{"id":5767753,"date":"2022-03-01T11:03:31","date_gmt":"2022-03-01T10:03:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767753"},"modified":"2022-03-01T11:03:31","modified_gmt":"2022-03-01T10:03:31","slug":"rocco-scotellaro-contadini-del-sud-prefazione-di-manlio-rosso-doria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767753","title":{"rendered":"Rocco Scotellaro &#8211; CONTADINI DEL SUD &#8211; Prefazione di Manlio Rosso-Doria"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">ROCCO SCOTELLARO<br><strong>CONTADINI DEL SUD<\/strong><br>PREFAZIONE DI MANLIO ROSSI-DORIA<\/h6>\n\n\n\n<p>1. \u2013 Rocco Scotellaro ha dedicato gli ultimi mesi della sua vita al lavoro, del quale in questo volume si pubblica la parte ultimata al momento dell\u2019improvvisa sua morte.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Leggendo le lettere, gli appunti, le infinite notazioni di questo periodo si vede come il lavoro lo avesse profondamente afferrato ed impegnato.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il fatto \u00e8 che con esso egli aveva, per cos\u00ec dire, trovato una strada che cercava fin dal giorno in cui, chiusa l\u2019attivit\u00e0 di giovane sindaco socialista del suo paese, era partito di l\u00e0 per bisogno di respirare e di formare pi\u00f9 liberamente se stesso.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La sua strada vera, quella di poeta e di scrittore, non aveva bisogno di cercarla, perch\u00e9 non l\u2019aveva mai lasciata da quando era ragazzo: egli la batteva in silenzio senza interruzione, anche quando, come per ogni altro scrittore, ai periodi di vena ricca e sicura seguivano altri pi\u00f9 difficili. Non ha mai dubitato di questo suo mestiere, che amava e rispettava in s\u00e9 e negli altri nel pi\u00f9 alto grado. Ma la natura stessa del suo mondo poetico e dell\u2019esperienza umana da cui nasceva era tale che quel mestiere da solo non gli bastava.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ora che si pubblicheranno le pagine bellissime del romanzo autobiografico incompiuto e la raccolta delle sue poesie si vedr\u00e0 come rispetto ai contadini dei suoi paesi, che sono al centro della sua poesia e della sua esperienza umana, egli si sentisse impegnato da un indissolubile rapporto attivo di fedelt\u00e0 e di solidariet\u00e0.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Era stato questo impegno a portarlo giovanissimo alla lotta politica nella sua regione e nel suo paese, a fargli accettare e reggere con coraggio e sacrificio il posto di sindaco, a spingerlo a dedicarsi in seguito con ostinazione alla creazione e al primo difficile avvio dell\u2019Ospedale di Tricarico.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Forse per meglio servire quell\u2019 impegno prefer\u00ec, quando usc\u00ec dal paese, la via che pi\u00f9 sembrava lontana dalla sua attivit\u00e0 di scrittore e di poeta, accettando di rinchiudersi a Portici in una vita mezza di studente e mezza di impiegato nell\u2019Osservatorio di economia agraria. Qui, infatti, egli sperava di acquistare una formazione e una disciplina che gli avrebbero consentito un giorno di ritornare a lavorare per i suoi contadini con maggiore efficacia e utilit\u00e0. Il lavoro al quale dedic\u00f2 molta parte del suo tempo \u2013 l\u2019allestimento di alcune delle pi\u00f9 importanti relazioni per un piano regionale per la Basilicata \u2013 gli accrebbe quella speranza.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\u00ab Molto mi ha giovato \u2013 scriveva un mese prima di morire a Ruggero Grieco, chiedendogli suggerimenti e indicazioni per il suo nuovo lavoro -l\u2019esperienza del Piano, perch\u00e9 ho potuto vedere unitariamente i problemi della mia regione e perch\u00e9 personalmente (ero stato sindaco fino al 1950) ho potuto curare la redazione di alcuni settori particolari, quali \u2018i problemi igienico-sanitari\u2019 e \u2018 l\u2019analfabetismo e la scuola in Basilicata\u2019. In genere tutto il lavoro mi ha costretto a una disciplina, che stimo bene avere\u00bb.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Impiegati cos\u00ec quasi due anni, alla fine del 1952 era alla ricerca di nuovi sviluppi per questa sua attivit\u00e0. Insieme speravamo di trovarli nella costituzione a Portici di un centro di sociologia rurale e nell\u2019avvio di alcuni studi di comunit\u00e0 rurali, che permettessero di illuminare non soltanto pi\u00f9 concretamente la realt\u00e0 economico-agraria delle regioni meridionali, ma l\u2019umanit\u00e0 stessa e la coltura dei contadini.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La costituzione del Centro, continuamente promessa e rinviata, non s\u2019era ancora avuta a mezzo il \u201953. A questo punto giunse, improvvisa e gradita, la proposta di Vito Laterza per un libro sulla coltura dei contadini meridionali, ed egli all\u2019 improvviso sent\u00ec d\u2019aver trovato la sua strada.<\/p>\n\n\n\n<p>2. \u2013 Dal suo taccuino \u00e8 possibile ricostruire le date di sviluppo del nuovo lavoro.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Di ritorno da un rapido viaggio per i paesi di Basilicata e di Puglia (Tricarico, S. Chirico, Accettura, Stigliano, Pisticci, Taranto, Lecce) con il fotografo Maraini, si ferma i l 13 maggio a Bari dove l\u2019editore l\u2019attende per proporgli il libro.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00ab Sono stato ospite \u2013 scrive a me dieci giorni dopo \u2013 di Vito Laterza, le cui sognanti ambizioni sono pari alla estrema gentilezza con me. Mi sono difeso dall\u2019accettare con facilit\u00e0 le proposte e i contratti per un lavoro che potrebbe riuscire fesso e liscio, come si dice, e superficiale e che per\u00f2 appunto avrei potuto svolgere speditamente. Gli ho fatto promessa d\u2019uno schema di libro, che sarebbe invece grinzoso e profondo. Ma sono poco sicuro di farcela. Tanto pi\u00f9 vedendo Picasso a Roma, che mi ha esaltato e anche depresso.\u00bb<br>\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0La ruota ha cominciato a girare e un mese passa ad approfondire l\u2019idea, a tentare di dargli corpo, a metter su carta i primi nomi, i primi appunti e un primo schema del lavoro, che consegner\u00e0 all\u2019editore il 24 giugno. Dal 5 al 9 giugno \u00e8 a Tricarico per le elezioni: il disegno del lavoro nasce, quindi, nell\u2019atmosfera calda dei giorni susseguenti al 7 giugno, sotto l\u2019influenza del rinnovato combattivo contatto con contadini del suo paese.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00ab I contadini dell\u2019 Italia meridionale (il Mezzogiorno continentale e le isole) \u2013 \u00e8 detto all\u2019 inizio del breve scritto dal titolo\u00a0<em>Per un libro su i contadini e la loro cultura<\/em>\u00a0\u2013 formano ancora oggi il gruppo sociale pi\u00f9 omogeneo e antico per le condizioni di esistenza, per i rapporti economici e sociali, per la generale concezione del mondo e della vita.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0L\u2019analisi dei fattori componenti la \u2018civilt\u00e0 contadina\u2019 \u00e8 stata fatta dai cultori interessati secondo le varie direzioni \u2013 storiografica, economica, sociologica, etnologica, letteraria, politica \u2026 ma la cultura italiana sconosce la storia autonoma dei contadini, il loro pi\u00f9 intimo comportamento culturale e religioso, colto nel suo formarsi e modificarsi presso il singolo protagonista.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Chi volesse, pertanto, assumere il singolo contadino come protagonista della sua storia, dovrebbe impostare la ricerca secondo la via pi\u00f9 diretta dell\u2019 intervista e del racconto autobiografico. \u00bb<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Torneremo in seguito su questo primo disegno del lavoro. Qui basta notare come fin dall\u2019 inizio egli abbia imboccato la strada nuova \u2013 quella delle interviste e dei racconti autobiografici \u2013 con la sicurezza e l\u2019en- tusiasmo che si hanno per le cose lungamente cercate che si riconoscono vere al primo incontro.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0C\u2019 \u00e8 ancora qualche piccola esitazione. Per dare maggior solidit\u00e0 e uniformit\u00e0 alle interviste e alle autobiografie studia ed abbozza un questionario, e, d\u2019altra parte, cerca di impostare la scelta dei contadini da intervistare sulla base razionale delle diverse realt\u00e0 economico-agrarie del Mezzogiorno, dei vari tipi d\u2019insediamento umano, delle diverse categorie sociali ed economiche ed infine del diverso rapporto in cui vengono a trovarsi rispetto ai problemi del giorno: la disoccupazione, la riforma, i lavori della Cassa e cos\u00ec via.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Tuttavia ben presto mette da parte questi accorgimenti esteriori e si immerge nel lavoro seguendo un ordine molto pi\u00f9 concreto e poetico sia nella ricostruzione delle singole vite sia nella scelta dei luoghi e degli uomini.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0A Tricarico, il suo paese, dove conosce tutti, il lavoro \u00e8 cominciato dai giorni delle elezioni e anche prima, riattaccandosi a quel che ha sempre fatto di far parlare la gente, di riconoscerla e rispettarla nella inconfondibile personalit\u00e0 di ciascuno. L\u2019impegno del libro, tuttavia, non \u00e8 per la Basilicata soltanto, ma per l\u2019 intero Mezzogiorno, e, sebbene subito egli ponga dei limiti al tema troppo vasto, il programma che vien formulando nella sua mente abbraccia ben presto quasi tutto il Mezzogiorno continentale.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00abTi mando l\u2019elenco delle zone agrarie da me localizzate \u2013 scrive il 4 luglio all\u2019editore \u2013 perch\u00e9 tu ti accorga quanta fatica da commesso viaggiatore mi toccher\u00e0 sopportare per un rapido giro nel Mezzogiorno. Infatti dobbiamo metterei d\u2019accordo: se parliamo dei contadini meridionali non si possono escludere i siciliani e i sardi. E, a volerli tralasciare, non rimane meno intricato il solo Mezzogiorno continentale, che occorrer\u00e0 toccare dagli Abruzzi alla punta calabrese. (Con molta sincerit\u00e0 ti dico che alcune zone devo ancora conoscerle da semplice turista.) \u00bb<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Nella stessa lettera proponeva di limitare l\u2019indagine in un primo tempo a tre regioni soltanto \u2013 la Campania, la Calabria e la Lucania \u2013 ma Laterza, accettando, le riportava a quattro, includendo anche la Puglia.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Questo troppo vasto programma lo port\u00f2 certo a disperdersi e a ritardarne lo sviluppo, tuttavia si deve ad esso se la ricerca assunse fin dal principio un tono pi\u00f9 alto e un respiro pi\u00f9 largo.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Invece di concentrarsi a scrivere le vite dei contadini del suo paese e di quelli intorno, gi\u00e0 individuati e impegnati, una parte notevole di questi mesi \u00e8 spesa a preparare un lavoro che, a volerlo sviluppare, gli avrebbe richiesto degli anni.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0In Campania si ferma a Nola, dove abbozza una prima biografia, e nella Valle del Sele, alla quale appartiene il giovane bufalaro, la cui storia \u00e8 in questo volume. Dagli appunti si vede, tuttavia, come egli avesse gi\u00e0 individuato un guardiano di bovini del Matese, un canapicoltore di Caivano, un commerciante di bestiame di Cicciano, ortolani e frutticoltori del Colle vesuviano, un contadino monarchico della provincia di Avellino ed altre figure ancora.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0In Calabria \u2013 di ritorno dalla Sicilia dopo l\u2019assegnazione alle sue poesie del Premio Borgese \u2013 si ferma a Reggio Calabria e gira all\u2019 intorno.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00ab Ho lavorato per orientarmi, avere indirizzi, indicazioni, notizie fino all\u2019una \u2013 scrive alla Mimma il 16 novernbre -. Credo che Reggio Calabria abbia tutte le realt\u00e0 che mi interessano della Calabria. Stasera concludo queste conoscenze e domani vado in provincia, nel paese delle raccoglitrici di gelsomino a Brancaleone \u2026 \u00bb<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Della Calabria, infatti, negli appunti si intravvedono gi\u00e0 le figure che avrebbe voluto intervistare, donne per lo pi\u00f9 raccoglitrici di olive a Polistena, di gelsomino a Brancaleone, di bergamotto a Melito, portatrici di sale di Bagnara \u2013 e poi contadini piccoli affittuari delle colline alluvionate sopra Reggio, poveri sfollati di Africo, greci di Rogudi, piccoli assegnatari di Caulonia.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Del viaggio in Puglia, nel Salento, che egli fece dal 30 luglio al 4 agosto, toccando Lecce, Tricase, Alessano, Pat\u00f9, Leuca e Taranto, per conchiudersi, attraverso Bernalda, a Matera, non siamo riusciti a trovare gli appunti, ma \u00e8 certo che dovevano essere numerosi perch\u00e9 ne parlava spesso con gli amici, aveva il proposito di ritornare e in questo senso si andava preparando negli ultimi giorni raccogliendo nuove lettere di presentazione e nuove indicazioni.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Malgrado queste diversioni nelle altre regioni \u2013 per le quali, con l\u2019eccezione del giovane bufalaro, non port\u00f2 a conclusione nessuno scritto \u2013 la maggior parte del tempo fu dedicato alla Lucania. Le quattro vite ultimate e pubblicate in questo volume riguardano contadini di Tricarico e della sua frazione di Calle, tuttavia egli aveva preparato molto altro lavoro e negli appunti si intravvedono numerose le figure che avrebbero potuto essere intervistate. Cito alla rinfusa: un contadino di Ferrandina divenuto famoso per le fortunate vicende di disertore della prima guerra mondiale; un disoccupato di Pisticci; un edile di Stigliano; un piccolo proprietario di Rotondella; un assegnatario di S. Basilio; un contadino emigrato costituitosi medio proprietario con i propri risparmi e, all\u2019 inverso, un altro contadino emigrato e rientrato per riprendere l\u2019antica fatica senza successo. E l\u2019elenco potrebbe continuare, tanti sono i nomi e i paesi indicati.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Particolare importanza venivano acquistando negli ultimi tempi nella sua mente le figure dei comuni nei quali pi\u00f9 intensa \u00e8 stata in questo dopoguerra la lotta sociale e politica: Gravina, Montescaglioso, Ferrandina e principalmente Irsina.<br><br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ad Irsina Rocco ha speso gli ultimi suoi giorni e il primo segno del male l\u2019 ha colto l\u00e0, nel mezzo del suo lavoro.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00ab Stamattina alle ore 4 sono tornato da Irsina, dove c\u2019era la festa \u2013 scriveva alla Mimma il 18 settembre in occasione della sua prima visita col\u00e0 -. Vi ho trovato, oltre l\u2019amicizia dei contadini e dei duri dirigenti\u2026 un contadino che far\u00e0 la sua autobiografia secondo uno schema da me suggerito che avr\u00e0 per cornice la lotta politica. \u00bb<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Fra gli appunti, larghi e interessanti sono quelli che riguardano Irsina e non solo i suoi contadini, ma le recenti vicende della delinquenza studiate sui documenti ufficiali, le lotte politiche ricostruite pezzo a pezzo con difficolt\u00e0, la storia antica e le ragioni lontane degli attuali rapporti e degli attuali problemi.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0In tutto questo lento lavoro di preparazione e di ricerca egli \u00e8 principalmente preoccupato di raggiungere il pi\u00f9 gran numero di tipi e di entrare in contatto con coloro che pi\u00f9 chiaramente siano in grado di rappresentare le diverse reazioni dei contadini di fronte ai problemi di oggi. \u00c8 questa la ragione per la quale molto si d\u00e0 da fare per essere messo in rapporto con i contadini che risultino particolarmente attivi dal punto di vista sociale e politico. Se ha, perci\u00f2, cercato l\u2019aiuto degli organizzatori sindacali e dei politici delle sinistre, con uguale insistenza, e spesso per vie indirette e con vari stratagemmi, ha cercato di aver le segnalazioni di quei contadini lavoratori che s\u2019erano dimostrati pi\u00f9 attivi come democristiani o come monarchici.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0L\u2019entusiasmo e la coscienziosit\u00e0 con i quali egli la- vorava appaiono particolarmente evidenti nella lettera che fin dall\u2019 Il luglio scriveva a Rocco Mazzarone per annunciargIi il nuovo lavoro e per chiedergli collaborazione e in quella che il 27 ottobre indirizzava a Ruggero Grieco.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0A Mazzarone scriveva:<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00ab Questa \u00e8 riservata per te nel senso che \u00e8 meglio non parlarne in giro. \u00c8 una di quelle cose buone che, a parlarne, poi non si realizzano del tutto. Far\u00f2 dunque un libro con Laterza sui contadini e tutto \u00e8 pronto per l\u2019avvio dei lavori dopo l\u2019approvazione \u2013 gi\u00e0 avvenuta \u2013 del mio progetto di studio. Tutti mi aiuteranno, tu compreso, nella segnalazione dei tipi, dei protagonisti del mondo contadino, scelti, secondo le zone, con il criterio di rappresentare il grado medio di cultura di ambiente attraverso la singola persona. Ma non \u00e8 tutto. Da te devo poter avere i nomi di contadini cattolici, intelligenti per una moderna osservanza dei canoni della Chiesa e per la corrispondente volont\u00e0 d\u2019azione nel campo sociale oltre che per un progressismo che si pu\u00f2 riscontrare nella pi\u00f9 razionale conduzione dei propri terreni, ecc. Il nome, ancora, di qualche contadino trasferito alla Martella e di altri rimasti nei Sassi. Ma tu giri la provincia e conosci, nell\u2019ambiente non comunista, i vari tipi: dai pazzi ai \u2018 pater familias \u0384 ai causidici, ai buoni cittadini, che possono essere di qualsiasi partito. Se mi dai il nome di un malato, il cui comportamento \u00e8 singolare, anche bene.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Vorrai, dunque, schedare per me questi nomi, aggiungendo le note caratteristiche, per intenderei, e la localit\u00e0 di residenza.\u00bb<br><br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0E a Grieco:<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00abL\u2019editore, il Laterza, intenderebbe farmi eseguire l\u2019indagine per tutta l\u2019Italia meridionale, ma io penso che sia opportuno cominciare da qualche regione anche per la difficolt\u00e0 di trovare il protagonista del racconto e dell\u2019 intervista (\u2018 si tratta di andare a caccia di persone \u2018 \u2013 aveva gi\u00e0 scritto una volta). Intanto penso di chiedere agli amici e ai compagni dei nomi di contadini nelle varie regioni (per ora della Puglia, della Calabria, della Lucania). Ricordo un tuo intervento nella discussione della legge per la Riforma: parlasti di un contadino leccese, gi\u00e0 disoccupato, condannato pi\u00f9 volte e nullatenente, che nelle occupazioni di terre si svegli\u00f2 alla lotta e al lavoro. Attraverso quel personaggio, gli altri che io so e altri ancora, pu\u00f2 essere ricostruita la storia delle lotte, delle speranze e delle aspirazioni dei contadini, visti \u2013 oso credere \u2013 al centro e sulla strada dei loro problemi.\u00bb \u201d<br><br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Da queste ultime parole si vede come lo schema del libro s\u2019era venuto gradualmente cambiando nella sua mente a mano a mano che il lavoro avanzava.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Nel breve scritto programmatico del giugno il libro aveva ancora nella sua mente la forma di una fredda inchiesta:<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00abDate queste premesse \u2013 scriveva \u2013 si pu\u00f2 delineare la composizione del libro nel modo seguente:<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2013 Una introduzione che comprenda: la presenta- zione del problema \u2018I contadini meridionali nella cul- tura italiana\u2019 alla luce della letteratura meridionalistica; l\u2019illustrazione dei criteri metodologici, interpretativi e degli strumenti di ricerca adottati; il profilo sociologico delle figure e dei tipi prescelti nell\u2019ambito delle principali e pi\u00f9 caratteristiche zone del Mezzogiorno;<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2013 Interviste sui problemi, esposti con un numero, per ora imprecisabile, di contadini scelti a seconda del loro vario grado di cultura nelle diverse zone;<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2013 Racconti autobiografici di uomini e di donne, che esprimano, seguendo i gradi della stratificazione culturale, la pi\u00f9 avanzata coscienza dei problemi moderni. \u00bb<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0A distanza di mesi il libro ha preso, invece, nella sua mente l\u2019ordine poetico delle cose vive e va ordinandosi in una serie di saggi nei quali variamente si intrecciano il racconto autobiografico \u2013 che ha conquistato pi\u00f9 largo posto \u2013 l\u2019intervista e il commento interpretativo e nei quali, come in tanti specchi, si riflettano le varie realt\u00e0 del Mezzogiorno contadino e dei suoi movimenti rinnovatori.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0In questo senso \u00e8 significativo un elenco di capitoli, ritrovato tra i suoi appunti e scritto due giorni prima di morire, che mi sembra, per la larghezza della visione, meglio indicare l\u2019ordine ideale secondo il quale intendeva lavorare.<br><br>I contratti agrari (Beneventano);<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a02) La rivoluzione insubordinata (Montano Altilia nel Cilento);<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a03) Le roccaforti comuniste (Cerignola, Andria, Irsina) ;<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a04) La grande Reggio (Reggio Calabria, Rosario Valaniti, San Gregorio, il Lazzaretto, ecc.);<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a05) Il profumo del Sud (bergamotteti e gelsomini);<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a06) Obelischi e piantine di tabacco (Salento);<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a07) Il mare d\u2019olio (Taurianova, Palmi, ecc.);<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a08) L\u2019oro bianco (zone canapicole);<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a09) Le ceneri del Vesuvio (San Vito e Terzigno);<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a010) Il mini fondo (Avigliano, Ruoti e frazioni).<br><br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00c8 \u2013 come si vede \u2013 un ordine che piacerebbe a un\u00a0\u00a0\u00a0poeta e anche ad un economista agrario.<\/p>\n\n\n\n<p>3. \u2013 I saggi che oggi si pubblicano, per la varia composizione e per la stessa presentazione letteraria, possono apparire a qualcuno felici pagine di uno scrittore, ma non tali da soddisfare le esigenze scientifiche di un\u2019 indagine sociologica. Un esame attento convince al contrario che queste esigenze sono state non solo rigorosamente tenute da conto, ma soddisfatte in misura che non \u00e8 facile riscontrare in altri casi.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Se pu\u00f2 anche sembrare parola un po\u2019 grossa, conviene soffermarsi a considerare il problema del metodo seguito da Rocco, perch\u00e9 possono discenderne considerazioni e conclusioni valide anche per altri.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ho ricordato pi\u00f9 sopra come nell\u2019 impostare il lavoro egli avesse deciso in partenza la questione fondamentale di metodo, cio\u00e8 \u00abdi impostare la ricerca secondo la via pi\u00f9 diretta del!\u2019 intervista e del racconto autobiografico \u00bb, ma nello stesso tempo si fosse anche preoccupato, da un lato, di eseguire nel modo pi\u00f9 razionale la scelta dei luoghi e degli individui cosi da poter attribuire ai resultati valore di rappresentativit\u00e0 e, dall\u2019altro, di condurre le ricerche in modo che in tutti i casi si ottenessero obiettive testimonianze circa \u00abil comportamento dei protagonisti in seno alla societ\u00e0 e di fronte ai suoi problemi \u00bb.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sul primo di questi punti abbiamo gi\u00e0 visto quali furono le conclusioni col progredire del lavoro. Partito dall\u2019 idea che bastasse eseguire una serie di scandagli opportunamente individuati per rappresentare nei suoi tratti fondamentali la coltura dei contadini meridionali, procedendo nel lavoro vide che la variet\u00e0 del mondo contadino era tale che una ricerca estensiva a poco serviva e che era meglio studiare pi\u00f9 intensamente alcuni ambienti rappresentandoli attraverso non una, ma diverse vite e interviste individuali.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sul secondo problema, che \u00e8 poi quello del metodo della ricerca singola, la sua scelta della \u00abvia pi\u00f9 diretta dell\u2019 intervista individuale e del racconto autobiografico \u00bb traeva origine da una diffidenza profonda per i metodi d\u2019inchiesta e statistici nello studio del comportamento umano. Trattandosi di comprendere \u00abla storia autonoma dei contadini\u00bb, la loro \u00abcivilt\u00e0 vivente \u00bb, il \u00abloro pi\u00f9 intimo comportamento culturale e religioso \u00bb, il procedimento esteriore dell\u2019 inchiesta con i suoi freddi questionari e la fredda elaborazione delle risposte a nulla poteva approdare e unico metodo valido poteva risultare quello di cogliere quella ideale realt\u00e0, \u00abnel suo formarsi e modificarsi presso il singolo protagonista\u00bb. Attraverso le particolarit\u00e0 della singola storia individuale, infatti, il comportamento umano si manifesta in modo pieno e concreto e nello stesso tempo assume valore tipico e rappresentativo proprio perch\u00e9 sostanzialmente comuni e omogenei sono gli elementi fondamentali dell\u2019esperienza umana dei contadini in un determinato ambiente.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cosi impostate le ricerche singole acquistano rigoroso carattere sociologico, come si vede dallo schema che illustr\u00f2 nello scritto programmatico gi\u00e0 ricordato e che fu \u2013 come vedremo \u2013 sostanzialmente seguito in tutti i casi.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\u00ab Il profilo autobiografico e l\u2019intervista per la maggior parte delle figure, ritenute indispensabili per ognuna delle zone indicate, dovrebbero partire dai bilanci economici delle famiglie e dai calendari di lavoro per delineare poi il comportamento del protagonista in seno alla societ\u00e0 e di fronte ai suoi problemi, secondo lo schema sommario che segue:<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1) I bilanci familiari, il tenore di vita e le sue manifestazioni: l\u2019abitazione, l\u2019alimentazione, il vestiario, le spese voluttuarie e varie;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;2) Organizzazione e vita delle famiglie e rapporti reciproci tra i componenti (rapporti tra membri attivi e non attivi, agricoli ed extra-agricoli; la divisione del lavoro; occupazione e disoccupazione);<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;3) Caratteristiche psicologiche e culturali. Posi- zioni e atteggiamenti reciproci tra le categorie sociali. Partecipazione del contadino alla vita della comunit\u00e0 e suo atteggiamento rispetto al mondo esterno.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ben si intende che uno schema del genere presuppone uno scambio di idee tra lo studioso e il protagonista sui grandi problemi della vita (il lavoro, l\u2019amore, la religione, il destino umano, ecc.) e pi\u00f9 concretamente sui fatti nuovi che si sono affacciati da un decennio nel mondo contadino: la democrazia; il socialismo contadino; la vita pubblica (l\u2019attivit\u00e0 politica e la partecipazione diretta alle amministrazioni locali, alle cooperative, alle leghe di resistenza e di lotta); la bonifica; i lavori pubblici; le occupazioni di terra; la riforma agraria; la lotta per la modifica e il rispetto dei patti agrari e dei salari; l\u2019alfabetizzazione; i miti tradizionali e la religione cattolica di fronte ai nuovi fermenti religiosi (gruppi di evangelici e altri); i nuovi rapporti col mondo esterno in conseguenza della guerra e della forzatura politico-culturale nazionale.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Da una simile impostazione della ricerca dovrebbero risultare, attraverso il vivo racconto del protagonista, i due essenziali aspetti del mondo contadino all\u2019attualit\u00e0:<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1) Il rapporto citt\u00e0-campagna come fattore di qualificazione della civilt\u00e0 contadina;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;2) La capacit\u00e0 di adattamento e di reazione indivi- duale e collettiva a situazioni nuove o provocate nei centri contadini.\u00bb<br><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Si tratta di uno schema preliminare, che egli certamente non pensava di pubblicare, ed ha, quindi, una certa scolasticit\u00e0, che egli stesso avvertiva (\u00ab c\u2019\u00e8 in fondo \u2013 scriveva a Laterza inviandogli lo scritto il 24 giugno \u2013 da rimuovere in me i dubbi che mi hanno creato gli economisti agrari\u00bb).<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\u00c8 facile rilevare che, trattandosi di accertare il comportamento umano, culturale e religioso, molte delle indagini indicate nella prima parte del passo ora citato non occorrono e vanno solo tenute presenti \u2013 vorrei dire \u2013 per avviare il discorso e per meglio qualificare il protagonista, non per definirne il quadro psicologico e culturale. Se, perci\u00f2, si elimina, o meglio si riduce di peso questo aspetto delle indagini, \u00e8 facile dimostrare come in ciascuna delle \u00abvite\u00bb qui pubblicate tutti gli altri punti indicati nello schema sono effettivamente toccati nel concreto tessuto del racconto autobiografico.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;A questo riguardo \u00e8 interessante osservare come, non contento dello schema programmatico, Rocco abbia anche tentato di compilare per le ricerche un questionario, concepito nello stesso tempo in modo da provocare l\u2019avvio d\u2019uno spontaneo discorso biografico e da rispondere ai quesiti che si era programmaticamente posto. Va tuttavia subito avvertito che si tratta d\u2019un abbozzo buttato gi\u00f9 nei primi giorni del lavoro e poi messo da parte, avendo subito preferito Rocco di porre di volta in volta quelle o altre domande nel vivo del dialogo coi protagonisti, senza costringere o compromettere il dialogo stesso entro questo o altri artifici. Il \u00abquestionario\u00bb in ogni caso \u00e8 interessante perch\u00e9 rappresenta un tentativo \u2013 e nelle \u00ab vite\u00bb si ha la con- ferma della sua validit\u00e0 \u2013 di cogliere preliminarmente i motivi attorno ai quali si definisce e si differenzia il comportamento umano e culturale dei contadini. Il fatto che alcune domande possono apparire eccessivamente ingenue, o futili e ridicole, \u00e8 significativo, perch\u00e9, a ben guardare, c\u2019 \u00e8 in esse la forza dei \u00ab tests \u00bb rivelatori che usano gli psicologi e sono tali da provocare risposte essenziali alla definizione del comportamento umano non ottenibili in alcun altro modo. (Se aveste centomila lire che cosa ne fareste? A che tipo di persona vorreste sposare vostra figlia? Quali scostumatezze commettono i vostri bambini?)<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Quanto ho ricordato finora prova la seriet\u00e0 con la quale la ricerca \u00e8 stata impostata, eppure pi\u00f9 serio ancora \u00e8 stato il modo in cui Rocco ha applicato il metodo, cos\u00ec da ottenere documenti vivi e da permetterne l\u2019interpretazione pi\u00f9 profonda.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;I saggi pubblicati appariranno a molti come scritti di getto sotto l\u2019estro dello scrittore. Chi l\u2019 ha visto in quei mesi lavorare e scorre oggi i voluminosi appunti pu\u00f2 dire, all\u2019 inverso, come essi siano il resultato di un attentissimo e minuzioso lavoro sia di preparazione, che di finale interpretazione e composizione. \u00c8 ben vero che in gran parte i testi non sono che la letterale, scrupolosa registrazione del racconto biografico o la copia appena corretta dell\u2019autobiografia scritta direttamente dal protagonista, ma, a parte il commento introduttivo e interpretativo aggiunto da Rocco, la stessa autobiografia scritta o il racconto dettato sono il frutto di un paziente lavoro. Da un lato sono essi, infatti, il resultato di un\u2019assidua azione di convincimento e di avviamento, diretta insieme ad indirizzare la testimonianza e a mantenerle il carattere della pi\u00f9 libera genuinit\u00e0. Dall\u2019altro essi sono il prodotto finale di un minuzioso e delicato processo di registrazione, interpretazione e correzione di un racconto o di un testo la cui stesura originale era quella non sempre corretta e chiara del linguaggio parlato.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;A riguardo di quest\u2019ultimo problema va qui ricordato come fin dal principio tra Rocco e l\u2019editore sia sorta una difficile questione, che non era ancora interamente risolta al momento della scomparsa di Rocco e che i suoi amici e l\u2019editore hanno dovuto affrontare nel preparare per la stampa i testi non ancora definitivamente da lui riveduti.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Vito Laterza fin dal principio gli aveva detto che, essendo l\u2019iniziativa di un\u2019 inchiesta sui contadini meridionali e la loro coltura, \u00ab una iniziativa di conoscenza, non di letteratura e tanto meno di folclore\u00bb il punto da tener fermo era che le pagine dei contadini lucani o campani o calabresi \u00abdovevano essere presentate in modo da essere leggibili e comprensibili pienamente e autonomamente (cio\u00e8 senza ricorrere se non eccezionalmente a note a pi\u00e8 di pagina) da qualsiasi lettore italiano, sia lucano o umbro o veneto o piemontese .<br>&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;Rocco aveva pienamente accettato e condiviso questa esigenza, ma d\u2019altra parte \u2013 anche rinunciando in parte ai criteri esposti un anno prima nel presentare ai lettori di \u00ab Nuovi Argomenti\u00bb il testo d\u2019una lettera-racconto scrittagli dalla madre (che \u00e8 ripubblicata in questo volume insieme con le sue pagine introduttive)- sapeva di non poter correggere, oltre i ristretti limiti del buon senso, il linguaggio di quei racconti \u00abperch\u00e9 quella lingua \u2013 come aveva allora scritto \u2013 \u00e8 la misura di tutto il paesaggio, degli uomini e delle cose di quella regione\u00bb.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Nel preparare il testo definitivo per la stampa gli amici hanno cercato, quindi, di rispettare quanto pi\u00f9 hanno potuto i testi gi\u00e0 preparati da Rocco, introducendo solo piccole correzioni e una pi\u00f9 abbondante punteggiatura, che meglio consentano di soddisfare l\u2019esigenza sopra indicata. Essi confidano che se qualche difficolt\u00e0 \u00e8 ancora rimasta nei testi i lettori sapranno superarla nello sforzo di comprensione di un mondo finora a loro sconosciuto.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Ritornando al lavoro di Rocco si pu\u00f2 ancora osservare che i saggi pubblicati sono nella loro struttura diversi l\u2019uno dall\u2019altro, ma questa diversit\u00e0 solo in parte va messa in relazione al fatto che, trattandosi d\u2019un lavoro del tutto nuovo e non ancora ultimato, Rocco era ancora alla ricerca della forma pi\u00f9 conveniente per presentare le singole figure e la loro storia. La diversit\u00e0 di struttura d\u2019ogni scritto \u2013 e tutto lascia credere che essa si sarebbe mantenuta anche in seguito \u2013 corrisponde, vorrei dire, a un principio, quello di conferire unit\u00e0 alla presentazione d\u2019ogni \u00abprotagonista \u00bb. Se la figura si articola tutta intorno a pochi motivi centrali d\u2019immediata percezione \u2013 come \u00e8 il caso della vita d\u2019un contadino che si sposa per la terza volta \u2013 non c\u2019 \u00e8 bisogno di introduzione, di commento interpretativo e neppure di seguir qua e l\u00e0 la traccia d\u2019un questionario: il semplice racconto della vita, coi suoi motivi ricorrenti e con le sue vicende, illumina in pieno il quadro umano e ogni aggiunta sarebbe superflua. Negli altri casi, invece, introduzione, riepiloghi, commenti, domande, che servano sia a sottolineare i rapporti tra l\u2019uno e l\u2019altro momento del racconto, sia a metterne in risalto il significato, sia a ricostruir l\u2019ambiente nel quale l\u2019esperienza umana si \u00e8 sviluppata, si fondono come elementi essenziali in un sol tutto con il racconto autobiografico, al quale conferiscono maggiore unit\u00e0 e nettezza di contorni. In qualche caso \u2013 ed \u00e8 quello della storia del \u00abFiglio del Tricolore\u00bb Michele Mulieri \u2013 le pagine introduttive, rievocando l\u2019atmosfera del dopoguerra negli assurdi paesi dell\u2019alto Materano, fondono insieme, facendo loro da cornice, tutte le quattro vite di \u00abtricaricesi\u00bb che, assieme a quella del giovane bufalaro di Campolungo, Rocco aveva ultimato quando la morte l\u2019 ha colto.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il fatto \u00e8 che queste vite, ricostruite o raccolte con rigore di metodo e scrupolosa fedelt\u00e0, diventavano per Rocco, nello scriverle, materia d\u2019ispirazione e il nuovo lavoro tornava per lui ad essere poesia<\/p>\n\n\n\n<p>4. \u2013 Delle cinque \u00abvite\u00bb che si pubblicano una sola \u00e8 interamente costruita da Rocco, quella del giovane bufalaro \u00ab che non sa il mondo \u00bb, solo conosce il poema delle bufale e, nella piana del Sele, \u00ab dove tutto ancora bolle \u00bb, spera solo di evadere per \u00abandare a zappare, a fare i fossi, ma non pi\u00f9 stare appresso agli animali \u00bb.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Le altre quattro sono o dettate o scritte interamente dagli stessi protagonisti. \u00c8 interamente dettata quella del contadino che si sposa per la terza volta, che si chiude appunto con la frase: \u00abAdesso basta questa storia perch\u00e9 sono due giorni che mi tieni sotto e mi sento stanco, peggio di zappare \u00bb. Sono scritte, invece, direttamente dai protagonisti \u00abla storia semplicissima e complicata di Michele Mulieri \u00bb, quella di Chironna, l\u2019evangelico, e quella di Andrea di Grazia che orgogliosamente sa che \u00ab tra cinquanta piantoni uno deve essere il migliore\u00bb.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Come ho gi\u00e0 detto pi\u00f9 sopra il fatto che i racconti siano scritti o dettati dai protagonisti stessi non deve lasciar credere che il lavoro sia consistito soltanto nel cercare e raccogliere queste dirette testimonianze. Non tutti i contadini sanno raccontare di s\u00e9 e, quando sanno, non sempre il racconto \u00e8 completo e genuino. Trovarli, convincerli a parlare, farsi raccontar verbalmente la loro storia, poi convincerli a scrivere secondo uno schema pieno e non parziale, e seguire momento per momento questo loro scrivere \u00e8 stata la fatica maggiore di Rocco, portata a termine con relativa lentezza ma con successo solo grazie alle sue eccezionali doti di comunicativit\u00e0, che gli assicuravano la confidenza di tutti. Si provi chi vuole e vedr\u00e0 quanto difficile \u00e8 l\u2019arte di far parlare di s\u00e9 la gente, sia pure i contadini, di raccogliere il racconto disteso e ragionato della loro vita.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Le autobiografie di contadini, di \u00abgente semplice \u00bb, come si dice, non sono nuove in Italia, ma quelle note sono poche e tra le poche quelle che ora si pubblicano risulteranno certo tra le pi\u00f9 ricche e le pi\u00f9 spontanee.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Tutte e quattro sono di gente di Tricarico, il paese di Rocco: Laurenzano Antonio, piccolo affittuario e piccolissimo proprietario, scarsamente interessato alla politica ma semmai socialista; Di Grazia Andrea, piccolo proprietario coltivatore diretto, cattolico, democristiano; Mulieri Michele, contadino-artigiano, indipendente e anarchico; Chironna Francesco, mezzadro, innestatore e potatore specializzato, indipendente politicamente, di fede evangelica.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Forse, se fosse vissuto e avesse pubblicato lui il libro, a queste figure di \u00ab tricaricesi\u00bb ne avrebbe aggiunta qualche altra, probabilmente quella di uno dei tanti semplici contadini poveri della Rabata, che vivono delle quote comunali, degli spezzoni dispersi in affitto, chiudono la vita senza cambiare il proprio destino, ma sentono con forza la solidariet\u00e0 con gli altri contadini poveri e sanno entusiasmarsi se si apre loro una schiarita di speranza, quale videro ai tempi che Rocco fu eletto sindaco e scendeva la sera a bere e a parlare con loro.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ma \u00e8 pi\u00f9 probabile che una tal figura di contadino combattivo, con una forte coscienza di classe, egli preferisse sceglierla nel comune vicino al suo, verso Puglia, ad Irsina, una delle roccheforti comuniste. Per il suo paese le figure pi\u00f9 rassegnate e amanti dell\u2019ordine, anche se amare e ribelli, sono pi\u00f9 rappresentative: Tricarico appartiene, infatti, a quel gruppo di paesi, che \u2013 come Rocco dice nella bellissima introduzione al Mulieri \u2013 \u00ab rappresentarono, nell\u2019 immediato dopoguerra, la zona grigia del risveglio contadino\u00bb.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\u00c8 certo un caso che le vite ultimate siano quelle dei contadini di questa zona grigia, ma un caso che appare come un destino. Sebbene questo libro fosse da lui concepito e preparato con la visione ampia di tutto il Mezzogiorno continentale e della infinita variet\u00e0 del mondo contadino e sebbene egli fosse perfettamente capace di questa rappresentazione pi\u00f9 larga, il caso come un destino ha voluto che a trovare piena espressione facessero appena in tempo le figure dei contadini del suo paese e che anche questo libro \u2013 come quelli suoi che si pubblicheranno \u2013 restasse, per cos\u00ec dire, un libro autobiografico.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ma non \u00e8 stato solo un caso; ha operato in questo senso anche un istinto e, se si vuole, un motivo logico. Quel gruppo di paesi, al quale il suo appartiene \u2013 Miglionico, Grottole, Grassano lungo la via Appia e, in destra Basento, Salandra, Oliveto Lucano, Garaguso- occupa veramente una posizione centrale nella Basilicata e nel processo storico del risveglio contadino. Alle spalle ha i comuni del pi\u00f9 chiuso e immobile mondo contadino, il mondo del \u00ab Cristo si \u00e8 fermato a Eboli \u00bb \u2013 Stigliano, Aliano, Missanello, Craco, S. Arcangelo-, a monte confina direttamente con la povera, chiusa, immobile montagna potentina, mentre che a sud e ad oriente \u00e8 aperto verso la Puglia ed \u00e8 a contatto con quei comuni di Basilicata che sono in pi\u00f9 rapida trasformazione: Pisticci, Bernalda, Montescaglioso, Matera, Irsina. Tricarico, poi, che ad oriente confina diretta- mente e per lungo tratto con il comune di Irsina, ed \u00e8 stretto direttamente alle spalle dai comuni chiusi ed immobili ora gi\u00e0 ricordati, \u00e8 veramente, insieme con Grassano, il centro di quel centro. Non \u00e8, perci\u00f2, errato dire quel che dicevo, e cio\u00e8 che il caso, facendogli dar la precedenza e consentendogli solo di portare a compimento le biografie di contadini di questi paesi, rispondeva a un istinto e a un motivo logico: in quel gruppo di comuni, infatti, \u00e8 dato cogliere la realt\u00e0 economico- agraria ed umana pi\u00f9 rappresentativa del mondo contadino meridionale.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Non basta. C\u2019 \u00e8 anche da osservare che, per effetto insieme della immobilit\u00e0 e del risveglio, che ugualmente distinguono la vita in questi comuni, il comportamento umano \u00e8 qui pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 vario, e, vorrei dire, pi\u00f9 coerente. Spesso altrove il movimento s\u2019\u00e8 fatto tanto rapido da rompere l\u2019antica omogeneit\u00e0 della societ\u00e0 contadina e da far perdere alle storie individuali il carattere inconfondibile che deriva loro dall\u2019appartenenza ad una societ\u00e0 antica e ferma. Anche se non \u00e8 quella l\u2019unica realt\u00e0 nella quale questa rottura non sia ancora avvenuta, \u00e8 bene che in questo libro la testimonianza pi\u00f9 larga provenga di qui. Non va dimenticato, infatti, che l\u2019interesse per i contadini dell\u2019 Italia meridionale sorge appunto dal fatto che essi \u2013 come scriveva Rocco nel passo gi\u00e0 citato \u2013 \u00abformano ancor oggi il gruppo sociale pi\u00f9 omogeneo e antico per le condizioni di esistenza, per i rapporti economici e sociali, per la generale concezione del mondo e della vita \u00bb.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ad arricchire la testimonianza su questo particolare mondo contadino, come era nelle intenzioni di Rocco, si pubblicano inoltre tre scritti di sua madre, Francesca Armento, che ella aveva appositamente preparato per lui rispettivamente dedicati a raccontare cosa sono in paese i rapporti di vicinato, come le donne sentono e parlano qui dell\u2019amore e qual\u2019 \u00e8 l\u2019atmosfera del giorno dei morti: essi danno un\u2019apertura suggestiva su relazioni e sentimenti di cui nelle \u00abvite\u00bb degli uomini si trovano solo pochi e indiretti accenni.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La madre di Rocco \u00e8 lei stessa una delle figure pi\u00f9 vive e significative di questo mondo contadino, allo stesso modo che lo \u00e8 Rocco. La figura di lei e la sua \u00ab vita\u00bb escono vive e indimenticabili dalle due pagine che Rocco scrisse un anno fa, presentando ai lettori di \u00ab Nuovi Argomenti\u00bb un racconto di lei, sulla commare Nunziata, pagine che con il racconto abbiamo pensato che fosse opportuno di ripubblicare in questo volume. La figura di lui e la sua vita e morte, appaiono commoventi e indimenticabili nelle pagine che, come un lamento funebre, ella ha scritto un mese dopo la morte, quando seppe che gli amici stavano riordinando questo che \u00e8 insieme l\u2019ultimo e il primo dei suoi libri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Avevamo pensato di premettere a tutte le \u00ab vite\u00bb di questo volume questo drammatico umano racconto, ma c\u2019\u00e8 parso poi meglio di lasciar l\u2019ordine che il libro doveva avere e di mettere questa vita di lui come ultima, accanto alle vite dei suoi contadini.<br><br>                                                                                           <strong>MANLIO ROSSI-DORIA<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROCCO SCOTELLARO<br \/>CONTADINI DEL SUD<br \/>PREFAZIONE DI MANLIO ROSSI-DORIA <\/p>\n<p>1. \u2013 Rocco Scotellaro ha dedicato gli ultimi mesi della sua vita al lavoro, del quale in questo volume si pubblica la parte ultimata al momento dell\u2019improvvisa sua morte.<br \/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Leggendo le lettere, gli appunti, le infinite notazioni di questo periodo si vede come il lavoro lo avesse profondamente afferrato [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[554],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v14.4.1 - 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