{"id":5767729,"date":"2022-02-07T09:50:02","date_gmt":"2022-02-07T08:50:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767729"},"modified":"2022-02-07T11:35:59","modified_gmt":"2022-02-07T10:35:59","slug":"buon-giorno-con-una-bella-tazzulella-di-caffe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767729","title":{"rendered":"BUON GIORNO, con una bella tazzulella di caff\u00e8"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/caff\u00e8.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5767730\" width=\"284\" height=\"189\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>NON E&#8217; SCRITTO DI MIO PUGNO QUESTO BUONGIORNO, MA NON SO RICORDARE CHI SIA L&#8217;AUTORE. MI SCUSERA&#8217; E CONVERRA&#8217; CON ME CHE NE E&#8217; VALSA LA PENA<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNero come il diavolo. Caldo come l&#8217;inferno. Puro come un angelo. Dolce come l&#8217;amore\u00bb. Cos\u00ec voleva il suo caff\u00e8 <strong>Talleyrand<\/strong>, che lo faceva servire in brocche d&#8217;oro. A chi lo metteva in guardia contro quella droga, affermatasi nel Seicento, replicava: fa digerire, non intorbida la mente, riattiva la circolazione e fa dormire bene.<br>Del resto <strong>Napoleone<\/strong> non riusciva a fare a meno di quel \u00abliquore intellettuale\u00bb, anche se gli bruciava lo stomaco: \u00abIl caff\u00e8 forte mi resuscita. Mi procura un calore, una strana consunzione, un dolore piacevole. Preferisco soffrire che non sentire\u00bb.<br>Ben prima di loro <strong>l&#8217;Encyclop\u00e9die<\/strong>, il monumento ideologico dell&#8217;Illuminismo, rilevava le doti di quel liquido scuro in grado di \u00abrallegrare la mente, renderla pi\u00f9 pronta al lavoro, svagarla e dissiparne i dispiaceri\u00bb. <strong>Voltaire<\/strong> ne consumava quantit\u00e0 esagerate, imitato da <strong>Rousseau<\/strong> che lo correggeva con poco latte, e da Diderot che andava ogni mattina a prenderne una tazza al Caf\u00e9 de la R\u00e9gence. Non a caso <strong>Pietro Verri<\/strong> aveva intitolato \u00abIl Caff\u00e8\u00bb il giornale da lui fondato, destinato a scuotere dal torpore le coscienze dei lombardi, come l&#8217;omonima bevanda che \u00abravviva le attivit\u00e0 intellettuali con la sua virt\u00f9 risvegliativa degli spiriti animati\u00bb. Durante la Rivoluzione francese i caff\u00e8 erano diventati una sorta di club, uno statuto che avrebbero da allora sempre conservato. Quell&#8217;eccitante animava le discussioni e stimolava la creativit\u00e0. Nel Caff\u00e8 Greco i futuristi italiani si erano confrontati, nel 1919, con <strong>Picasso<\/strong> e <strong>Cocteau<\/strong>. Al Gambrinus,<strong> D&#8217;Annunzio<\/strong>, preso dalla sua eloquenza, dimenticava regolarmente di pagare il conto. Al Caff\u00e8 San Marco si incrociavano <strong>Svevo e Joyce<\/strong>. Alla Pasticceria Mazzara, <strong>Tomasi di Lampedusa <\/strong>leggeva e scriveva. Un giorno un avventore gli chiese se era mai esistito un pittore chiamato Toulouse-Lautrec. \u00abNon so, devo verificare\u00bb rispose Lampedusa. L&#8217;indomani annunci\u00f2 all&#8217;uomo: \u00abNo, non \u00e8 mai esistito\u00bb.<br>Solo il caff\u00e8 aveva tenuto sveglio <strong>Balzac<\/strong> nel suo ininterrotto lavoro. Lo scrittore usava una miscela di tre diverse qualit\u00e0, comprate in altrettanti negozi. Teneva sempre pronta sulla scrivania la celebre caffettiera di porcellana con l&#8217;abusivo stemma dei Balzac d&#8217;Entrague e il &#8220;fatale motto&#8221;: giorno e notte. Si dice che, per scrivere la Commedia umana, avesse bevuto circa cinquantamila tazze. Nel suo Trattato sugli eccitanti moderni, lo esalta: \u00abIl caff\u00e8 mette in moto il sangue, ne fa sgorgare gli spiriti motori, caccia il sonno e consente di utilizzare un po&#8217; pi\u00f9 a lungo le facolt\u00e0 cerebrali\u00bb. <strong>Stendhal<\/strong>, accusato dai suoi nemici di prendere il caff\u00e8 \u00abper avere del genio\u00bb, doveva in realt\u00e0 berne di rado, pena dolorosi attacchi di nevralgia e bruciori vari. Del resto anche Goethe, che lo apprezzava molto, era stato costretto a misurarselo.<br>Non si poteva dire lo stesso di <strong>Proust<\/strong>, che viveva di caff\u00e8 bollente. Poteva provenire solo da un certo negozio, da cui uscivano anche il filtro e il vassoietto. \u00abEra \u2013 ricorda la sua cameriera \u2013 un vero e proprio rito. Si riempiva il filtro di caff\u00e8 macinato molto fine, e per ottenere l&#8217;estratto che voleva Monsieur Proust bisognava che l&#8217;acqua passasse lentamente, mentre il filtro, lo si teneva a bagnomaria. C&#8217;era infine il latte. Veniva portato ogni mattina da una latteria del quartiere: e, come il caff\u00e8, doveva esser fresco\u00bb. Una sera per combattere l&#8217;asma Proust si era bevuto 17 tazzine, un numero calcolato per avere il giusto dosaggio di caffeina.<br>A Istanbul, <strong>Loti<\/strong> si era innamorato dei caff\u00e8 di Galata. Nugoli di camerieri s&#8217;affollavano nel fumo odoroso dei narghil\u00e9, portando minuscole tazzine di caff\u00e8 ai clienti affondati nei comodi divani di velluto rosso.<br>Molti scrittori lo preferivano corretto. Quando Peggy Guggenheim scopr\u00ec il tradimento di Beckett, lui si scus\u00f2: il sesso senza amore era come il caff\u00e8 senza brandy. Per non parlare del &#8220;caff\u00e8 dublinese&#8221; amato da Joyce, eccellente, secondo <strong>Gertrude Stein<\/strong>, per conversare dopo cena: versare un decilitro di whisky irlandese nel caff\u00e8 nero e aggiungere cinquanta grammi di panna. La stessa che <strong>Marinetti<\/strong> mescolava, nel caff\u00e8, al cioccolato e al peperoncino in polvere. Apollinaire aveva appena i due soldi necessari per un petit noir. Ma <strong>Modigliani<\/strong>, anche pi\u00f9 povero, lo abbinava all&#8217;hascisc, per esaltarlo. Pi\u00f9 sobri, <strong>Sartre e Beauvoir<\/strong> scrivevano interi pomeriggi davanti a una tazzina di caff\u00e8 nei celebri locali di Saint-Germain. Per<strong> i Woolf <\/strong>il caff\u00e8 era un rito. Ogni mattina Leonard lo preparava di persona e lo portava a Virginia alle otto.<br>Anche la giornata di <strong>Nick Hornby<\/strong> inizia con il rito del caff\u00e8, della sigaretta e di internet. Per <strong>Tarantino<\/strong> \u00e8 strettamente legato al lavoro: andarsi a prendere una tazza di caff\u00e8 \u00e8 un ottimo modo per fare un&#8217;interruzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON E&#8217; SCRITTO DI MIO PUGNO QUESTO BUONGIORNO, MA NON SO RICORDARE CHI SIA L&#8217;AUTORE. MI SCUSERA&#8217; E CONVERRA&#8217; CON ME CHE NE E&#8217; VALSA LA PENA<\/p>\n<p>\u00abNero come il diavolo. Caldo come l&#8217;inferno. Puro come un angelo. Dolce come l&#8217;amore\u00bb. Cos\u00ec voleva il suo caff\u00e8 Talleyrand, che lo faceva servire in brocche d&#8217;oro. 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