{"id":5765847,"date":"2020-11-14T17:07:17","date_gmt":"2020-11-14T16:07:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5765847"},"modified":"2020-11-15T13:09:00","modified_gmt":"2020-11-15T12:09:00","slug":"angelo-colangelo-il-mondo-di-giustino-fortunato-esplorato-da-giuseppe-mastromarino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5765847","title":{"rendered":"Il mondo di GIUSTINO FORTUNATO"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-text-align-center wp-block-heading\"><strong>ES<\/strong>PLORATO DA GIUSEPPE MASTROMARINO (di ANGELO COLANGELO)<\/h6>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"555\" height=\"480\" src=\"http:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/immagine.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5765848\" srcset=\"https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/immagine.png 555w, https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/immagine-300x259.png 300w\" sizes=\"(max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Procede a marce forzate il lungo viaggio di esplorazione di <strong>Giuseppe Mastromarino<\/strong> nel mondo, ancora in parte incognito, del grande meridionalista lucano <strong>Giustino Fortunato<\/strong> (Rionero in Vulture, 1848 \u2013 Napoli, 1932). Solo pochi mesi dopo la pubblicazione delle \u201cLettere di Giustino Fortunato a don Giovanni Minozzi e la nascita dell&#8217;Opera\u201d \u00e8 uscito, sempre per i tipi Giannatelli di Matera, \u201c<strong>Il mondo di Giustino Fortunato Nei suoi scritti e nel racconto di Giuseppe Catenacci e di don Giovanni Minozzi<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.stigliano.net\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giovanni_minozzi_001.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15224\" width=\"341\" height=\"455\"\/><figcaption><strong>don Giovanni Minozzi<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il bel saggio, che si regge su un delicato equilibrio fra ricerca attenta, lucida analisi dei documenti ed esigenza divulgativa, mi \u00e8 giunto, molto gradito, in un momento di estrema inquietudine, in cui anch&#8217;io \u201cmecum tantum et cum libellis loquor\u201d: parlo, cio\u00e8, solo con me stesso e i libri, auspicando di tornare a vivere giorni pi\u00f9 sereni. <\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi tredici densi capitoli del volume si indaga, in particolare, un periodo significativo della biografia umana e intellettuale di Fortunato, quello compreso fra il 1923 e il 1930, cui fa riferimento la sua corrispondenza con Giuseppe Catenacci. In un quattordicesimo capitolo, poi, sono raccolte in appendice, dopo una breve ma succosa presentazione dell&#8217;autore, ricche sintesi, commentate e annotate, dei pi\u00f9 significativi scritti fortunatiani, ivi compresi i \u201cDiscorsi politici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.stigliano.net\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/catenacci_giuseppe_001.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15223\"\/><figcaption><strong>Giuseppe Catenacci<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Insomma, nel suo ultimo lavoro l&#8217;autore si propone, riuscendovi, di operare una ricognizione accurata di persone, fatti, eventi del pianeta Fortunato. S&#8217;impegna cos\u00ec in un esame documentato e argomentato della complessa personalit\u00e0 del meridionalista rionerese attraverso la nutrita corrispondenza epistolare che egli intrattenne con Gennaro Catenacci (1867 &#8211; 1952), amministratore dell&#8217;azienda di Gaudiano di propriet\u00e0 della famiglia Fortunato; con il caro amico Giuseppe Catenacci (Rionero in Vulture, 1893 &#8211; 1975), il versatile ingegnere che fu uomo politico e dotto umanista, storico&nbsp; e poeta; con don Giovanni Minozzi, a sua volta intrinseco di quest&#8217;ultimo oltre che di don Giustino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">A chi abbia una qualche familiarit\u00e0 con l\u2019attivit\u00e0 critica di Mastromarino non risulta certo sorprendente la sua capacit\u00e0 di analizzare con diligenza ed acume le relazioni tra la biografia umana, politica ed intellettuale di Giustino Fortunato, considerata nel ristretto contesto sociale della comunit\u00e0 di origine e, ad un tempo, nel pi\u00f9 ampio orizzonte degli eventi nazionali, che maturano dopo la nascita e l\u2019affermazione del fascismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Acquistano, cos\u00ec, nuova luce pensieri, sentimenti, atteggiamenti, fatti privati e pubblici eventi, che segnarono la vita di don Giustino, soprattutto nel decennio finale della sua lunga e tormentata esistenza: il ritorno alla fede materna dopo anni di sostanziale agnosticismo; la sua intransigenza morale e il suo pessimismo acuito da delusioni, lutti e malattie; la speculazione sulla questione meridionale e le riflessioni sui temi della guerra e dell&#8217;istruzione; la posizione da lui assunta verso il regime fascista. Insomma, una rappresentazione a tutto tondo del grande Lucano e del suo impegno politico, civile, culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Riguardo a quest\u2019ultimo aspetto Mastromarino, avvalendosi di puntuali riscontri offerti dalle lettere indirizzate da Fortunato non solo a Giuseppe Catenacci, ma ad altri amici come Luigi Corapi, Umberto Zanotti Bianchi e Giovanni Ansaldo, sgombra il terreno da ogni possibile equivoco sull\u2019atteggiamento che il vecchio liberale lucano assunse verso il regime fascista, da cui nulla sperava, anzi tutto paventava \u201cdal suo estendersi e tiranneggiare\u201d. E, dopo aver profeticamente ammonito gi\u00e0 nel 1923 a non coltivare alcuna illusione circa una sua breve durata, aveva concluso in modo inequivocabile che il fascismo \u201c\u00e8 l\u2019antitesi della libert\u00e0 e della saviezza, due cose ognora ostiche alle genti italiche\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Tra i numerosi spunti di riflessione, che il libro \u201c<strong>Il mondo di Giustino Fortunato<\/strong>\u201d fornisce al lettore, ne vorrei evidenziare almeno un altro, che a me pare molto attinente alla realt\u00e0 politica nazionale del nostro tempo. Riguarda il tema della moralit\u00e0, che l&#8217;uomo politico lucano considera in stretta correlazione con i problemi sociali, economici, culturali. Ma anche con l&#8217;organizzazione dello Stato. Egli, infatti, sostenne senza tentennamenti l\u2019idea che l\u2019unit\u00e0 nazionale fosse necessaria per molte ragioni, non ultima quella di evitare una deriva autonomistica, che avrebbe finito per rafforzare le oligarchie locali e le loro politiche clientelari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Non \u00e8 chi non veda quanto questo argomento sia di drammatica attualit\u00e0. Da almeno tre decenni, vale a dire dal tempo della famigerata \u201cTangentopoli\u201d, da pi\u00f9 parti si continuano a proclamare iniziative tanto clamorose quanto sterili per porre fine al fenomeno intollerabile della corruzione, che avvelena la vita politica, sociale, economica italiana. E appare evidente che un notevole contributo al fenomeno corruttivo sia stato dato dalla istituzione delle Regioni nel 1970, avvenuta al di fuori di ogni quadro normativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Ma in riferimento al tema della moralit\u00e0 vale la pena di proporre un episodio, apparentemente marginale ma sicuramente emblematico, che vide protagonista il senatore del Collegio di Melfi e che Mastromarino documenta in maniera molto dettagliata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Fra i tanti dispiaceri procurati a Fortunato dai compaesani del \u201cnatio borgo selvaggio\u201d e dai suoi avversari politici c&#8217;\u00e8 anche quello derivante dall&#8217;accusa di aver mantenuto la carica di senatore, bench\u00e9 fosse ostile al fascismo. Lo avrebbe fatto, secondo i detrattori, solo al fine di godere delle indennit\u00e0 derivanti dalla carica ottenuta nel 1909, quando aveva rinunciato, dopo ventinove anni e nove legislature, a candidarsi come deputato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Al senatore non fu difficile smentire i suoi malevoli accusatori. Dimostr\u00f2, infatti, che, non potendo per legge rinunciare all&#8217;identit\u00e0 fissa prevista per i senatori, che pure egli aveva proposto di abolire, l&#8217;aveva interamente devoluta all&#8217;Opera Nazionale Combattenti, a istituzioni benefiche e a giovani studenti bisognosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">La specchiata onest\u00e0 di don Giustino, peraltro, \u00e8 comprovata dal fatto che egli \u201cdurante i trent&#8217;anni di vita parlamentare, era costato al fratello [Ernesto] un milione e cinquecentomila lire\u201d. Fa bene a rimarcarlo l\u2019amico e discepolo Giuseppe Catenacci, il cui fecondo rapporto con il Maestro \u00e8 ben lumeggiato da Mastromarino attraverso una fine disamina delle affinit\u00e0 e delle diversit\u00e0 fra i due, che serve a fare emergere anche la notevole statura dell\u2019ingegnere, \u201cuomo dal multiforme ingegno\u201d. Ma \u201cde hoc satis dictum est\u201d e ogni ulteriore commento sarebbe superfluo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">C&#8217;\u00e8, per\u00f2, spazio e tempo per una doverosa chiosa conclusiva. Nella sua ultima fatica letteraria Mastromarino non fa nulla per nascondere una personale simpatia per Giustino Fortunato. Tale consentaneit\u00e0, comunque, non inficia il valore della sua analisi, che&nbsp; riesce a mostrare le rare qualit\u00e0 del Rionerese, senza occultarne le debolezze e le fragilit\u00e0, e ne mette in evidenza i grandi meriti, senza trascurare i limiti del suo pensiero e del suo agire politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Questo saggio, perci\u00f2, rappresenta un&#8217;altra pietra miliare nel lungo ed impegnativo percorso intrapreso dall&#8217;autore per approfondire e diffondere la conoscenza dell&#8217;\u201capostolo della questione meridionale\u201d. Che da alcuni \u00e8 stato, purtroppo, sempre colpevolmente ignorato, da altri \u00e8 stato troppo presto dimenticato. Eppure \u00e8 incontestabile che, pur in un contesto storico del tutto mutato, alcune riflessioni politiche di Fortunato e, pi\u00f9 ancora, il suo nobile sentire, il suo forte impegno civico, il suo esemplare senso etico possano aiutare a comprendere e ad affrontare la drammatica realt\u00e0 del nostro tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-text-align-center has-vivid-red-color\">Angelo Colangelo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ESPLORATO DA GIUSEPPE MASTROMARINO (di ANGELO COLANGELO) <\/p>\n<p>Procede a marce forzate il lungo viaggio di esplorazione di Giuseppe Mastromarino nel mondo, ancora in parte incognito, del grande meridionalista lucano Giustino Fortunato (Rionero in Vulture, 1848 \u2013 Napoli, 1932). 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