{"id":5767343,"date":"2021-11-21T18:31:06","date_gmt":"2021-11-21T17:31:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767343"},"modified":"2021-11-23T16:25:15","modified_gmt":"2021-11-23T15:25:15","slug":"requiem-per-il-diritto-pronunciato-grazie-a-uno-spunto-offerto-da-andrea-di-consoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767343","title":{"rendered":"REQUIEM PER IL DIRITTO PRONUNCIATO GRAZIE A UNO SPUNTO OFFERTO DA ANDREA DI CONSOLI"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ibs.it\/images\/9788814103780_0_536_0_75.jpg\" alt=\"Requiem per il diritto - Italo Dolce - copertina\" width=\"213\" height=\"329\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La severa e critica di Andrea Di Consoli a un sistema mediatico giustamente definito orrendo rilasciata sulla sua rubrica \u201cLettere Lucane\u201d&nbsp; mi ha dato lo spunto per rileggere un gustoso libretto: \u201cRequiem per il diritto\u201d di Italo Dolce, con Prefazione di Francesco Galgano. Si tratta di un <em>libello <\/em>o <em>pamphlet, <\/em>ovvero di&nbsp; <em>cahier de doleance <\/em>contro la \u201cnefasta legislazione sulle locazioni\u201d (come scrive il professor Galgano nella prefazione) e altre vicende non meno nefaste, come la censura di due provvedimenti giurisdizionali, l\u2019incolpazione disciplinare di un giudice sospettato di aver compromesso il prestigio dell\u2019Ordine giudiziario con le sue motivazioni stravaganti e bizzarre, e altre.<br>Passo dal sistema mediatico a quello giudiziario, perch\u00e9 non sono del tutto d&#8217;accordo con Di Consoli, che vede una graduatoria tra i due sistemi. A mio avviso si tratta di due Poteri, pi\u00f9 che sistemi, da porre quindi su piani pari.  <\/p>\n\n\n\n<p>Ho conosciuto l\u2019Autore Italo Dolce. Di lui va segnalata una scelta fondamentale di vita. Era presidente di un tribunale e relatore in un giudizio. Come relatore sosteneva l\u2019innocenza dell\u2019imputato, ma i due giudici a latere furono di opposta opinione e il l\u2019imputato fu condannato. Al Dolce presidente, essendo egli stato relatore del caso, tocc\u00f2 stendere la motivazione della sentenza e, ovviamente, si impegn\u00f2 nella stesura di una \u201csentenza suicida\u201d. Ma come non aveva convinto i suoi colleghi del collegio giudicante, la sentenza suicida non ebbe effetto neanche sul giudice d\u2019appello, che conferm\u00f2 la sentenza di condanna, che divenne definitiva, cosa giudicata. Dopo che il condannato ebbe scontato un certo periodo di detenzione emersero elementi per l\u2019apertura di un processo di revisione, che si concluse con la riparazione dell\u2019errore giudiziario. (<strong>A proposito: c\u2019\u00e8 mai stato qualcuno che abbia pagato per l\u2019errore giudiziario commesso?<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso Dolce mi confid\u00f2 che quella persona ingiustamente condannata si rec\u00f2 da lui a Rimini, dove era pretore, per ringraziarlo, perch\u00e9, alla lettura della sentenza di condanna, dall\u2019espressione del viso cap\u00ec suo il profondo turbamento di giudice che stava pronuinciando na ingiusta sentenza di condanna. E questo gli fu di conforto, l&#8217;aiut\u00f2 a sperare che, prima o poi, la sua innocenbza sarebbe stata riconosciuta. Il punto da sottolineare \u00e8 che Dolce, valentissimo e colto giurista, turbato per l\u2019ingiusta sentenza, decise di fare il pretore per tutto il resto del suo servizio di magistrato \u201c<em>cos\u00ec non avrei potuto combinare grossi guai<\/em>\u201d e sarebbe stato il solo responsabile delle decisioni. Pensionato, Dolce \u00e8 stato difensore civico di Rimini e io lo conobbi ed ebbi rapporti con lui in quanto ero difensore civico della regione Emilia-Romagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora riporto la Prefazione del professor Galgano (che consiste nella ripubblicazione, a mo&#8217; di prefazione, dello scritto con il quale, nel 1991, ossia molti anni prima, espose l\u2019episodio che si colloca all&#8217;origine della vicenda narrata da Italo Dolce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Si racconta che Renzo Ricci tenesse avvinte le platee declamando il codice civile. Quando narrava del figlio premorto ai genitori il pubblico scoppiava in un pianto irrefrenabile. Ma occorreva, per giungere a tanto l&#8217;arte di Ricci. So, per converso, che un neurologo cura l&#8217;insonnia dei suoi pazienti prescrivendo loro la lettura serale della Gazzetta ufficiale.<\/em><br><em>Bisogna avvertirlo che da qualche tempo questo rimedio non \u00e8 pi\u00f9 efficace. Non alludo solo alle esilaranti perle che sempre pi\u00f9 frequentemente figurano nelle leggi della Repubblica, ed alle quali un settimanale satirico dedica ora una apposita rubrica. Voglio riferirmi qui alle ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale, che la legge prescrive siano pubblicate sulla Gazzetta ufficiale e che non di rado i giudici, consapevoli di scrivere una volta tanto per un quotidiano a grande tiratura, trasformano in un ameno genere letterario, talvolta persino un po&#8217; audace.<\/em><br><em>A inaugurare il genere \u00e8 stato, per quanto mi consta, il Pretore di Rimini Italo Dolce, che in dodici gustosissime pagine descrisse le iniquit\u00e0 della nostra legislazione sulle locazioni urbane (G.U. del 2 dicembre 1987, prima serie special<\/em>e, n. 51, p. 56).<br><em>Si direbbe, a giudicare dalle molteplici irritate reazioni della stampa quotidiana, che i pazienti in cura da quel neurologo siano ancora tanti. Fra essi ricordo un redattore de Il Sole-24 ore che, non riuscendo a prendere sonno, calcol\u00f2 il costo, per il pubblico erario, di quelle dodici pagine di Gazzetta ufficiale, che giunse a stimare <\/em>in otto-dieci milioni di lire.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Pretore Dolce ha tutta la mia solidariet\u00e0. Ripeto qui quanto ho scritto altrove: ci sono cose terribilmente serie che non si possono efficacemente esprimere se non in modo faceto. Cito dall&#8217;ordinanza di Italo Dolce, che merita di essere letta per intero: nella fattispecie i locatori \u00ab dovevano corrispondere all\u2019ospite da tempo indesiderata una indennit\u00e0 pari a lire 9.450.000, vale a dire una indennit\u00e0 superiore all&#8217;ammontare dei canoni percepiti negli ultimi 9 anni e pari a 112 mensilit\u00e0 dell&#8217;ultimo canone pagato&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si pu\u00f2 restare seri di fronte ad una legge che conduce a tanto? \u00c8 una autentica facezia che i locatori in questione, \u00ab dopo essere stati locatori loro malgrado e comodanti loro malgrado, diventassero anche donatori loro malgrado\u203a\u203a.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;ordinanza \u00e8 densa di pertinenti citazioni storico-giuridiche, letterarie, musicali, bibliche e cos\u00ec via, sapientemente utilizzate per dare vita ad una sorta di girone dantesco, nel quale compaiono artefici ed esecutori della nefasta legislazione sulle locazioni urbane. E ad un certo punto l&#8217;estensore se la prende con le \u00ab alchimie stregonesche di Madame la Loi e del suo corteo di imbonitori e di falsari \u203a\u203a, fra i quali colloca anche \u00ab certi giudici che si servono della giustizia solo per amministrare la loro hybris ovvero la loro insolenza, naturalmente in the state of Denmark, dove il pubblico servizio televisivo, servo di diverse \u00ab madame \u00bb, si spinge fino al segno di annunciare, con struggente commozione, l&#8217;apparizione di una madonna americana di cui riesce a mostrare, tra il delirio di folle ammaliate, non solo gli occhi assassini, ma anche le tette morbide e le mutande ricamate <\/em>\u203a&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo obiter dictum \u00e8 la pietra dello scandalo. Passi per l&#8217;amletica denuncia della corruzione dei giudici. Ma pu\u00f2 un pretore compiacersi della veristica descrizione di corpi che non siano corpi di reato? o delle raffinatezze di una biancheria intima che non sia oggetto di una licenza di marchio?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il sonno della ragione genera mostri, cita alla fine il Pretore Dolce. Ma che cosa genera mai l&#8217;insonnia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;articolista del sopra menzionato quotidiano finanziario trova l&#8217;ordinanza blasfema, perch\u00e9 vi si parla di \u00ab una non meglio identificata madonna americana \u203a\u203a. Piuttosto che leggere la Gazzetta ufficiale avrebbe fatto meglio a guardare la televisione. Forse avrebbe preso sonno; altrimenti avrebbe potuto rendersi conto de visu delle terrene e ginniche sembianze della americana Madonna.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La Gazzetta uf\ufb01ciale ha una tiratura di 65 mila copie. Dieci volte superiore alle pi\u00f9 vendute riviste di giurisprudenza. Scrivere per una simile tiratura esalta la fantasia; ma non tutti i pretori sanno utilizzarla come il Pretore di Rimini.<\/em>\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La severa e critica di Andrea Di Consoli a un sistema mediatico giustamente definito orrendo rilasciata sulla sua rubrica \u201cLettere Lucane\u201d&nbsp; mi ha dato lo spunto per rileggere un gustoso libretto: \u201cRequiem per il diritto\u201d di Italo Dolce, con Prefazione di Francesco Galgano. 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