Medaglia d\u2019oro \u201cCarlo Forlanini\u201d dalla Federazione Italiana contro la Tubercolosi e le Malattie Polmonari Sociali. Ha segnato la storia nella medicina del XX secolo per il suo apporto signifcativo allo sviluppo della sanit\u00e0 in Italia e a quello delle scienze igienistiche ed epidemiologiche con le numerose indagini condotte in Basilicata e in altre aree del mondo, nella convinzione che la ricerca scientifca pi\u00f9 avanzata dovesse rappresentare l\u2019indispensabile retroterra per la crescita dell\u2019uomo, soprattutto collettiva. Impegnato in programmi internazionali di cooperazione allo sviluppo nel settore medico-sanitario, condotti fn dal 1949 in Italia e soprattutto all\u2019estero, e in progetti interdisciplinari di studio e promozione dello sviluppo, da quello condotto quale membro della Commissione per lo studio del Piano della Regione sud-orientale dell\u2019Iran (Beluchistan-Sistan), all\u2019altro in Somalia dove realizz\u00f2 tra l\u2019altro una ricerca sui micobatteri presso la Facolt\u00e0 di medicina e chirurgia dell\u2019Universit\u00e0 nazionale somala; e poi in Turchia come consulente nel progetto di intervento sanitario, coordinato dalla Societ\u00e0 per la Cooperazione Internazionale e lo Sviluppo per conto del Ministero degli affari esteri, e del T\u00fcrk Kadinini G\u00fc\u00e7lendirme ve Tanitma Vakf di Anka-ra. Fu presidente del Comitato di sovrintendenza del Progetto Pi-lota \u201cOrganizzazione dei Servizi Sanitari in Basilicata\u201d, realizzato dalla Sago. Prese parte ai pi\u00f9 signifcativi, noti e dibattuti studi di comunit\u00e0 prodotti in Italia nei primi anni Cinquanta: l\u2019uno condotto dalla Commissione per lo studio della citt\u00e0 e dell\u2019agro di Matera, l\u2019altro corrispondente all\u2019Inchiesta parlamentare sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla, che riguard\u00f2 Grassano. Attra-verso una costante progettualit\u00e0, l\u2019impostazione da capofla della medicina sociale nel Mezzogiorno, l\u2019apporto all\u2019organizzazione dei servizi sanitari in Basilicata e, non ultimi, i suoi scritti storici, egli ha fornito un contributo originale alla questione meridionale, ponendosi come uno dei grandi meridionalisti dell\u2019ultima generazione e, nel contempo, fu cittadino del mondo per le sue vedute sempre globali e i suoi studi costantemente inseriti in contesti e in confronti internazionali. \u201cMediatore culturale\u201d e \u201cattivatore di dialoghi tra discipline\u201d sempre considerate nella loro interdipendenza e analizzate con una profondit\u00e0 speculativa dai larghi orizzonti, Mazzarone si caratterizz\u00f2 per la sua concezione unitaria del sapere e la conside-razione della societ\u00e0 meridionale come realt\u00e0 complessa da indagare a vari livelli. Tratto distintivo di questo intellettuale, le cui vedute molto lo accomunano a Carlo Levi, \u00e8 stata la capacit\u00e0 di trasformare la competenza scientifca in chiave interpretativa del mondo, posta al servizio della conoscenza e del cambiamento del Sud dell\u2019Italia e dei Sud della terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-text-align-center has-vivid-red-color has-very-light-gray-background-color\">IL LASCITO DI LEVI NELL&#8217;ARCHIVIO DI MAZZARONE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">La recente pubblicazione dell\u2019<em>Inventario<\/em> dell\u2019archivio privato di Rocco Mazzarone, su cui \u00e8 stato emanato il decreto di riconoscimento di notevole interesse storico da parte della Soprintendenza Archivisti-ca per la Basilicata (prot. n. 186 del 24 febbraio 2015), d\u00e0 conto della cospicua documentazione afferente i legami di questo medico-intellettuale con Carlo Levi in vita, ma soprattutto dopo la morte, avvenuta com\u2019\u00e8 noto il 4 gennaio 1975, attraverso una serie di iniziative e di impegni volti a salvaguardare il lascito culturale e il patrimonio pittorico del grande torinese, prima di tutto quello legato alla Basilicata. Oltre alle [pubblicazioni di Mazzarone dedicate a Levi citate nelle note, che, come gi\u00e0 detto in questo stralcio sono omesse], l\u2019archivio conserva la bozza dattiloscritta dell\u2019intervento da lui tenuto ad Aliano il 6 gennaio 1975 in occasione dei funerali dello scrittore, il cui testo inizia con queste parole: \u201cIo ho avuto la fortuna di conoscere l\u2019uomo \u2026\u201d. L\u2019articolo \u00e8 affancato dalla copia del manifesto funebre fatto affiggere dal comune di Tricarico per quella circostanza, teso a ricordare tra l\u2019altro come egli fosse cittadino onorario di questa cittadina. Era stata, infatti, l\u2019amministrazione comunale di Tricarico, sindaco Rocco Scotellaro, che nell\u2019aprile del \u201849 gli aveva conferito questo riconoscimento, come si legge nella motivazione della delibera comunale, quale pubblico attestato allo scrittore Carlo Levi che ha massimamente contribuito a far conoscere al mondo la nostra regione, di cui ha esaltato l\u2019operosa fatica contadina, richiamando partiti e governi, uomini di cultura e di scienza d\u2019Italia e dell\u2019estero alla considerazione dei problemi della civilt\u00e0 contadina e stimolando in noi l\u2019ansia del civile progresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-text-align-center has-vivid-red-color has-very-light-gray-background-color\">POSTILLE DI ANTONIO MARTINO&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Con un po\u2019 di commozione ho visto ricordata quella specie di circolo culturale che fu la farmacia del dott. Giovanni Carbone, molto frequentata di sera anche da mio padre, che del farmacista era intimo perch\u00e9 soffrivano di un comune male, al tempo incurabile (tant\u2019\u00e8 che moriranno entrambi improvvisamente in et\u00e0 giovane). Si  scambiavano informazioni ed esperienze di medicina popolare; si facevano visitare da un illustre specialista di Napoli, che non poteva fare miracoli e li tranquillizzava confermando la diagnosi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Con piacere ho visto inoltre ricordato un&nbsp; <em>pamphlet <\/em>critico del <em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli, <\/em>dal titolo da maestro delle elementari del tempo: Alfredo Toscano, <em>Dopo aver letto Cristo si \u00e8 fermato a Eboli di Carlo Levi. <\/em>L\u2019autore era stato maestro di scuola e fece una brillante carriera che lo port\u00f2 ai vertici della carriera nell&#8217;amministrazione dell\u2019istruzione. Il <em>pamphlet <\/em>mi ricapit\u00f2 tra le mani dopo moltissimi anni, lo rilessi e mi resi conto che io e altri amici avevamo non solo espresso giudizi esageratamente critici &#8211; il che sarebbe stato legittimo &#8211; ma addirittura che avevamo attribuito ad alcune espressioni significati che assolutamente non avevano e non potevano avere. L&#8217;acrimonia ci aveva accecati (eppure il <em>pamphlet<\/em> lo avevamo letto<em>) <\/em>e forse stava a testimoniare che il dibattito sul <em>Cristo <\/em>non era stato sereno, n\u00e9 basato sulla conoscenza del testo. Insomma, se ne parlava bene o male, ci si scannava anche senza aver letto il libro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Mazzarone ha raccontato una infinit\u00e0 di volte quando conobbe Levi. Per la prima volta ho ora letto la versione scritta. Sono del tutto diverse. Secondo la versione orale, ironica e acuta, Mazzarone si present\u00f2 come &#8220;medicaciucci, nipote di don Traiella&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">L&#8217;orazione funebre di Rocco Scotellaro fu fatta dal prof. Rossi-Doria col  suo pianto dirotto, non da Carlo Levi, come oramai tutti credono ed \u00e8 scritto nel saggio. In piazza, il corteo funebre si ferm\u00f2; il feretro era tra la cappella di San Pancrazio e il bar allora di Famiglietti. Il prof. Rossi-Doria sal\u00ec su una sedia o un tavolinetto (ero all\u2019altezza del corso e non distinguevo) per pronunciare l\u2019orazione funebre. Scoppi\u00f2 in un pianto dirotto: \u2013 Rocco, Rocco, Ah, Rocco! Lo chiamava tra i singulti, col tono di un rimprovero, come a dire: \u2013 Rocco, che hai fatto ?! Carlo Levi era l\u00ec. Chi gli era attorno voleva che fosse lui, ora, a fare l\u2019orazione. Levi si rifiuta, la gente insiste; Levi sale sulla sedia o sul tavolinetto e cerca di spiegare: il funerale di Rocco non \u00e8 una rappresentazione teatrale, che, se l\u2019attore principale sta male, c\u2019\u00e8 il sostituto. &nbsp;L\u2019orazione per Rocco, diceva Levi, l\u2019aveva fatta il prof. Rossi-Doria col suo pianto. Uno scatto fotografico coglie il momento; la foto viene erroneamente interpretata e toglie a Rocco il conforto del pianto del suo amico e maestro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Mazzarone afferma che &#8220;quella sera&#8221; (che in realt\u00e0 era un primo pomeriggio) Levi non parl\u00f2. Devo contraddirlo: evidentemente il suo appunto \u00e8 stato scritto lontano dall&#8217;evento, mal ricordando. Levi inizi\u00f2 il suo comizio sul balcone di Cutolo, ma una forte contestazione di fischi e parolacce, accusandolo di averci diffamati col suo libro, gli impediva di parlare. Intervenne Rocco Scotellaro come una furia, saltando da un lato all&#8217;altro del balcone, e riusc\u00ec a imporre il silenzio e a dare la parola a Levi. Lo so. C&#8217;ero io e c&#8217;era Mazzarone, che rendiamo in buona fede testimonianze diverse. Io frequentavo a Potenza il quinto ginnasio ed ero tornato a Tricarico apposta per ascoltare il comizio di Levi. Questa \u00e8 la mia testimonianza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Finalmente viene testimoniato il conferimento della cittadinanza onoraria di Tricarico a Carlo Levi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"has-text-color has-background has-drop-cap has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Il saggio di Carmela Biscaglia &#8211; del quale qui \u00e8 postato uno stralcio essenziale privato del ricco e accurato apparato di note &#8211; \u00e8 stato pubblicato in uno speciale fascicolo della rivista \u2018\u2019Frontiere\u2019\u2019 concepito per festeggiare, insieme al Centro di Documentazione sulla Storia e la Letteratura dell\u2019Emigrazione della Capitanata (CDEC), [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[32],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v14.4.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow\" \/>\n<meta name=\"googlebot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta name=\"bingbot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5765335\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Carmela BISCAGLIA: Carlo Levi nell&#039;archivio di Rocco Mazzarone - Rabatana\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il saggio di Carmela Biscaglia &#8211; 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