{"id":5767602,"date":"2022-01-18T11:53:19","date_gmt":"2022-01-18T10:53:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767602"},"modified":"2022-01-18T18:40:57","modified_gmt":"2022-01-18T17:40:57","slug":"leggendo-al-focolare-rocco-scotellaro-prefazione-di-carlo-levi-e-fatto-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767602","title":{"rendered":"Leggendo al focolare Rocco Scotellaro &#8211;  E&#8217; fatto giorno 1954 &#8211; Prefazione di Carlo Levi"},"content":{"rendered":"\n<p>Si tratta ovviamente dell&#8217;edizione della raccolta di poesie E&#8217; FATTO GIORNO: GIUGNO 1954<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>PREFAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La poesia di Rocco Scotellaro, che oggi soltanto, lui morto, qui appare nella sua commovente e originale bellezza, \u00e8 legata alla sua vita, che essa racconta ed esprime; e non tanto alle vicende e agli avvenimenti, quanto alla qualit\u00e0, alla condizione, allo sviluppo singolare ed esemplare di quella, che nei versi ha trovato, con la rara misura del genio, la sua forma pi\u00f9 diretta. Poich\u00e9 Rocco Scotellaro \u00e8 una di quelle nature per cui l\u2019espressione poetica (il linguaggio del verso, del ritmo, ecc.) \u00e8 la prima forma d\u2019espressione, la pi\u00f9 vicina al sentimento e al moto profondo della vita, la pi\u00f9 immediata. Verr\u00e0 poi, costruita su quei ritmi e modi naturali dell\u2019animo, su quel denso e gi\u00e0 chiaro primo mondo poetico, la prosa, pi\u00f9 complessa e adulta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa forma immediata, intrisa di verit\u00e0 e del senso dell\u2019esistenza, e cos\u00ec identica alla persona, non nasce come tale dapprincipio. \u00c8 essa stessa una conquista, una scoperta, ogni giorno, ogni volta, preziosa e difficile. Rocco Scotellaro deve farsi da s\u00e9, deve inventare s\u00e9 stesso, e la forma del proprio mondo poetico; non ha radici colte, se non quelle dell\u2019antichissima e ineffabile cultura contadina. Perci\u00f2, finch\u00e9 egli \u00e8 ancora adolescente, nelle poesie precedenti, all\u2019incirca, al 1946, finch\u00e9 i suoi sentimenti sono ancora vaghi, generici, simbolici (il bivio, la strada, l\u2019amore sognato, ecc.) non pu\u00f2 ancora esistere una forma se non presa a prestito, se non letteraria. E tuttavia, sotto le derivazioni evidenti, gi\u00e0 si sente la potenza di una personalit\u00e0 per la quale quei modi letterari non sono che abiti provvisori.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni \u201946-\u201947 segnano la sua maturazione, in senso umano e in senso poetico. Rocco \u00e8 ancora un ragazzo, ma \u00e8 finita in lui, e nel mondo della sua vita, l\u2019indeterminata adolescenza. \u00c8 finita la guerra, il Mezzogiorno pare si sia destato da un lunghissimo sonno, \u00e8 cominciato il moto contadino, che \u00e8 l\u2019affermazione dell\u2019esistenza di un popolo intero. In questo popolo risvegliato per la prima volta, per la prima volta vivente e protagonista della propria storia (con quali difficolt\u00e0 e delusioni, e scoraggiamenti e dolori) Rocco vive la propria giovane vita; ed \u00e8 il fiore di quella terra solitaria, perch\u00e9 il suo sviluppo di uomo \u00e8 tutt\u2019uno con il nuovo germogliare di quel popolo contadino. Con la naturale, spontanea scelta da cui nascono i capi e gli eroi popolari, egli \u00e8 riconosciuto dai suoi: il piccolo ragazzo dai capelli rossi, dal viso imberbe di bambino, \u00e8 il primo sindaco di Tricarico, per volont\u00e0 dei contadini. L\u2019attivit\u00e0 politica e amministrativa non \u00e8 allora per lui un\u2019esperienza esterna e pratica, ma un\u2019esperienza, nel pieno senso della parola, poetica.<\/p>\n\n\n\n<p>(Risale a quel tempo, al maggio del \u201946, il nostro primo incontro, e la nostra amicizia, che a me fu, pi\u00f9 di ogni altra, preziosa; e che forse contribu\u00ec, in qualche modo, alla sua presa di coscienza del mondo contadino di cui faceva parte, e al suo guardarlo per la prima volta con distacco e amore, al suo fame poesia, attraverso un linguaggio libero, personale, non letterario.)<\/p>\n\n\n\n<p>Questa sua maturazione e liberazione nell\u2019 azione (un ospedale, una strada, una occupazione di terre, una discussione sindacale, sono, in un mondo nuovo, profonde verit\u00e0 poetiche) creano il grande periodo della poesia di Rocco del \u201947-\u201948, con le poesie contadine, le poesie di ispirazione politica e sociale, tutte bellissime; alcune di esse sono, a mio avviso, grandi poesie, eccezionali nella nostra letteratura [\u00ab Sempre nuova \u00e8 l\u2019alba\u00bb, questa Marsigliese del movimento contadino, \u00ab Pozzanghera nera\u00bb, \u00ab Il massaro \u00bb ecc.). Con queste poesie egli si afferma non soltanto come poeta, ma come l\u2019esponente vero della nuova cultura contadina meridionale, la cui espressione e il cui valore primo non pu\u00f2 essere che poetico. (Allo stesso modo con cui, ma su un piano razionale, storico e critico, un altro giovane, Piero Gobetti, lo era stato, nel primo dopoguerra, per il mondo operaio e intellettuale del Nord.)<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, dopo questo primo sbocciare di espressione compiuta, comincia per Rocco un\u2019esperienza piu larga, e spesso angosciosa e difficile e dolorosa. \u00c8 la vita, con i suoi complessi, i suoi problemi, le sue contraddizioni. \u00c8 la lotta quotidiana nel piccolo paese, la caduta dei primi entusiasmi contadini, dopo la dura svolta del 1948; le donne, tutte, in un certo senso, straniere; il contatto con la citt\u00e0, difficilissimo; con un mondo gi\u00e0 tutto fatto, incomprensibile, chiuso nella sua estranea molteplicit\u00e0. Sono prove dure, culminate con un periodo di prigione, per ragioni politiche, nel 1950; e poi con le sue dimissioni da sindaco; e con la sua andata a Napoli, liberazione insieme ed esilio. \u00c8 un periodo di lotta e di conoscenza, di assimilazione e di ritegno, di aperture e di rifiuti. \u00c8 l\u2019uscita da un nido tanto pi\u00f9 materno quanto piu povero e desolato, il contatto con l\u2019altro mondo. Questi anni di varie esperienze ci danno poesie, alcune bellissime, altre pi\u00f9 direttamente legate alle oscillazioni sentimentali di questo processo di maturazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Rocco, in questo processo, si apre sempre pi\u00f9 a grandi interessi umani, impara sempre pi\u00f9 a contemplare il mondo partecipando continuamente (con quale fatica tuttavia, e dolente entusiasmo) alla vita; e sente in s\u00e9 la capacit\u00e0 e la necessit\u00e0 di una grande e lunga strada, di una alta traiettoria che lo riporter\u00e0 al mondo contadino da cui \u00e8 partito, con coscienza ormai piena. Sono gli anni 1952 e 1953: \u00e8, credo, il secondo grande periodo della sua poesia; dove il senso universale della vita riempie i suoi versi, arricchiti di amorosa intelligenza; dove pure, in quella pienezza, \u00e8 il presentimento della morte, e la grandezza di un destino breve; fino alle ultime poesie, quelle dell\u2019ultimo giorno [\u00ab O mio cuore antico, \/ topo solenne che non esci fuori \u00bb \u2026 \u2026 \u00ab Mamma, tu sola sei vera \u00bb].<\/p>\n\n\n\n<p>Cosi, con questa altezza poetica raggiunta ed espressa, finisce la sua poesia e la sua vita, cosi breve per troppa intensit\u00e0 umana. Il cammino percorso da Rocco Scotellaro in cosi pochi anni, da un muto mondo nascente a una piena espressione universale, era quello di secoli e secoli di cultura: troppo rapido per il suo piccolo, fragile cuore contadino.<\/p>\n\n\n\n<p>CARLO LEVI<\/p>\n\n\n\n<p>Roma, aprile 1954<\/p>\n\n\n\n<p>Alla Prefazione fa seguito la seguente nota:<\/p>\n\n\n\n<p><em>La presente raccolta delle poesie di Rocco Scotellaro rispetta sostanzialmente quella che egli stesso aveva fatto nel 1952, a cui sono state aggiunte le poesie posteriori. Nelle sue carte abbiamo trovato un gran numero di altre poesie, di frammenti, di varianti: ci proponiamo di pubblicare al pi\u00f9 presto la raccolta completa della sua opera poetica.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si tratta ovviamente dell&#8217;edizione della raccolta di poesie E&#8217; FATTO GIORNO: GIUGNO 1954<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\">PREFAZIONE<\/p>\n<p>La poesia di Rocco Scotellaro, che oggi soltanto, lui morto, qui appare nella sua commovente e originale bellezza, \u00e8 legata alla sua vita, che essa racconta ed esprime; e non tanto alle vicende e agli avvenimenti, quanto alla qualit\u00e0, alla [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[911],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v14.4.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow\" \/>\n<meta name=\"googlebot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta name=\"bingbot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767602\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Leggendo al focolare Rocco Scotellaro - E&#039; 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