{"id":5768103,"date":"2022-05-10T12:10:57","date_gmt":"2022-05-10T10:10:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5768103"},"modified":"2022-05-10T12:10:57","modified_gmt":"2022-05-10T10:10:57","slug":"la-rivista-letteraria-botteghe-oscure-un-contributo-per-la-conoscenza-di-rocco-scotellaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rabatana.it\/?p=5768103","title":{"rendered":"LA RIVISTA LETTERARIA &#8220;BOTTEGHE OSCURE&#8221; &#8211; UN CONTRIBUTO PER LA CONOSCENZA DI ROCCO SCOTELLARO"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/31119729470-1024x935.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5768104\" width=\"290\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/31119729470-1024x935.jpg 1024w, https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/31119729470-300x274.jpg 300w, https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/31119729470-768x702.jpg 768w, https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/31119729470-1536x1403.jpg 1536w, https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/31119729470-2048x1871.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sulla rivista letteraria \u00ab<strong>Botteghe Oscure<\/strong>\u00bb furono pubblicate molte poesie e prose di <strong>Rocco Scotellaro<\/strong>. L\u2019ambiguit\u00e0 del titolo della rivista, sinonimo per traslati del partito comunista, e la notoriet\u00e0 della rivista limitata ad ambienti letterari colti, rischiarono di non far conoscere il \u00ab<strong>secondo poeta d\u2019Italia<\/strong>\u00bb, come i contadini, dopo la sua morte, ritenevano che fosse Rocco Scotellaro: in questa definizione c\u2019\u00e8 tutta la modestia lucana. Molti furono indotti a pensare che Scotellaro, in vita, fosse riuscito a pubblicare sue poesie su un foglio di partito e che solo la morte prematura e l\u2019affetto e la devozione dei suoi amici <strong>Carlo Lev<\/strong>i, <strong>Manlio Rossi Dor<\/strong>ia e <strong>Rocco Mazzarone<\/strong>, e la dedizione degli studi e l\u2019acribia filologica del <strong>prof. Franco Vitelli<\/strong> gli avessero dato fama dopo la morte. I contadini no: conoscevano Rocco come poeta, avevano ascoltate al focolare sue poesie, lette anche dallo stesso Rocco; magari non era proprio il primo poeta, ma il secondo certamente si.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma al di fuori degli ambienti colti e dei contadini, nella classe media, Rocco Scotellaro era conosciuto veramente ? Sta di fatto che egli era un autore inedito, a cui dava ospitalit\u00e0 una &#8230; sconosciuta rivista del partito comunista, e il ceto medio era prevenuto nei suoi confronti.<\/p>\n\n\n\n<p>La mancata pubblicazione degli Atti del riuscito Convegno di Tricarico del maggio 2004, per il cinquantesimo anniversario della morte del poeta tricaricese, accrebbe oggettivamente il livello di confusione, che tento di dissipare chiarendo che le poesie di Scotellaro non sono state pubblicate su un foglio del partito comunista e cosa \u00e8 stata la rivista che ha ingenerato confusione.<\/p>\n\n\n\n<p>La rivista <strong>Botteghe Oscure <\/strong>\u00e8 stata una rivista internazionale di letteratura pubblicata a Roma dal 1948 al 1959 con periodicit\u00e0 semestrale (primavera \u2013 autunno). Il nome deriva da via delle Botteghe Oscure, la strada di Roma dove si trova <strong>Palazzo Caetani<\/strong>, sede della redazione. Non si tratt\u00f2 di una semplice rivista antologica, ma essa incise notevolmente sul corso della storia della letteratura italiana del dopoguerra e sull\u2019orientamento del gusto del nostro Paese. Se ne pu\u00f2 acquisire un\u2019adeguata informazione su internet, dove si trovano scritti a profusione. Segnalo la tesi di laurea di Azzurra Aiello: un pregevole lavoro che segnala con completezza il panorama delle collaborazioni: quaderno per quaderno sono indicati gli autori pubblicati, il titolo e il genere dell\u2019opera pubblicata e, limitatamente agli autori italiani, un sunto.<\/p>\n\n\n\n<p>La rivista fu fondata dalla <strong>principessa Marguerite Caetani<\/strong>, la quale aveva gi\u00e0 diretto a Parigi dal 1924 al 1932 la rivista di letteratura trimestrale <strong>Commerce<\/strong>; redattore capo fu lo scrittore <strong>Giorgio Bassani<\/strong>. Di solito molto voluminosa (in media 500 pagine a quaderno) presentava articoli in ben cinque lingue (italiano, francese, inglese e, a fascicoli alternati, tedesco e spagnolo). Dalle statistiche elaborate col quaderno XX, si ricava che avevano collaborato fino ad allora (fino alla chiusura saranno pubblicati altri cinque quaderni) 568 scrittori di 20 diverse nazionalit\u00e0 e 5 lingue (il 50% degli articoli in lingua inglese; il 20% in italiano, il 20% in francese, 5% in tedesco e 5% in spagnolo).<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al cosmopolitismo, caratteristica di Botteghe Oscure fu far conoscere autori ancora poco noti. Sono stati pubblicati, per esempio, limitandomi agli italiani, <strong>Italo Calvino<\/strong>, <strong>Mario Soldati<\/strong>, <strong>Tommaso Landolfi<\/strong>, oltre a <strong>Rocco Scotellaro<\/strong>. Fra le opere pubblicate per la prima volta sulla rivista baster\u00e0 citare alcuni capitoli del <strong>Gattopardo<\/strong>, <strong>Le ceneri di Gramsci <\/strong>e <strong>Picasso di Pier Paolo Pasolini<\/strong>, <strong>Beatrice Cenci di Alberto Moravia<\/strong>, <strong>Il mondo \u00e8 una prigione di Guglielmo Petroni<\/strong>, <strong>La casa di via Valadier di Carlo Cassola<\/strong>, <strong>La giacca verde di Mario Soldati<\/strong>. Per la poesia Botteghe Oscure pubblic\u00f2 , tra le altre, opere come <strong>La capanna indiana di Attilio Bertolucci<\/strong>, poesie di <strong>Giorgio Caproni<\/strong>, versi di <strong>Sandro Penna<\/strong> e <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>, e liriche di <strong>Rocco Scotellaro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma non si pu\u00f2 capire cosa \u00e8 stata la rivista Botteghe Oscure senza sapere di Marguerite Caetani (1880 \u2013 1963) nata Chapin: letterata, giornalista, collezionista d\u2019arte e mecenate statunitense naturalizzata italiana, per matrimonio principessa di Bassiano e duchessa di Sermoneta, <strong>fondatrice e direttrice delle riviste Commerce (in Francia) e Botteghe Oscure (in Italia)<\/strong>. Cos\u00ec parler\u00e0 di lei <strong>Ungaretti<\/strong>: \u00abvenuta tra noi dagli Stati Uniti a recare l\u2019entusiasmo della sua giovane Patria, e tuttora so che alla causa delle lettere sar\u00e0 difficile dedicare un fervore d\u2019intelligenza e di cuore che uguagli il suo\u00bb. \u00abGli scrittori d\u2019oggi hanno doveri di forte gratitudine verso Marguerite Caetani\u00bb. Nata in una colta e ricca famiglia del New England, si rec\u00f2 a Parigi per studiare canto e a Parigi nel 1911 conobbe e spos\u00f2 il compositore Roffredo Caetani. A Parigi i Caetani frequentarono figure di grande rilievo del mondo artistico e letterario (Paul Valery, Saint-John Perse, Valery Larbaud, L\u00e9on-Paul Fargue, Adrienne Monnier, ecc.) Nel 1924 Marguerite Caetani fond\u00f2 la rivista letteraria Commerce: pubblicata in tre lingue (francese, italiano e inglese) fino al 1932. Commerce, oltre a ospitare le opere migliori di poeti e scrittori gi\u00e0 famosi (per es., pubblic\u00f2 nel primo quaderno frammenti inediti dell&#8217;Ulisses di James Joyce), permise a giovani artisti ancora sconosciuti di far conoscere le loro opere. Nel 1932 i Caetani ritornarono definitivamente in Italia e si stabilirono nel castello di Sermoneta. Dopo la seconda guerra mondiale e la morte di un figlio sul fronte d\u2019Albania, la famiglia si stabil\u00ec nella residenza romana di palazzo Caetani in via delle Botteghe Oscure. Qui, nel 1948, Marguerite Caetani fond\u00f2 una nuova rivista, Botteghe Oscure, in parte simile a Commerce, nella quale, con l&#8217;ausilio di Giorgio Bassani, vennero pubblicate alcune fra le pi\u00f9 importanti opere di poesia e prosa in inglese, francese, italiano, tedesco o spagnolo. Nel 1950 la principessa trasse un&#8217;antologia in inglese degli scrittori che avevano collaborato alla rivista: An Anthology of New Italian Writers (stampata a Roma, ma distribuita da New Directions). Botteghe Oscure termin\u00f2 le pubblicazioni nel 1960. Marguerite Caetani, dove mor\u00ec tre anni dopo. Commerce \u00e8 stata senza ombra di dubbio il \u00abmodello culturale\u00bb di Botteghe Oscure, un filo invisibile fu steso dalla fondatrice di entrambe le riviste volendo diffondere il meglio della letteratura internazionale. Il titolo stesso della rivista si rifaceva all\u2019accezione umanistica di \u00abcommercio di idee\u00bb ossia scambio culturale. Anche il titolo di Botteghe Oscure \u00e8 ispirato piuttosto a questa medesima accezione di scambio culturale, giacch\u00e9 la via deve il suo nome alle numerose attivit\u00e0 commerciali e artigiane prive di finestre, quindi oscure, che durante il Medioevo avevano sede tra le rovine del Teatro di Balbo. Benedetta Craveri, su Repubblica del 10 febbraio 1966, cos\u00ec descrive la \u201cRegina di Botteghe Oscure\u201d (come dal titolo dell\u2019articolo, che riporto in parte, ma consiglio di cercarlo su internet e leggerlo per intero). \u00abIn Marguerite Chapin, bella e colta ereditiera americana del New England, l&#8217; amore per la cultura europea affondava le sue radici in una fede assoluta nell&#8217; arte perseguita come valore irrinunciabile dell&#8217; esistenza. Idealista, individualista e anti-ideologica Marguerite Caetani avrebbe dato vita a due iniziative culturali di grande rilievo che le corrispondevano perfettamente: due riviste al servizio non gi\u00e0 della riflessione critica ma della creazione artistica. Tanto Commerce (1924-1932), pubblicazione trimestrale stampata a Parigi con un comitato di redazione costituito da Paul Val\u00e9ry, L\u00e9on-Paul Fargue e Valery Larbaud, quanto Botteghe Oscure (1948-1960), semestrale pubblicato a Roma con l&#8217; aiuto di Giorgio Bassani, perseguivano a distanza di un quarto di secolo lo stesso progetto. Le due riviste intendevano promuovere la conoscenza e la circolazione della poesia e della letteratura al di l\u00e0 dei confini nazionali, riproponendo opere poco note o ingiustamente dimenticate del passato e testi inediti di autori contemporanei. In Commerce si sarebbe puntato su traduzioni di grande qualit\u00e0, generalmente affidate ad altri scrittori; in Botteghe Oscure avrebbe prevalso l&#8217; orientamento di lasciare i testi nella lingua d&#8217; origine. Entrambe le riviste si rivolgevano alla comunit\u00e0 letteraria internazionale e offrivano a scrittori inglesi, americani, francesi, italiani, spagnoli, tedeschi, un luogo privilegiato dove poter fare conoscenza e confrontare le proprie esperienze. L&#8217; unico criterio vincolante adottato da Marguerite e dai suoi illustri collaboratori era quello della qualit\u00e0: la pubblicazione in anteprima di frammenti dell&#8217; Ulisse di Joyce e della seconda parte della Gita al Faro di Virginia Woolf su Commerce, o di un capitolo del Gattopardo su Botteghe Oscure bastano a darci la misura del loro intuito. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma la giovane americana aveva portato con s\u00e9 in Europa un&#8217;altra passione tipica della cultura del suo paese, l&#8217; amore per la natura. Oltre al dono di &#8220;parlare&#8221; ai poeti, ella avrebbe mostrato, come ci dice Hofmannsthal, di possedere anche il linguaggio delle piante. E il suo matrimonio con Roffredo Caetani, principe di Bassiano, duca di Sermoneta, \u2026 le avrebbe infatti consentito di realizzare la sua vocazione di giardiniera e di botanica nel cuore dell&#8217; antico feudo dei Caetani nella campagna romana, in un luogo meraviglioso dove storia e natura si erano intrecciate nei secoli per disegnare un paesaggio unico al mondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quaderno per quaderno riferisco ora sulla collaborazione di Rocco Scotellaro con Botteghe Oscure e riporto il sunto delle opere pubblicate, desumendole dalla citata tesi della Aiello. <br>Nel secondo quaderno, II semestre 1948, furono pubblicate le poesie: <strong>Il cielo a bocca aperta<\/strong>, <strong>Saluto<\/strong>, <strong>Suonano mattutino<\/strong>, <strong>Per Pasqua alla promessa sposa<\/strong>,<strong> Il primo addio a Napoli<\/strong>, <strong>Alla figlia del trainante<\/strong>, <strong>Tu non ci fai dormire cuculo disperato<\/strong>, <strong>E\u2019 un ritratto tutto piedi<\/strong>, P<strong>er una donna che se ne va<\/strong>, <strong>E\u2019 calda cos\u00ec la malva<\/strong>, <strong>Era la cavalcata della brun<\/strong>a, <strong>Sempre nuova \u00e8 l\u2019alba<\/strong>. <br>\u00abQueste poesie di Scotellaro sono rappresentative del motivo ispiratore di tutta la sua produzione letteraria: il mondo contadino. Qui il poeta supera i limiti della produzione precedente quando le inevitabili note populiste o i residui prosastici della intonazione polemica davano a volte l\u2019impressione di una poesia limitata. Limiti di questo genere vanno scomparendo nelle poesie sopracitate in cui la maturazione del gusto lirico si \u00e8 rapidamente completata e talvolta ha persino varcato il segno. Se Scotellaro resta soprattutto il poeta della presenza cosciente nel mondo contadino, vissuto in prima persona, in queste poesie il motivo autobiografico diventa importante come in <strong>Il primo addio a Napoli<\/strong>, e si esprime per la sua donna, evocata a volte attraverso un odore, vedi <strong>E\u2019 calda cos\u00ec la malva <\/strong>e a volte rimpianta amaramente come in<strong> Per una figlia del trainante<\/strong> \u2013 poesia quasi ironica dove la riuscita del rapporto amoroso \u00e8 ostacolata da fattori pratici, cos\u00ec come in <strong>Saluto<\/strong> e in <strong>Per Pasqua alla promessa sposa<\/strong>, <strong>Suonano mattutino<\/strong>, <strong>Il cielo a bocca aperta <\/strong>e <strong>Tu non ci fai dormire cuculo disperato<\/strong> hanno tematiche legate al mondo contadino: nella prima il poeta dice di sapere che \u00e8 arrivato il mattino quando sente risuonare i ferri dei muli dei mietitori sulle selci del viottolo; la seconda parla di una giornata ormai arrivata alla fine: il vento cessa di spirare, cala la nebbia e ognuno sente su di s\u00e9 la fatica del giorno; ogni cosa \u00e8 fedele al suo ruolo. Nella terza poesia Scotellaro dice \u00e8 tornato per sempre con i suoi colori: lo hanno sentito le donne che fanno seccare i fichi e i pomodori, ma il cuculo con il suo verso non far\u00e0 dormire. <strong>\u00c8 un ritratto tutto piedi<\/strong> sembra quasi un quadro: Scotellaro descrive, con piccoli tocchi, una scena che si vede di squarcio guardando in una grotta: c\u2019\u00e8 una vecchia morta, sdraiata; di lei si vedono solo i piedi, mentre il suo viso \u00e8 lontano, cos\u00ec come il suo ventre. <strong>In era la cavalcata della Bruna<\/strong> il poeta ricorda il suo paese, gli ulivi di Matera, i canti degli antenati, la cavalcata della Bruna e l\u2019acqua della Gravina. <strong>In sempre nuova \u00e8 l\u2019alba<\/strong> Scotellaro si intrattiene con i contadini: parla con loro, li invita a bere una tazza di vino, a ricordare i briganti e a pensare che l\u2019alba \u00e8 sempre nuova. <br>Lo stile di queste poesie, estremamente semplice e lineare nella descrizione oggettiva della realt\u00e0 contadina, diventa pi\u00f9 difficile quanto esprime lo stato d\u2019animo del poeta e le sue emozioni\u00bb. <br>Nel quinto quaderno, primo semestre del 1950, furono pubblicate 4 poesie dedicate a Linuccia Saba: <strong>Dalle carceri di Matera<\/strong>: <strong>Il sole viene dopo<\/strong>,<strong> Io sono un uccello di bosco<\/strong>, <strong>Carcere mi<\/strong>o\u2026 \u00abNelle poesie citate Scotellaro unisce due tematiche a lui molto care: l\u2019amore e l\u2019esperienza del carcere. Cos\u00ec ne Il sole viene dopo il ritorno del poeta ha fatto brillare di luce gli occhi dell\u2019amata che viene invitata ad alzarsi presto, prima del sole. In Io sono un uccello di bosco solo il coraggio e la speranza hanno aiutato il poeta a vivere nel buio della prigione: lui era nato uccello di bosco, mentre in Carcere mio\u2026in carcere il poeta non canta pi\u00f9, ha gi\u00e0 cantato tutte le canzoni che sapeva sotto i balconi della sua bella\u00bb. <br>Nell\u2019ottavo quaderno, II semestre 1951, furono pubblicate le poesie: <strong>L\u2019ingiustizia<\/strong>; <strong>Il santuario<\/strong>,<strong> L\u2019amore di Nettuno<\/strong>, <strong>La fede che non si perde<\/strong>, <strong>Il morto<\/strong>, <strong>La ginestra<\/strong>.<br>\u00abIl santuario descrive una cartina appesa ad un muro sulla quale il poeta vede in lontananza un santuario \u2013 meta di tanti pellegrini \u2013 ed ospedali e carceri e la madre che, piccola come una formica, sembra schiacciata dalla fatica. Ne L\u2019amore di Nettuno il mare infuriato non rispetta neanche il tempio di Paestum. Ne La fede che non si perde il poeta si domanda come ha fatto la madre a trascorrere la vita davanti al focolare. Il marito e i figli sono lontani e non ha pi\u00f9 neanche la fede in Dio: la casa \u00e8 tutta sua adesso che sta per lasciarla. Con la poesia intitolata Il morto il poeta afferma che \u00e8 diventato pesante vivere, nella casa il fuoco \u00e8 spento e la giustizia \u00e8 morta; ne La ginestra i pianti della can\u00e9fora \u2013 fanciulla d\u2019illustre famiglia che nelle processioni porta in un canestro gli arredi sacri \u2013 sono muti. Lei canta e porta le ginestre ai vivi, ai morti e ai santi\u00bb. <br>Nel nono quaderno, I semestre 1952, fu pubblicato il racconto <strong>La capera<\/strong>. \u00abQuello delle capere era un mestiere esercitato da parecchie donne al paese. Pettinavano le signore dai capelli lunghi, facevano loro le trecce o il \u00abtuppo\u00bb e all\u2019occorrenza schiacciavano anche i pidocchi. La cap\u00e8ra che andava nella casa dello scrittore pettinava la madre che aveva i capelli di oro fino e la sorella. Un giorno ci fu una grave scenata tra la madre e il padre a causa di questa cap\u00e8ra: la madre aveva scoperto che era l\u2019amante del marito. Per questo venne licenziata e ne fu scelta un\u2019altra. Perch\u00e9, si chiede lo scrittore ora lontano dal paese, queste donne facevano le cap\u00e8re, e quanto guadagnavano? Come sempre era il bisogno la causa di tutto. Per lo pi\u00f9 erano vedove o abbandonate dal marito che non scriveva pi\u00f9 dall\u2019America e con questo piccolo mestiere riuscivano a tirare avanti. Erano pagate parte con prodotti naturali, parte con soldi. Ma ora \u2013 gli scrive la madre interpellata a tale proposito \u2013 il DDT ha eliminato i pidocchi, le ragazze hanno i capelli corti e le ultime poche cap\u00e8re hanno per clienti solo le persone anziane: il loro \u00e8 uno dei tanti mestieri che scompare\u00bb. Nell\u2019undicesimo quaderno, I semestre 1953, furono pubblicate le poesie: <strong>Costiera Amalfitana<\/strong>, <strong>Dedicata ad una bambina<\/strong>, <strong>La bont\u00e0 -a Carlo Levi<\/strong>, <strong>I pezzenti<\/strong>,<strong> Il dolore<\/strong>, <strong>O fons bandusiae<\/strong> (Orazio, Carmina III, 13). <br>\u00abTanti i temi affrontati da Scotellaro: in costiera Amalfitana fa da sfondo al suo sogno d\u2019amore, ma l\u2019oggetto di questo amore \u00e8 troppo lontano per lui, \u00e8 ancora troppo giovane, quasi una bambina. Egli pensa con tristezza che non si potranno incontrare mai da innamorati perch\u00e9 la natura ha imposto che ogni cosa fiorisca nella sua stagione; Dedica ad una bambina \u00e8 dedicata a una bambina, amata senza speranza. Ne La bont\u00e0 &#8211; a Carlo Levi il poeta esalta la bont\u00e0 di Carlo Levi, mentre ne I pezzenti il poeta dice che a Natale, quando nel presepe l\u2019agnello pu\u00f2 stare salvo in mezzo ai leoni, \u00e8 bello fare i pezzenti perch\u00e9 i ricchi in quel periodo sono buoni. In Il dolore il poeta vorrebbe somigliare alla sorella che si addolora per ogni cosa sbagliata. La poesia intitolata O fons bandusiae (Orazio, Carmina III, 13) \u00e8 dedicata alla fontana di Banzi \u2013 alla quale domani sar\u00e0 sacrificato un capretto \u2013 perch\u00e9 possa continuare a gettare acqua fresca per i buoi aratori e le greggi camminanti\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla rivista letteraria \u00abBotteghe Oscure\u00bb furono pubblicate molte poesie e prose di Rocco Scotellaro. L\u2019ambiguit\u00e0 del titolo della rivista, sinonimo per traslati del partito comunista, e la notoriet\u00e0 della rivista limitata ad ambienti letterari colti, rischiarono di non far conoscere il \u00absecondo poeta d\u2019Italia\u00bb, come i contadini, dopo la sua morte, ritenevano che fosse Rocco [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[911],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v14.4.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow\" \/>\n<meta name=\"googlebot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta name=\"bingbot\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5768103\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"LA RIVISTA LETTERARIA &quot;BOTTEGHE OSCURE&quot; - UN CONTRIBUTO PER LA CONOSCENZA DI ROCCO SCOTELLARO - Rabatana\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Sulla rivista letteraria \u00abBotteghe Oscure\u00bb furono pubblicate molte poesie e prose di Rocco Scotellaro. L\u2019ambiguit\u00e0 del titolo della rivista, sinonimo per traslati del partito comunista, e la notoriet\u00e0 della rivista limitata ad ambienti letterari colti, rischiarono di non far conoscere il \u00absecondo poeta d\u2019Italia\u00bb, come i contadini, dopo la sua morte, ritenevano che fosse Rocco [...]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5768103\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rabatana\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2022-05-10T10:10:57+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/31119729470-1024x935.jpg\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/\",\"name\":\"Rabatana\",\"description\":\"Bagatelle e cammei Tricaricesi\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/?s={search_term_string}\",\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5768103#primaryimage\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/31119729470.jpg\",\"width\":2530,\"height\":2311},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5768103#webpage\",\"url\":\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5768103\",\"name\":\"LA RIVISTA LETTERARIA \\\"BOTTEGHE OSCURE\\\" - UN CONTRIBUTO PER LA CONOSCENZA DI ROCCO SCOTELLARO - Rabatana\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5768103#primaryimage\"},\"datePublished\":\"2022-05-10T10:10:57+00:00\",\"dateModified\":\"2022-05-10T10:10:57+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#\/schema\/person\/8ae44538803ac6a67f0cd815db619f41\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"http:\/\/www.rabatana.it\/?p=5768103\"]}]},{\"@type\":[\"Person\"],\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#\/schema\/person\/8ae44538803ac6a67f0cd815db619f41\",\"name\":\"antonio-martino\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/www.rabatana.it\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/a486d333e02364a09fa3f55794b910ec?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"antonio-martino\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5768103"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5768103"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5768103\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5768107,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5768103\/revisions\/5768107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5768103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5768103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rabatana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5768103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}