{"id":5767836,"date":"2022-03-06T11:12:59","date_gmt":"2022-03-06T10:12:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767836"},"modified":"2022-03-06T11:12:59","modified_gmt":"2022-03-06T10:12:59","slug":"cristo-contadino-le-aspre-critiche-di-giorgio-bassani-al-cristo-di-maratea-e-di-carlo-levi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767836","title":{"rendered":"CRISTO CONTADINO: Le aspre critiche di Giorgio Bassani al &#8220;Cristo&#8221; di Maratea e di Carlo Levi"},"content":{"rendered":"\n<p>Piero Stefani nella sua stupenda celebrazione del Centenario di Pierpaolo Pasolini nota che nel film \u00abIl Vangelo secondo Matteo\u00bb non vi \u00e8 alcuna trionfale uscita di Cristo dalla tomba; in esso non sventola alcuno stendardo, e, per dirla con Giorgio Bassani, definisce il \u00abRisorto di Sansepolcro\u00bb di Piero della Francesca \u00abIl Cristo contadino\u00bb.<br>Inevitabilmente la definizione richiama quella di \u00abpoeta contadino\u00bb e l\u2019amicizia di Giorgio Bassani per Rocco Scotellaro \u2013 ma non solo. La definizione bassaniana si allarga in direzioni che forse sono largamente ignote; solo di una ho un confuso ricordo. Si tratta di critiche non note, come dicevo, solitarie e asperrime su due \u201cidoli\u201d: il Cristo di Maratea e il \u00abCristo si \u00e8 fermato a Eboli\u00bb di Carlo Levi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>La statua del Cristo di Maratea<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bassani ha soggiornato per ben quindici anni a Maratea e il bellissimo sito lucano lo aveva conquistato al punto <strong>c<\/strong>he gli dedicava&nbsp; poesie. Il suo unico articolo su Maratea &#8211; un articolo sulla Statua del Cristo che sovrasta Maratea&nbsp;, liquidata come&nbsp; una delle tante statue del fascismo &#8211; &#8211; gli valse per\u00f2 il disaccordo dell\u2019intera comunit\u00e0 di Maratea.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive Bassani: \u00abAbbiamo da tempo la convinzione che la scultura, quella buona, non sa cosa farsene n\u00e9 dell\u2019espressivit\u00e0 della \u201cmaschera\u201d n\u00e9 della simbologia gestuale. Il Cristo del monte San Biagio, a guardarlo per quello che \u00e8 veramente, nella sua realt\u00e0 effettuale, se qualcosa esprime non esprime nulla che abbia a che fare con la redenzione della gente del nostro povero mezzogiorno. Grosso, massiccio, gessoso, aeronautico, sudamericano, non riesce, essenzialmente, che a deturpare il paesaggio. Il monte San Biagio, su cui si erge, \u00e8 ridotto da esso, per totale assenza all\u2019ingiro di termini di confronto, a un sasso da niente, ad una specie di altarino d\u2019uso domestico. Guardiamolo serenamente, attenendoci ai criteri della pura visibilit\u00e0: e non ci sar\u00e0 difficile riconoscerlo per fratello di tante altre statue del tempo fascista, appena appena camuffato com\u2019\u00e8 dall\u2019atteggiamento gigionescamente serafico di un deteriore cattolicesimo.\u00bb<br><br>Quando a Maratea , a Villa Tarantini, ci fu la mostra di Giorgio Bassani a cura della omonima Fondazione di Ferrara, si and\u00f2 alla ricerca di quell\u2019unico articolo,\u00a0 ma , una volta trovatolo, curatori e presidente del Centro culturale si rifiutarono di accogliere e integrare la mostra con quel contributo, unico e quindi ancora pi\u00f9 significativo.\u00a0 Insomma, puoi essere anche Bassani, ma, il disaccordo su una opinione estetica bast\u00f2 per ignorare tutto il resto che quella persona ha dato alla cultura mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Cristo si \u00e8 fermato a Eboli di Carlo Levi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Devo l\u2019informazione che sto per dare a un articolo della prof. Rosaria Fortuna, scrittrice, che riassumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019incipit di \u201cCristo si \u00e8 fermato a Eboli\u201d di Carlo Levi \u00e8 racchiuso tutto il senso del libro. \u201cSono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare la Storia\u00a0 (\u2026) Ma chiuso in una stanza, e in un mondo chiuso, mi \u00e8 grato rimandare con la memoria a quell\u2019altro mondo, serrato nel dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato, eternamente paziente; a quella mia terra senza conforto e dolcezza, dove il contadino vive, nella miseria e nella lontananza, la sua immobile civilt\u00e0,\u00a0 su un suolo arido, nella presenza della morte.\u00bb<br>La stanza chiusa dell\u2019incipit \u00e8 la stanza in cui Levi visse, a Firenze, dal 1941 al 1945, nell\u2019appartamento di Anna Maria Ichino, in piazza Pitti. Firenze era occupata dai nazisti e per questa ragione, mentre scrive del suo confino in Basilicata, pi\u00f9 che al mondo chiuso della Basilicata, Carlo Levi sta pensando alla sua immutata condizione umana di prigioniero, alienato, ebreo a Firenze. Questo passaggio, mai approfondito, se non da Giorgio Bassani, permise allo scrittore ferrarese di\u00a0 interpretare il Cristo diversamente, e con esso anche la storia d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorgio Bassani e Carlo Levi si incontrano a Firenze tra i tanti perseguitati dal fascismo; Bassani, membro del Comitato toscano per la liberazione, in fuga da Ferrara, diventa il procacciatore di farina e di olio di Levi. Questo permetter\u00e0 ai due di avere una consuetudine umana, al punto tale che Giorgio Bassani fu l\u2019unico a stroncare il Cristo di Carlo Levi, gi\u00e0 nel 1950 , su la rivista \u201cParagone: mensile di arte figurativa e di letteratura diretta da Roberto Longhi, Giorgio Bassani era una delle firme.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa imputava Giorgio Bassani a Carlo Levi, e perch\u00e9 questa sua lettura critica del Cristo, e non solo del Cristo ma dell\u2019opera tutta di Carlo Levi, non trov\u00f2 ascolto?<br>Giorgio Bassani riteneva che il peccato pi\u00f9\u00a0 grande di Carlo Levi fosse il suo essere indeterminato, al punto da ritenerlo un mediocre perch\u00e9 il suo operato non era omogeneo, n\u00e9\u00a0 frutto di un rielaborazione analitica della sua vita e dei contesti in cui si trovava ad operare. Eppure il Cristo era stato definito un libro documentaristico, sia Rocco Scotellaro, sia Alberto Asor Rosa in \u201cScrittori e popolo\u201d, tra i tanti, lo interpretarono in questo modo, ma Giorgio Bassani non era dello stesso avviso. Ritiene che in quel libro non si parla della Lucania, e per comprenderlo per davvero diventa necessario leggere gli altri testi di Carlo Levi, visto che Carlo Levi mette se stesso al centro di qualsiasi creazione. In pratica, ed attualizzando il libro, il Cristo \u00e8 un fantasy, il cui protagonista \u00e8 un medico\/ pittore, confinato in un mondo ostile e sperduto, in lotta contro il male, il fascismo, e il destino cinico e baro, l\u2019ambiente a lui non congeniale.<br>A Carlo Levi non interessa oggettivare la realt\u00e0, n\u00e9 descrivere realmente la Lucania e chi la abitava. Il suo sguardo \u00e8 deformato proprio perch\u00e9\u00a0 rivolto solo su se stesso. Carlo Levi \u00e8 il superuomo in lotta con lo Stato, Stato che rende tutti incapaci e bisognosi di perdersi in un mondo primordiale ed indeterminato, che incidentalmente e come pretesto narrativo \u00e8 quello dei contadini lucani.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito di un Convegno su i Sassi a Matera nel 1966 Bassani pot\u00e8 dire che la narrazione di una realt\u00e0, tutt\u2019altro che depressa, aveva irrimediabilmente creato un danno ad un patrimonio culturale ed umano, semplicemente perch\u00e9, invece di osservare la realt\u00e0,\u00a0 con coraggio e consapevolezza, gli intellettuali avevano preferito autorappresentarsi a tutto danno della storia, degli uomini, di Cristo e di Eboli, che non c\u2019entra per niente con le fantasie di Carlo Levi.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo Levi non se la prende con Bassani, visto \u2013 scrive la prof. Fortuna &#8211; che era stato l\u2019unico ad averlo osservato come uomo, ma si vendic\u00f2, a suo modo, ritraendo Giorgio Bassani con gli occhi vitrei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piero Stefani nella sua stupenda celebrazione del Centenario di Pierpaolo Pasolini nota che nel film \u00abIl Vangelo secondo Matteo\u00bb non vi \u00e8 alcuna trionfale uscita di Cristo dalla tomba; in esso non sventola alcuno stendardo, e, per dirla con Giorgio Bassani, definisce il \u00abRisorto di Sansepolcro\u00bb di Piero della Francesca \u00abIl Cristo contadino\u00bb.<br \/>Inevitabilmente la definizione [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[951],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v14.4.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow\" \/>\n<meta name=\"googlebot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta name=\"bingbot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5767836\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"CRISTO CONTADINO: Le aspre critiche di Giorgio Bassani al &quot;Cristo&quot; 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