{"id":5765434,"date":"2020-09-02T10:07:48","date_gmt":"2020-09-02T08:07:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5765434"},"modified":"2020-09-04T15:57:37","modified_gmt":"2020-09-04T13:57:37","slug":"rocco-scotellaro-e-rocco-pirondi-nel-grande-film-di-luchino-visconti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5765434","title":{"rendered":"Rocco Scotellaro e Rocco Pirondi nel grande film di Luchino Visconti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\"><strong><em>Rocco e i suoi fratelli<\/em><\/strong><em>, <\/em>il film di <strong>Luchino Visconti<\/strong> selezionato tra i 100 film da salvare, esce in un arco di tempo straordinariamente fecondo, che vide produrre <em>La dolce vita&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>L&#8217;avventura, Accattone&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>Banditi a Orgosolo, Il posto&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>II sorpasso, Signore e signori&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>Tutti a casa e altri. Rocco e i suoi fratelli <\/em>affront\u00f2 il tema pi\u00f9 scottante e meno narrato del momento: quello della grande migrazione dalle campagne del Sud alle grandi citt\u00e0 del Nord, dei suoi costi umani e sociali, del suo significato economico e della sua svolta antropologica e di civilt\u00e0. [\u2026] <em>Rocco <\/em>\u00e8 la storia dell\u2019emigrazione di una famiglia lucana, non ispirata peraltro all\u2019opera di Rocco Scotellaro, morto sette anni prima: ma il film avrebbe avuto un altro titolo se Luchino Visconti non avesse avuta grande ammirazione per il poeta di Tricarico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Il titolo del film \u00e8 infatti una combinazione tra <strong><em>Giuseppe e i suoi fratelli, <\/em><\/strong>opera del grande scrittore e saggista tedesco <strong>Thomas Mann<\/strong><em>, <\/em>che Mann consider\u00f2 la sua opera pi\u00f9 grande,&nbsp;e il nome di <strong>Rocco Scotellaro.<\/strong> <em>Giuseppe e i suoi fratelli<\/em>&nbsp;\u00e8 un romanzo in quattro parti, dove nel corso di 16 anni Thomas Mann riscrive le storie familiari della Genesi, dal patriarca Giacobbe a Giuseppe, ambientato nel contesto storico del periodo amarniano: 1353-1336 a.C. relativo a una tappa nella storia dell&#8217;Egitto. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Il film \u00e8 ispirato a <strong><em>I<\/em><\/strong><strong><em>l ponte della Ghisolfa<\/em><\/strong> di <strong>Giovanni Testori<\/strong>, una raccolta di diciannove racconti pubblicata nel 1958, che fa parte di un disegno pi\u00f9 ampio, una sorta di &#8220;commedia umana&#8221; dal titolo &#8220;I segreti di Milano&#8221;, &#8220;dove \u00e8 rappresentato &#8220;il mondo della periferia milanese, popolato di poveri diavoli che tirano la carretta in fabbrica o a bottega ma anche di sfaccendati pronti a tutto, di prostitute e ragazzi di vita, di ladri e macr\u00f2 con licenza di ricattare se non proprio di uccidere, di aspiranti campioni sportivi e di torbidi nuovi ricchi. I personaggi del <em>Ponte della Ghisolfa<\/em> sono tutti personaggi giovanissimi, operai, baristi, che, nella periferia di una Milano alle soglie del boom economico, lottano per sopravvivere, vivono nella periferia dai grandi casoni grigi (Roserio, la Ghisolfa, Porta Ticinese), s&#8217;incontrano nei bar, frequentano le palestre coltivando la speranza di diventare campioni di ciclismo o di pugilato, passano le domeniche nei &#8220;cine&#8221; o nelle sale da ballo, s&#8217;innamorano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">La storia raccontata nel film \u00e8 divisa in cinque parti, che prendono ciascuna il nome dai cinque fratelli del film: <strong>Vincenzo<\/strong>, <strong>Simone<\/strong>, <strong>Rocco<\/strong>, <strong>Ciro <\/strong>e <strong>Luca <\/strong>ed elenca modi diversi di reagire ai nuovi tempi e alla nuova cittadinanza: l&#8217;adesione passiva all&#8217;ordine del Nord e di una citt\u00e0 piuttosto ostile, l&#8217;ambizione al successo pi\u00f9 rapido, il sacrificio necessario perch\u00e9 gli altri riescano, l&#8217;adesione attiva alla parte pi\u00f9 cosciente della nuova societ\u00e0 che \u00e8 quella del proletariato di fabbrica, il sogno del ritorno a un Sud non pi\u00f9 povero e in un&#8217;Italia infine unita e solidale. [\u2026] Alle spalle dei cinque modi di reagire alla citt\u00e0 del Nord e a una nuova vita, c&#8217;era la Basilicata contadina delle lotte fallite, la morte del padre, un passato che stava ancora passando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Le cose che Visconti volle mettere in&nbsp;<em>Rocco&nbsp;<\/em>furono tantissime, pescando a piene mani da una cultura allora considerata &#8216;la cultura&#8217;: la tragedia greca e Thomas Mann&nbsp;<em>(Giuseppe e i suoi fratelli<\/em>); Carlo Levi e il suo&nbsp;<em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli,&nbsp;<\/em>che aveva fatto scoprire in tutto il mondo la Basilicata e la civilt\u00e0 contadina; Dostoevskij e il suo eterno dilemma e gli eterni scambi e compenetrazioni tra Bene e Male; Vasco Pratolini e il citato Testori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Il cognome (Pafundi) che originariamente la sceneggiatura attribuisce a <em>Rocco, <\/em>ritenuto tipicamente lucano, corrispondeva anche a quello di un vescovo, di un alto magistrato, di un senatore e di un generale, ma anche a quello di una persona finita in carcere con l\u2019accusa di aver ucciso la sua amante. A Tricarico viveva un facchino di nome Pafundi, originario di un paese che non nomino: abitava a via Monte, aveva due figli, un ragazzo che intraprese il suo stesso mestiere e una ragazza tra le pi\u00f9 belle di Tricarico. Si diceva che Pafundi fosse stretto parente, o addirittura il fratello di uno di tali illustri personaggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Quando il film era stato ormai girato tutto, i giornali di sabato 11 giugno e di luned\u00ec 13, del 1960, pubblicarono la notizia che il dottor Rocco Pafundi, figlio dell\u2019ex procuratore della Corte di Cassazione, aveva presentato contro Goffredo Lombardo, il regista Luchino Visconti, i soggettisti Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa un ricorso innanzi al pretore capo di Roma, chiamando in giudizio tutti i sunnominati per aver dato il nome di Rocco Pafundi al protagonista del film, e chiedendo di \u201ctogliere entro breve termine il nome civile e familiare del ricorrente da ogni scena e dalla colonna sonora del film e, nel caso di inadempimento, il sequestro del film in tutte le copie esistenti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Visconti si giustific\u00f2 dicendo che in Lucania i Pafundi si contano a centinaia e di aver scelto questo cognome perch\u00e9 Suso Cecchi D\u2019Amico, di ritorno dalla Germania dove aveva curato la sceneggiatura dei <em>Magliari <\/em>di Franco Rosi, gli aveva parlato con entusiasmo di un operaio, lucano, incontrato per caso, che si chiamava <strong>Vincenzo Pafundi<\/strong>, un ragazzo straordinariamente in gamba. <strong>Visconti decise quindi di prendere in prestito questo cognome e cambiare il nome di battesimo con Rocco, in memoria di Rocco Scotellaro per il quale egli nutriva una grandissima ammirazione. Rocco, il ragazzo lucano del film, assunse quindi il cognome Parondi al posto di Pafundi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Concludo descrivendo la trama del film. Confesso che lo scritto non \u00e8 mio, ma \u00e8 il risultato di un\u2019operazione copia\/incolla di una buona trama descritta su un sito <em>internet.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">\u00ab Alla morte del padre, un ragazzo lucano, Rocco Parondi, protagonista di questa storia di emigrazione dalla Lucania, su iniziativa di sua madre, Rosaria, raggiunge insieme a lei e ai suoi fratelli, Simone, Ciro e Luca, il loro fratello pi\u00f9 grande, Vincenzo, emigrato gi\u00e0 da qualche tempo a Milano,&nbsp; nella speranza di cambiare vita. Al loro arrivo scoprono che Vincenzo sta festeggiando il suo fidanzamento con Ginetta, anche lei figlia di emigrati lucani, ma ormai gi\u00e0 ben inseriti a Milano. Quando la madre richiama Vincenzo al suo dovere di provvedere prima d&#8217;ogni altra cosa alla sua famiglia d&#8217;origine in difficolt\u00e0, i parenti di Ginetta reagiscono e, temendo di doversi sobbarcare il peso dei nuovi arrivati, cacciano i Parondi in malo modo. Vincenzo, sentendosi in obbligo con i suoi familiari, lascia anche lui la festa e inizia a provvedere come pu\u00f2 ai suoi cari. Dopo le difficolt\u00e0 iniziali tutti i giovani riescono a trovare una sistemazione: Vincenzo recupera il rapporto con Ginetta e obbliga le due famiglie in rotta ad accettare la relazione con un matrimonio riparatore. Rocco inizia a lavorare in una lavanderia. Ciro studia e trova lavoro come operaio in una fabbrica dell&#8217;Alfa Romeo, Simone si d\u00e0 alla boxe&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pugilato\">boxe<\/a>, mentre Luca rimane a casa con la madre. Nel frattempo, i giovani fratelli hanno fatto la conoscenza di Nadia, una prostituta che ha subito una relazione con Simone. In realt\u00e0 Nadia considera Simone un cliente come un altro, ma Simone, viziato dalla madre, affascinato dalla ricchezza della grande metropoli lombarda e ingannato dall&#8217;illusione di ottenere facilmente molti soldi con il pugilato, si lega morbosamente alla donna, pretendendo di garantirle un tenore di vita che non \u00e8 alla sua portata. Un giorno Nadia riceve in regalo una spilla che in realt\u00e0 Simone ha rubato alla proprietaria della lavanderia dove lavora Rocco. Rendendosi conto del precipitare della situazione, Nadia restituisce la spilla a Rocco dicendo che sta lasciando per qualche tempo Milano, che non vuole pi\u00f9 vedere Simone e che questi far\u00e0 bene a dimenticarla. Alla notizia Simone reagisce in modo sprezzante, nascondendo cos\u00ec l&#8217;umiliazione d&#8217;essere stato abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Un giorno, Rocco, partito per il servizio militare, incontra di nuovo Nadia che \u00e8 appena uscita dal carcere. Seduti a bere un caff\u00e8, la donna ascolta la visione che Rocco ha della vita, rimanendone affascinata e quando lui le rivela di provare compassione per lei e l&#8217;incoraggia a ritrovare speranza nella vita, tra i due nasce un vero amore. Tornato a Milano, Rocco viene notato dall&#8217;allenatore di Simone che, deluso dall&#8217;indisciplina di quest&#8217;ultimo, ritiene che Rocco possa fare veramente strada nel mondo del pugilato. Nadia, intanto, rincuorata dalla bont\u00e0 d&#8217;animo di Rocco, inizia a cambiare vita. Ma incombe su di loro la tragedia: Simone, deriso dagli amici del bar che frequenta, viene a conoscenza degli incontri tra il fratello e la sua ex amante e una sera, scortato da quegli stessi amici, segue Rocco e Nadia fino ai prati della Ghisolfa, dove i due s&#8217;incontrano abitualmente. Qui Simone stupra&nbsp;Nadia e picchia brutalmente il fratello. Rocco non solo non cerca vendetta, ma si convince d&#8217;essere il responsabile delle miserie di Simone, avendogli rubato la donna che lui amava. Cos\u00ec chiede a Nadia di lasciarlo per tornare con il fratello, certo che, recuperando questa relazione, Simone potr\u00e0 redimersi. Nadia \u00e8 sconvolta e, sentitasi tradita da Rocco, ritorna tra le braccia di Simone, ma solo per vendicarsi e sfruttarlo per soldi, al fine di rovinarlo; quest&#8217;ultimo comincia a condurre una vita sregolata che condiziona anche le sue prestazioni sul ring, inizia ad avere anche problemi di alcolismo, ricorre al furto e a prostituirsi anche lui con l&#8217;ex pugile Duilio Morini che ha cessato definitivamente di fare il pugile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">A differenza di Vincenzo e Ciro che cominciano a prendere le distanze da Simone, Rocco si prodiga in tutti i modi per aiutarlo, sotto la pressione della madre che, accecata dall&#8217;affetto per il figlio, scarica ogni responsabilit\u00e0 dei guai di Simone su Nadia. Proprio per ripianare i debiti del fratello, Rocco, che pure vorrebbe lasciare il pugilato per tornare al pi\u00f9 presto al suo paese d&#8217;origine, decide di continuare la sua carriera tra lo stupore di Vincenzo e la rabbia di Ciro, che non comprendono l&#8217;ostinazione di Rocco nel voler redimere un fratello che sta gettando nel disonore una famiglia altrimenti onesta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Spinto dalla volont\u00e0 di riscattare suo fratello, Rocco s&#8217;aggiudica un difficile incontro che lo lancer\u00e0 verso il successo. Ma proprio mentre Rocco sta disputando questo decisivo incontro, Simone, abbandonato anche da Nadia, scopre che \u00e8 tornata a prostituirsi dalle parti dell&#8217;Idroscalo&nbsp;e la va a cercare per tentare di riaverla. Nadia lo respinge, Simone estrae un&nbsp; coltello&nbsp;dalla tasca, si para davanti alla ragazza e la colpisce, uccidendola. Proprio al culmine dei festeggiamenti per la vittoria di Rocco, Simone fa ritorno a casa, e confessa al fratello l&#8217;omicidio di Nadia. Rocco, in preda alla disperazione, colpevolizza ancora una volta se stesso piuttosto che il fratello assassino, arrivando a offrirgli riparo in casa. Ma Ciro si ribella a questa decisione ed esce di corsa da casa per andare alla polizia a denunciarlo. Simone sar\u00e0 trovato e arrestato tre giorni dopo. Qualche tempo dopo, il piccolo Luca va a trovare Ciro durante una pausa di lavoro del fratello maggiore e gli rinnova le accuse d&#8217;aver tradito il proprio sangue. Ciro replica usando parole d&#8217;affetto sia verso Rocco, troppo legato a un mondo che il boom economico sta cancellando, sia verso il fratello incarcerato, che da questo boom \u00e8 stato in qualche modo travolto, e racconta al piccolo le sue speranze di un mondo migliore, nel quale le persone non saranno pi\u00f9 costrette a emigrare per trovare pane e giustizia. Ma la sirena suona, richiamando tutti gli operai dentro; Luca si accomiata da Ciro e lo vede da lontano incontrarsi con la sua fidanzata con la quale costruir\u00e0 presto una nuova famiglia. Lo saluta ancora una volta dicendogli che tutti i fratelli l&#8217;aspettano per la cena e, riprendendo la strada di casa, passa davanti a un muretto&nbsp;dove sono esposte le foto del pugile Rocco, eroe del momento suo malgrado. \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-light-gray-color has-very-dark-gray-background-color\">Durante le riprese nell\u2019aprile del 60 il presidente della provincia di Milano, Aldo Casati, viet\u00f2 le riprese all\u2019Idroscalo perch\u00e9 considerava la pellicola un\u2019opera \u201cnon molto morale e denigratoria\u201d. Vennero poi girate sul lago di Fogliano in Lazio. In seguito, dopo lunghe discussioni con la magistratura, il produttore della pellicola Goffredo Lombardo con la sua Titanus accett\u00f2 di oscurare una sequenza di 15 minuti, incentrata su uno stupro, e di mandare in sala le copie in cui la scena era intuibile, ma non visibile. Tutto ci\u00f2 ad insaputa del regista Visconti, che chiese il sequestro delle copie oscurate. Nel 2015 il film \u00e8 stato restaurato in HD dalla <a href=\"http:\/\/www.cinetecadibologna.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cineteca di Bologna<\/a>\u00a0con l\u2019aggiunta delle scene censurate, \u00e8 stato proiettato in anteprima mondiale prima in Francia al Festival di Cannes e poi alla Rassegna \u201cIl Cinema Ritrovato\u201d in Piazza Maggiore di Bologna.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<ul><li><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Rocco e i suoi fratelli, il film di Luchino Visconti selezionato tra i 100 film da salvare, esce in un arco di tempo straordinariamente fecondo, che vide produrre La dolce vita&nbsp;e&nbsp;L&#8217;avventura, Accattone&nbsp;e&nbsp;Banditi a Orgosolo, Il posto&nbsp;e&nbsp;II sorpasso, Signore e signori&nbsp;e&nbsp;Tutti a casa e altri. 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