{"id":5767148,"date":"2021-10-10T12:39:42","date_gmt":"2021-10-10T10:39:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767148"},"modified":"2021-10-10T15:01:24","modified_gmt":"2021-10-10T13:01:24","slug":"le-stelle-ci-parlano-dobbiamo-ascoltarle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767148","title":{"rendered":"LE STELLE CI PARLANO, DOBBIAMO ASCOLTARLE"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u00c8 in corso di stampa un mio libricino, che uscir\u00e0 nei prossimi giorni, intitolato: <\/em>FRANCHINO \u2013 La romantica avventura di un ragazzo di Tricarico nella citt\u00e0 che ha sempre amato le stelle<em>. Franchino \u00e8, appunto, un ragazzo di Tricarico, che ha avuto vita breve. \u00c8 stato insegnante di Fisica e convinto assertore del valore formativo dell\u2019Astronomia e, con questa convinzione, ha condotto il suo insegnamento, vivendo una romantica avventura raccontata nel libricino.<\/em><br><em>Mi ha emozionato leggere sul supplemento domenicale del Sole 24 Ore di oggi, 10 ottobre 2021, l\u2019articolo di <\/em>Patrizia Caraveo<em>, <\/em>Le stelle ci parlano, dobbiamo ascoltarl<em>e, che riporto, dove ci dice che il racconto dell\u2019entusiasmante viaggio attraverso le scoperte celesti che si susseguono a ritmi frenetici ci portano a decifrare meglio i messaggi siderali. <br>Franchino aveva pubblicato un libro intitolato \u201cStelle e sistemi stellari\u201d la cui Premessa, riportata nel libricino, annuncia il suo contenuto con questo stesso messaggio.<\/em> (Antonio Martino)<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019astronomia \u00e8 una scienza antichissima che si mantiene giovane e attuale grazie alla sua capacit\u00e0 di re-inventarsi. Applicando tecnologie al limite del possibile, e spesso contribuendo a inventarne di nuove, le scoperte si susseguono a ritmo frenetico. Tre degli ultimi quattro Nobel per la fisica sono andati a risultati astronomici. Un riconoscimento che ha premiato risultati recentissimi, come quello delle onde gravitazionali, e altri pi\u00f9 stagionati, come la teoria matematica alla base dell\u2019esistenza dei buchi neri, oppure l\u2019interpretazione del rumore di fondo del cielo, un residuo del big bang dal quale \u00e8 iniziato tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a celebrare i successi di scienziati e scienziate che si sono dedicati anima e corpo allo studio degli oggetti celesti pi\u00f9 svariati, \u00e8 il momento di fermarsi a riflettere su cosa sia oggi la ricerca astronomica.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo iniziato a cercare di capire i ritmi celesti osservando il movimento dei pianeti ad occhio nudo. Poi, Galileo Galilei ha introdotto il primo strumento ottico scardinando dalle fondamenta la concezione delle sfere celesti. Il suo&nbsp;<em>Sidereus Nuncius&nbsp;<\/em>\u00e8 una pietra miliare nella storia della scienza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato l\u2019inizio di una cavalcata di oltre quattro secoli durante la quale la fisica si \u00e8 spesso incrociata con l\u2019astronomia con risultati che, una volta accettati, hanno aperto nuovi orizzonti per entrambe le discipline. Il percorso \u00e8 stato accidentato con idee dominanti che hanno dovuto capitolare davanti a risultati inaspettati. Eravamo convinti di essere al centro dell\u2019Universo con le sfere celesti che ruotavano intorno a noi, e ci siamo ritrovati ad abitare il terzo pianeta che orbita intorno a una stellina che non ha proprio nulla di eccezionale. Il Sole \u00e8 una delle centinaia di miliardi di stelle che compongono la nostra galassia, la Via Lattea, che, a sua volta, \u00e8 una delle centinaia di miliardi di galassie che popolano l\u2019Universo che noi riusciamo a studiare grazie a strumenti sempre pi\u00f9 potenti. Abbiamo capito che la luce visibile non esaurisce il messaggio delle stelle che emettono radiazioni ai quali i nostri occhi non sono sensibili. In stretta collaborazione con i fisici, gli astronomi hanno conquistato l\u2019invisibile, e adesso parliamo di astronomia radio, infrarossa, ultravioletta, X e gamma, oltre a quella ottica, ovviamente. Abbiamo imparato a portare i nostri strumenti nello spazio per superare la barriera dell\u2019atmosfera che ci protegge, assorbendo le radiazioni pi\u00f9 energetiche che sono nocive per gli esseri viventi. La conquista della spazio ci ha anche regalato un modo nuovo di studiare il sistema solare attraverso la raccolta di campioni. Rocce e polveri dalla Luna, asteroidi e comete contengono informazioni preziosissime.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la luce, visibile e invisibile, non esaurisce il messaggio delle stelle. Nell\u2019ultimo secolo ci siamo resi conto che i corpi celesti possono fungere da acceleratori di particelle ben pi\u00f9 potenti di quelli che riusciamo a costruire nei laboratori terrestri. Le particelle celesti, che chiamiamo raggi cosmici, portano fino a noi le informazioni di processi di inaudita violenza che avvengono intorno ai buchi neri e nelle esplosioni stellari. Peccato che il messaggio ci appaia confuso a causa dalla traiettoria incurvata della particelle che vengono deviate dai campi magnetici della galassia e perdono la memoria della direzione di partenza. Poco male, gli stessi processi che accelerano i raggi cosmici producono anche neutrini, particelle neutre abbondantissime ma estremamente sfuggenti che da poco abbiamo imparato a interrogare. Ci vogliono enormi volumi di rivelazione, sotto chilometri di ghiacci in Antartide o nelle profondit\u00e0 del mare Mediterraneo, per cogliere al volo qualcuno di questi fantasmi. \u00c8 una nuova astronomia molto difficile ma dalle grandi potenzialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlando di difficolt\u00e0, credo che nulla possa battere la sfida posta dalle onde gravitazionali che sono vibrazioni minuscole dello spazio tempo che causano deformazioni ritmiche inferiori alle dimensioni di un protone. Non \u00e8 un caso che Einstein nell\u2019articolo dove predisse la loro esistenza aggiunse che non sarebbe mai stato possibile rivelarle. Ma gli scienziati hanno preferito seguire il suggerimento di Napoleone che diceva \u00abse \u00e8 possibile \u00e8 gi\u00e0 stato fatto, se \u00e8 impossibile si far\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono voluti quarant\u2019anni di sviluppo sperimentale portato avanti da fisici visionari che hanno convinto le agenzie finanziatrici a perseguire l\u2019impossibile. E ci sono riusciti, giusto cent\u2019anni dopo il lavoro teorico del grande Albert! Il Comitato Nobel si \u00e8 affrettato a premiare i tre padri fondatori, battendo tutti i record tra l\u2019annuncio di un risultato e il conferimento del premio.<\/p>\n\n\n\n<p>I nuovi messaggeri celesti hanno amplificato lo spazio di scoperta che l\u2019astronomia ci pu\u00f2 regalare, anche perch\u00e9, unendo le informazioni raccolte attraverso tutti i canali, otteniamo un risultato che \u00e8 maggiore della somma delle parti.<\/p>\n\n\n\n<p>Avendo vissuto in prima persona gli ultimi capitoli di questa storia, ho pensato che fosse tempo di raccontare l\u2019entusiasmante percorso che ci ha portato a decifrare i nuovi messaggi delle stelle. Il titolo \u00e8 venuto da solo. Un omaggio al padre della nostra cultura scientifica, interpretato in chiave moderna, 2.0, appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 in corso di stampa un mio libricino, che uscir\u00e0 nei prossimi giorni, intitolato: FRANCHINO \u2013 La romantica avventura di un ragazzo di Tricarico nella citt\u00e0 che ha sempre amato le stelle. 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