{"id":5767474,"date":"2021-12-20T08:22:45","date_gmt":"2021-12-20T07:22:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767474"},"modified":"2021-12-20T08:22:46","modified_gmt":"2021-12-20T07:22:46","slug":"e-venne-un-bimbo-ebreo-lo-chiamarono-gesu-di-gianfranco-ravasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767474","title":{"rendered":"E venne un bimbo ebreo. Lo chiamarono Ges\u00f9 di Gianfranco Ravasi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong>NATIVITA&#8217;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nei giorni successivi alla nascita, il Figlio di Maria fu protagonista dei riti prescritti dalla tradizione ebraica: l\u2019imposizione del nome, la circoncisione e l\u2019offerta di animali nel Tempio di Gerusalemme. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel testo greco dell\u2019evangelista Luca sono in tutto 14 parole, compresi gli articoli e gli avverbi: \u00abQuando furono compiuti gli otto giorni per circonciderlo, fu chiamato col suo nome Ges\u00f9\u00bb (2,21). Matteo \u00e8 ancora pi\u00f9 sbrigativo: dopo la nascita del piccolo, Giuseppe, padre legale, \u00abchiam\u00f2 il suo nome Ges\u00f9\u00bb (1,25). \u00c8 questo il primo atto civico pubblico del figlio di Maria, donna ebrea, e quindi lui pure ebreo: la circoncisione e l\u2019imposizione del nome. Abbiamo, cos\u00ec, pensato nel nostro Natale di presentare questo bambino ebreo piuttosto speciale nella storia dell\u2019intera umanit\u00e0, a cui era stato imposto un nome non raro, che si basava sulla radice ebraica&nbsp;<em>jasha\u2018<\/em>, \u00absalvare\u00bb, la quale genera anche i nomi Giosu\u00e8, Osea e persino Isaia.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli fa il suo ingresso ufficiale nella comunit\u00e0 d\u2019origine attraverso il rito fondamentale d\u2019aggregazione dell\u2019essere circonciso (in ebraico&nbsp;<em>m\u00fbl<\/em>, in greco&nbsp;<em>perit\u00e9mein<\/em>) al prepuzio e, quindi, alla sorgente della vita. Gi\u00e0 col padre ideale degli Ebrei, Abramo, si era esplicitato il valore simbolico di questo atto, per altro praticato da altre culture e religioni come lo stesso islam, sia pure in diversa et\u00e0, e persino in ambito \u00ablaico\u00bb per ragioni igieniche o mediche. Nella Genesi, invece, non si ha esitazione nell\u2019affermare che quel gesto \u00e8 segno dell\u2019alleanza tra Israele e Dio e che dev\u2019essere praticato all\u2019ottavo giorno dalla nascita (17,10-12).<\/p>\n\n\n\n<p>Come ribadir\u00e0 l\u2019apostolo Paolo, Ges\u00f9 \u00ab\u00e8 nato dal seme di Davide secondo la carne&#8230; e dagli Israeliti proviene Cristo secondo la carne\u00bb (<em>Romani&nbsp;<\/em>1,3; 9,5). Per questo &#8211; e sar\u00e0 il Concilio Vaticano II a ripeterlo &#8211; Ges\u00f9 Cristo \u00e8 e rimane ebreo per sempre. Le avventure piuttosto drammatiche di questo neonato, costretto subito a diventare un profugo come i suoi genitori, dopo la nascita in un ambiente misero, sono narrate nei cosiddetti \u00abVangeli dell\u2019infanzia\u00bb, quattro capitoli (i primi due di Matteo e di Luca) per un totale di 180 versetti, che hanno generato per\u00f2 una bibliografia sterminata non solo esegetica e un\u2019incidenza strepitosa nella storia dell\u2019arte dei secoli, scanditi cronologicamente proprio da quella modesta nascita.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi scegliamo ora di seguire solo la trama strettamente ebraica dei primi giorni di questo neonato. \u00c8 Luca a narrarci un altro evento rituale (2,22-40). Il piccolo ha soltanto 40 giorni e i suoi genitori da Betlemme si spostano nella vicina Gerusalemme \u00abper fare ci\u00f2 che la Legge prescriveva a suo riguardo\u00bb. Lo stesso evangelista rimanda esplicitamente a due testi biblici: il primo riguardante il riscatto del primogenito che era per legge consacrato e assegnato a Dio (<em>Esodo&nbsp;<\/em>13,2); il secondo che determina il sacrificio animale per la riammissione piena della madre nella comunit\u00e0, dopo il periodo di \u00abimpurit\u00e0\u00bb sacrale connesso al parto (<em>Levitico&nbsp;<\/em>12,8).<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo, dunque, questa famigliola che entra negli spazi fastosi del tempio eretto da Erode a partire dal 19 a.C. Maria si avvia nell\u2019atrio riservato alle donne, davanti alla cosiddetta \u00abPorta di Nicanore\u00bb, dal nome del benefattore, un giudeo della Diaspora di Alessandria d\u2019Egitto, che l\u2019aveva fatta edificare e ornare. Come materia sacrificale erano prescritti un agnello e una colomba; per i poveri si sospendeva l\u2019offerta dell\u2019agnello troppo costoso, sostituendolo con una coppia di tortore o colombe. Ed \u00e8 ci\u00f2 che pu\u00f2 offrire la coppia modesta di Maria e Giuseppe. Fin qui l\u2019atto rituale. Ma la narrazione ha una svolta con l\u2019entrata in scena di due figure ebree piuttosto inattese, nelle quali Luca incarna simbolicamente l\u2019attesa messianica dell\u2019Israele fedele.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo personaggio \u00e8 \u00abun uomo giusto e timorato di Dio\u00bb di nome Simeone che intona un dolce mini-salmo, divenuto famoso per il suo&nbsp;<em>incipit&nbsp;<\/em>nella versione latina di san Girolamo,&nbsp;<em>Nunc dimittis<\/em>, usato nella liturgia cattolica come l\u2019inno della Compieta, la preghiera serale: \u00abOra puoi lasciare che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perch\u00e9 i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele\u00bb (2,29-32).<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanziere vittoriano Anthony Trollope pone sulle labbra del protagonista di&nbsp;<em>The Warden&nbsp;<\/em>(<em>Il custode<\/em>), l\u2019ecclesiastico e violoncellista mister Harding, giunto alla fine della vita, proprio le parole di Simeone, mentre si abbandona \u00aballa follia delle sue vecchie dita\u00bb traendo dalle corde del suo strumento \u00abun lagno bassissimo, di breve durata, a intervalli\u00bb. Il&nbsp;<em>Nunc dimittis&nbsp;<\/em>\u00e8 in realt\u00e0 un inno festoso di speranza compiuta, intonato mentre Simeone stringe tra le braccia il neonato Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo, per\u00f2, la voce di questo ideale profeta ebreo, cristiano&nbsp;<em>ante litteram&nbsp;<\/em>agli occhi dell\u2019evangelista, cambia registro e si fa cupa emettendo un oracolo severo rivolto a Maria: \u00abEcco, egli [Ges\u00f9] \u00e8 qui per la caduta e la risurrezioni di molti in Israele e come segno di contraddizione &#8211; a anche a te una spada trafigger\u00e0 l\u2019anima -, affinch\u00e9 siano svelati i pensieri di molti cuori\u00bb (2,34-35). Luca in queste parole vede anticipato il destino di Cristo, \u00absegno di contraddizione\u00bb, come da adulto lo stesso Ges\u00f9 dichiarer\u00e0: \u00abPensate che sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione!\u00bb (12,51).<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dal XVI secolo, il simbolo della spada che trapassa l\u2019anima della madre diverr\u00e0 la base per la statuaria mariana della Mater dolorosa con le sette spade sul petto, segno di pienezza nella sofferenza. Ma, dopo la tenebrosa profezia di Simeone, appare l\u2019altra figura a cui accennavamo: \u00e8 una tenera e serena vecchietta di 84 anni, Anna, di cui si offre anche la carta d\u2019identit\u00e0 (figlia di Fanuele e della trib\u00f9 settentrionale di Asher). La sua presenza costante e orante nel tempio, come accade ancor oggi a molte fedeli anziane, \u00e8 simile a un sorriso, mentre \u00ablodava Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme\u00bb (2,38).<\/p>\n\n\n\n<p>Cala il sipario sul piccolo ebreo Ges\u00f9 e Luca annota che \u00abil bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui\u00bb (2,40). L\u2019evangelista seguir\u00e0 questa infanzia, in attesa del<em>&nbsp;bar-mitzvah<\/em>, in pratica la \u00abcresima\u00bb giudaica, segno della maggior et\u00e0 (12 anni allora, 13 oggi), un atto segnato da un colpo di scena inatteso, che lasciamo scoprire ai nostri lettori nei versetti 41-52 del c. 2 del Vangelo di Luca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Eccoli:<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><em>41 <\/em>I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. <br><em>42 <\/em>Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. <br><em>43 <\/em>Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Ges\u00f9 rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.<br><em> 44<\/em> Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; <br><em> 45<\/em> non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. <br><em>46<\/em> Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. <br><em>47<\/em> E tutti quelli che l\u2019udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. <br><em>48<\/em> Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: \u00abFiglio, perch\u00e9 ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo\u00bb. <br><em>49<\/em> Ed egli rispose loro: \u00abPerch\u00e9 mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?\u00bb. <br><em>50<\/em> Ma essi non compresero ci\u00f2 che aveva detto loro.<br><em>51<\/em> Scese dunque con loro e venne a N\u00e0zaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. <br><em>52<\/em> E Ges\u00f9 cresceva in sapienza, et\u00e0 e grazia davanti a Dio e agli uomini.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption>Vangelo di Luca, cap. II 41-52<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NATIVITA&#8217; <\/p>\n<p>Nei giorni successivi alla nascita, il Figlio di Maria fu protagonista dei riti prescritti dalla tradizione ebraica: l\u2019imposizione del nome, la circoncisione e l\u2019offerta di animali nel Tempio di Gerusalemme. <\/p>\n<p>Nel testo greco dell\u2019evangelista Luca sono in tutto 14 parole, compresi gli articoli e gli avverbi: \u00abQuando furono compiuti gli otto giorni per [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[32],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v14.4.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow\" \/>\n<meta name=\"googlebot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta name=\"bingbot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767474\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"E venne un bimbo ebreo. 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