{"id":5765777,"date":"2020-11-01T13:05:40","date_gmt":"2020-11-01T12:05:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5765777"},"modified":"2020-11-09T16:29:43","modified_gmt":"2020-11-09T15:29:43","slug":"sulla-nuova-enciclica-del-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5765777","title":{"rendered":"Sulla nuova enciclica del Papa Francesco"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-color has-vivid-cyan-blue-color\"><em>In questa e nelle prossime due settimane&nbsp;<\/em>Rabatana<em> pubblica un contributo del biblista Piero Stefani nella sezione \u00abCommenti\u00bb in<\/em> Papa Francesco Fratelli tutti<em>. <\/em>A partire dal 12 ottobre scorso \u00e8 in libreria la prima edizione commentata della nuova enciclica di Papa Francesco \u201cFratelli tutti. Sulla fraternit\u00e0 e l\u2019amicizia sociale\u201d. &nbsp;Il volume, per i tipi di Schol\u00e9, marchio della Morcelliana (pp. 240, euro 12), \u00e8 introdotto dal vescovo teologo Bruno Forte. <em>Fratello, tra Antico e Nuovo Testamento <\/em>\u00e8 il primo dei tre contributi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-text-align-center has-very-light-gray-color has-very-dark-gray-background-color\"><strong>Fratello, tra Antico e Nuovo Testamento<\/strong> (1)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Nella prima delle sue catechesi dedicate a \u00abGuarire il mondo\u00bb (2 agosto 2020), papa Francesco dichiara che la cultura moderna attesta il principio della dignit\u00e0 inalienabile della persona nella <em>Dichiarazione universale dei diritti<\/em> <em>umani<\/em> del 1948 (cfr. <em>Fratelli tutti<\/em>, n. 22). Il documento, secondo quanto sostenuto da Giovanni Paolo II, \u00e8 giudicato pietra miliare lungo il difficile cammino dell\u2019umanit\u00e0 e una delle pi\u00f9 alte espressioni della coscienza umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Come \u00e8 noto, il primo articolo della <em>Dichiarazione<\/em> recita: \u00abTutti gli uomini nascono liberi e uguali in dignit\u00e0 e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in uno spirito di fraternit\u00e0\u00bb. A distanza di oltre un secolo e mezzo, e avendo alle spalle due guerre mondiali, queste parole rievocano i \u00absacri principi\u00bb dell\u201989: libert\u00e0, uguaglianza e fraternit\u00e0. Li dispongono per\u00f2 in una successione diversa: due sono collocati sulla tavola dei diritti, uno su quella dei doveri. La fraternit\u00e0 non \u00e8 un dato di partenza indiscutibile. Non ogni essere umano \u00e8 mio fratello, ma ogni persona pu\u00f2 diventare fratello o sorella se ci si relaziona reciprocamente \u00abin uno spirito di fraternit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Con diverso linguaggio e fondamento (a iniziare dal riferimento biblico all\u2019uomo creato a immagine di Dio, <em>Gen<\/em> 1, 27), un appello alla fraternit\u00e0 come un \u00abdover essere\u00bb reciproco e ugualitario fu formulato anche dal Concilio Vaticano II: \u00abNon possiamo invocare Dio Padre di tutti gli uomini, se ci rifiutiamo di comportarci da fratelli verso alcuni tra gli uomini che sono creati a immagine di Dio\u00bb (Dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em>, n. 5). L\u2019accento batte soprattutto su un \u00abcomportarsi da fratelli\u00bb inteso come conseguenza coerente dell\u2019esserlo gi\u00e0; la fraternit\u00e0 si situa in un ambito definibile dal detto: \u00abdivieni quel che sei\u00bb. Anche nell\u2019orizzonte della Bibbia ebraica la declinazione imperativa della fratellanza parte, non di rado, da un \u00abessere\u00bb espresso attraverso legami parentali (siano essi stretti, figli degli stessi genitori, o allargati) per sfociare in un \u00abdivenire\u00bb nel quale il comportamento \u00e8 chiamato a mettere in pratica lo \u00abspirito di fraternit\u00e0\u00bb. Occorre per\u00f2 avanzare una precisazione. Ai nostri orecchi il termine \u00abfratelli\u00bb (e \u00absorelle\u00bb) indica una situazione&nbsp; di fraternit\u00e0 (e sororit\u00e0) reciprocamente paritaria. Quando il riferimento base \u00e8 connesso alla generazione le cose, per\u00f2, stanno in altro modo. In questo ambito si introduce, di solito, la differenza cruciale a quell\u2019epoca, che esisteva tra il maggiore e il minore. L\u2019asse genealogico assegna la prevalenza alla primogenitura, rispetto a ci\u00f2 i \u00abrovesciamenti\u00bb biblici (\u00abil maggiore sar\u00e0 sottomesso al minore\u00bb, <em>Gen<\/em> 25,23) contraddistinguono un\u2019altra storia, basti pensare a quella archetipica di Esa\u00f9 e Giacobbe (cfr. <em>Gen<\/em>&nbsp; 25; <em>Os<\/em> 12,2-8; <em>Ml<\/em> 1,1-4; <em>Rm<\/em> 10,10-13). I capovolgimenti per\u00f2 avvengono soltanto prendendo avvio da una fratellanza intesa in senso parentale.&nbsp; Nell\u2019Antico Testamento il riferimento a situazioni declinate nell\u2019ambito della parit\u00e0 si ha, di norma, unicamente quando l\u2019essere fratelli attesta l\u2019appartenenza allo stesso popolo. Tuttavia pure allora pi\u00f9 volte si \u00e8 di fronte a una sperequazione; da un lato \u00e8 infatti ci si riferisce a chi si trova nel bisogno e dall\u2019altro a chi si colloca in una posizione che gli permette di prestare aiuto. In definitiva, \u00e8 lecito affermare che nell\u2019Antico Testamento la fratellanza, lungi dall\u2019indicare ipso facto un\u2019uguaglianza, si&nbsp; confronta con la diversit\u00e0 se non addirittura con il conflitto. La dinamica muter\u00e0 nel Nuovo Testamento ma lo far\u00e0 perch\u00e9 l\u2019essere fratelli non sar\u00e0 pi\u00f9 collegato in modo privilegiato a un contesto parentale.<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li><strong>Caino e Abele<\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Negli scritti e negli interventi di papa Francesco il riferimento alla domanda retorica&nbsp; di Caino che replica al Signore affermando: \u00abSono forse io il custode di mio fratello?\u00bb (<em>Gen<\/em> 4,9) costituisce una specie di leitmotiv (cfr. <em>Fratelli tutti<\/em>, n. 57). La citazione \u00e8 addotta al fine di indicare, su un piano universale, il rifiuto di prendersi cura degli altri. Si \u00e8 di fronte a un tossico frutto dell\u2019indifferenza. L\u2019uccisione di Abele da parte del fratello maggiore Caino \u00e8 leggibile in vari modi: vista sul piano etico \u00e8 segno perenne che ogni omicidio rappresenta, nella sua radice, un fratricidio; letta in chiave di antropologia culturale indica l\u2019antica, inestinta contesa tra i diversi, e pi\u00f9 conflittuali che solidali, modi di spartirsi beni e risorse (Caino \u00e8 un agricoltore stanziale, Abele un pastore errante); colta in chiave simbolica attesta la fragilit\u00e0 della condizione umana (Abele da <em>hevel<\/em>, soffio, vacuit\u00e0). Alcuni passi del Nuovo Testamento dischiudono una prospettiva ulteriore di carattere teologico. Si legge nella <em>Prima lettera di Giovanni<\/em> (3,12): \u00abPoich\u00e9 questo \u00e8 il messaggio che avete udito fin dal principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Non come Caino che era dal Maligno e cos\u00ec uccise suo fratello\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Nel capitolo quarto della <em>Genesi<\/em> la parola \u00abfratello\u00bb torna sette volte; essa ricorre sempre per affermare che Caino \u00e8 fratello di Abele; mentre non si dichiara mai che la vittima \u00e8 fratello del suo assassino. Si asserisce perci\u00f2 che \u00e8 l\u2019uccisore a essere fratello di colui di cui ha estinto la vita. In questo modo da un lato si dichiara che la fratellanza \u00e8 luogo di responsabilit\u00e0 mentre dall\u2019altro si afferma, implicitamente, che la vittima \u00e8 tale anche perch\u00e9 chi lo sta uccidendo non lo riconosce come fratello. Nella Bibbia ebraica la fratellanza tende ad assumere un carattere universale solo quando \u00e8 assunta sotto l\u2019angolatura della responsabilit\u00e0 (e di conseguenza della potenziale colpevolezza). Ci\u00f2 risulta con particolare rilievo allorch\u00e9 si parla di un\u2019alleanza che riguarda l\u2019umanit\u00e0 intera, o meglio, ancor pi\u00f9 estesamente, ogni essere vivente; si tratta di quella stabilita alla fine del diluvio: \u00abDel sangue vostro, ossia della vostra vita, Io domander\u00f2 conto; ne domander\u00f2 conto a ogni essere vivente e domander\u00f2 conto della vita dell\u2019uomo all\u2019uomo, a ognuno di suo fratello\u00bb (<em>Gen<\/em> 9,5) (verso esplicitamente citato in <em>Fratelli tutti<\/em>, n. 270).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-background has-very-light-gray-background-color\">Il termine \u00abconsanguinei\u00bb di solito impiegato (come ben sappiamo in questa stagione pandemica) per indicare una prossimit\u00e0 parentale, nel passo genesiaco indicherebbe piuttosto la dimensione pi\u00f9 ampia fra tutte, quella che coinvolge la sfera dei viventi. Lo fa per\u00f2 soltanto a motivo della presenza di una vita fragile esposta alla violenza assassina. Qui non c\u2019\u00e8 posto per la bellezza e l\u2019armonia del creato: \u00abChi sparge il sangue dell\u2019uomo il suo sangue sar\u00e0 sparso, perch\u00e9 a immagine di Dio \u00e8 stato fatto l\u2019uomo\u00bb (<em>Gen <\/em>9, 6). Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno di affermarlo con un linguaggio minaccioso? Gli esseri umani non sono forse \u00abdotati di ragione e di coscienza\u00bb? Per la Bibbia ci\u00f2 non basta, occorre la presenza di una parola giunta dal di fuori che rafforzi quella del sangue versato (alla quale, nell\u2019 \u00abaiuola che ci fa tanto feroci\u00bb, si \u00e8 fatta da sempre l\u2019abitudine). Secondo la <em>Genesi<\/em>, Abele non parla mai; egli \u00e8 l\u2019archetipo di ogni vittima a cui \u00e8 lasciata come voce unicamente quella del sangue che grida dal suolo. Rispetto&nbsp; a essa l\u2019assassino rimane sordo. La presa di coscienza da parte di Caino \u00e8 suscitata soltanto dalla parola del Signore che gli giunge da fuori: \u00abChe hai fatto?\u00bb (<em>Gen<\/em> 4,10-13).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"has-text-color has-vivid-cyan-blue-color\">In questa e nelle prossime due settimane&nbsp;Rabatana pubblica un contributo del biblista Piero Stefani nella sezione \u00abCommenti\u00bb in Papa Francesco Fratelli tutti. A partire dal 12 ottobre scorso \u00e8 in libreria la prima edizione commentata della nuova enciclica di Papa Francesco \u201cFratelli tutti. 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