{"id":5766053,"date":"2021-01-13T18:01:41","date_gmt":"2021-01-13T17:01:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5766053"},"modified":"2021-01-30T17:04:22","modified_gmt":"2021-01-30T16:04:22","slug":"tre-dettagli-scomodi-della-vita-di-rocco-scotellaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5766053","title":{"rendered":"Tre dettagli scomodi della vita di Rocco Scotellaro ?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-color has-background has-vivid-red-color has-very-light-gray-background-color\"><strong>PREMESSA<\/strong>. <em>Questo scritto l&#8217;avevo inviato ad alcuni amici e alcuni di loro mi hanno chiesto di pubblicarlo su questo blog. Lo faccio dopo aver riflettuto qualche giorno, ma per motivi tecnici non mi \u00e8 per ora possibile inserirlo nella mailinglist<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Lo scrittore Andrea Di Consoli ha pubblicato su <em>Cronache lucane<\/em> un articolo intitolato <em>Tre dettagli scomodi della vita di Rocco Scotellaro, <\/em>che ha questo finale: \u00abEh s\u00ec, era cambiato il nostro Rocchino: voleva crescere, andare via. La Basilicata gli aveva fatto male. O questo non si pu\u00f2 dire?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Io ho commentato l\u2019articolo dicendo che, certo, si pu\u00f2 dire tutto, ma sarebbe bene che si sapesse tutto di tutto su quello che si dice. Qui mi sono fermato. Non ho scritto che Di Consoli non sa tutto di tutto dei tre dettagli scomodi e, soprattutto, sull\u2019interrogativo finale. Io sui dettagli so pi\u00f9 di Di Consoli, ma di sicuro non so tutto di tutto. Ora dico qualcosa sull\u2019interrogativo finale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Certo che si pu\u00f2 dire tutto &#8211; ripeto -, che si sappia o non si sappia. C\u2019\u00e8 persino chi ha detto e pubblicato in un libro (Cataldo Pierri, <em>Lettere aperte, <\/em>Edizioni salentine 1983) che Rocco Scotellaro \u00e8 morto a causa di una sbornia colossale. Certo, \u00e8 detto pi\u00f9 elegantemente, credo <em>a causa di una crisi di etilite acuta <\/em>(il libro l\u2019ho conservato, ma non perdo tempo a cercare, e chi se la scorda quella vigliaccheria del nazifascista tarantino, che convinse non pochi, ragione per cui, incredulo, comperai il libro).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">C\u2019era chi Rocco lo voleva a Tricarico a fare la rivoluzione, chi lo sollecitava ad andare via (ma che puoi fare a Tricarico? lo incoraggiava Giorgio Bassani), e chi, tra coloro che lo sollecitavano ad andare via, non lo volevano a Portici, dove lo vedevano sprecato. C\u2019era per\u00f2 un piccolo problema: a Tricarico o fuori Tricarico, Rocco come avrebbe potuto mettere assieme il pranzo con la cena?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">La prima amministrazione Scotellaro (1946-48) cade perch\u00e9 Rocco era socialista di sinistra, frontista, nenniano e la sua amministrazione non era di sinistra: c\u2019erano comunisti e socialisti, ma anche repubblicani e socialisti democratici e persino un liberale, che non ricordo chi fosse. Alle elezioni politiche del 1948, quelle che imponevano di scegliere tra le due parti in cui si era diviso il mondo, Rocco marcia dritto per la sua strada e provoca la crisi dell\u2019amministrazione: alcuni erano per una parte del mondo, quella che per nostra fortuna fu scelta, altri, con Rocco, per l\u2019altra parte. Eh si! Rocco non era un fine politico. E anche questo si pu\u00f2 dire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">In autunno si fanno nuove elezioni. C\u2019\u00e8 chi non lo vorrebbe sindaco e quasi tutti sono d\u2019accordo che \u00e8 bene che non sia in testa alla lista dell\u2019aratro con cappello frigio. Ha 25 anni e non \u00e8 ancora laureato! Un laureato c\u2019\u00e8, e ha pure due anni meno di lui. E chi se ne frega se questo laureato si era arruollato nell\u2019esercito di Graziani! E\u2019 laureato! Che volete di pi\u00f9? Si vota e la lista dell\u2019aratro con cappello frigio per il rotto della cuffia guadagna una risicata maggioranza di voti, che per\u00f2, grazie alla legge elettorale allora vigente, fruttano un maggioranza dei due terzi, 16 seggi su 20.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Si riunisce il consiglio comunale, ma i 16 consiglieri di maggioranza non sono d\u2019accordo su chi fare sindaco: Scotellaro o il laureato? Scotellaro calcola di non avere i voti e diserta la seduta con alcuni suoi amici, quanti bastano per far mancare il numero legale. Questa volta, secondo me e lo pensavo anche allora, Rocco mostra di essere un politico <em>cafato. <\/em>Si va avanti per alcuni mesi, trattando e traccheggiando, e finalmente si ha la fumata bianca che proclama sindaco Scotellaro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Un anno dopo Scotellaro partecipa a un convegno letterario a Macerata e il consigliere laureato presenta una mozione di sfiducia. Dice: che ce ne facciamo di un sindaco che non c\u2019\u00e8 mai ed \u00e8 sempre in giro a presentare poesie? Ma il consiglio non sfiducia &nbsp;il sindaco. Si avanti qualche mese quando Scotellaro viene arrestato e trattenuto in carcere un mese e mezzo. Basta: Uno cos\u00ec non pu\u00f2 fare il sindaco! Scotellaro si piega e si dimette. Partecipa all\u2019elezione del nuovo sindaco, quello laureato, lo vota e con lui va a fare un discorso in piazza dalla cappella di San Pancrazio. Passa non ricordo quanto tempo, comunque non molto, e il nuovo sindaco viene dichiarato ineleggibile, perch\u00e9 era stato arruolato nell\u2019esercito nazifascista di Graziani. Il consiglio comunale si arrangia con quello che passa il convento ed elegge sindaco il falegname Nicola Locuoco, detto Porca Giuda dal suo preferito intercalare. Scotellaro \u00e8 sempre al suo posto a fare il suo dovere. Ma non \u00e8 sindaco, non ha un lavoro e cerca una sistemazione. Va a cercarla in citt\u00e0, ma lui dice che la decisione gli procura infelicit\u00e0. Chiss\u00e0, forse voleva crescere, andare via, la Basilicata gli faceva male. Ma scrive versi che dicono diversamente. <em>Ho perduto la schiavit\u00f9 contadina \/non mi far\u00f2 pi\u00f9 un bicchiere contento \/ ho perduto la mia libert\u00e0.\/\u2026 Addio, come addio? \/ Distese ginestre, \/ spalle larghe dei boschi \/ che rompete la faccia azzurra del cielo, \/ querce e cerri affratellati nel vento, \/ pecore attorno al pastore che dorme, \/ terra gialla e rapata, \/ che sei la donna che ha partorito, \/e i fratelli miei e le case dove stanno \/ e i sentieri dove vanno come rondini \/ e le donne e mamma mia, \/ addio, come posso dirvi addio? \/\u2026<\/em> . Sono testimone della ricerca della sistemazione, che non si trovava. Gliela offre Rossi-Doria a Portici, ma storcono il muso Marion, Tommaso Pedio e altri. Intanto Scotellaro, pur stando a Portici, non perde una seduta del consiglio comunale, ogni volta che il consiglio \u00e8 convocato lui va a Tricarico e vota con la maggioranza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">A maggio del 1952 si vota per l\u2019elezione del primo consiglio provinciale. Adesso a Tricarico lo vogliono consigliere, anche se non \u00e8 laureato. Rocco dice <strong>no<\/strong>: lo giuro, sono testimone. A Tricarico insistono e Rocco cede. Si vota e Rocco subisce una pesante sconfitta. Il collegio \u00e8 formato dai comuni di Calciano e Tricarico. A Calciano Rocco guadagna una piccola maggioranza di voti, ma a Tricarico \u00e8 una catastrofe, Rocco perde con oltre 800 voti di distacco da Ciccio Menonna. La batosta gli fa molto male, ma non lo da a vedere, si confida con Antonio Albanese, che lo dice a me. Intanto Rocco continua a non disertare le sedute del consiglio comunale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Passano circa sette mesi e arriva la scadenza del consiglio comunale. Spira brutta aria per la sinistra e vengono in soccorso ragazze dall\u2019Emilia-Romagna e un esponente comunista di Irsina, che diventer\u00e0 deputato e far\u00e0 una brillante carriera. Egli, in quella circostanza, elabora una originale tesi metamorfica. Questa: L\u2019amministrazione uscente aveva fatto male, cos\u00ec male che peggio non si poteva. Quindi non era stata una amministrazione di sinistra, ma una amministrazione democristiana, perch\u00e9 si era comportata coma una amministrazione democristiana. La colpa di tutto era della DC!. Rocco, come ho detto, rimase a far parte di quella amministrazione <em>democristiana <\/em>fino all\u2019ultimo minuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Da sessantasette anni, dalla sera del 15 dicembre 1953, dura il silenzio di Rocco Scotellaro. Quel giorno Rocco visse, parl\u00f2 e scrisse (un P.S. a una lettera a Antonio Albanese scritta il giorno prima e una&nbsp; lettera alla madre, e altro che non sappiamo). All\u2019ora di cena tacque. Le ultime parole del P.S. sono: \u201cSenza soldi\u201d \u201cE ho tanto bisogno di aiuto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-background has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color\">Lasciamo &nbsp;in pace i morti, lasciamo in pace Rocco. Quando fu sepolto Rocco Mazzarone e Gilberto Marselli scesero al Basento, scelsero una grossa pietra e la depositarono sulla nuda sepoltura. La madre di Rocco disse: &#8211; Ma cos\u00ec Rocchino non pu\u00f2 respirare! Lasciamolo dunque respirare, Rocco. Ascoltiamo \u2013 chi vuole &#8211; il suo silenzio leggendo, rileggendo, studiando, criticando le sue opere. Chi non vuole la smetta di agitarlo come un vessillo per la sua vanagloria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"has-text-color has-background has-vivid-red-color has-very-light-gray-background-color\">PREMESSA. Questo scritto l&#8217;avevo inviato ad alcuni amici e alcuni di loro mi hanno chiesto di pubblicarlo su questo blog. 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