Lucania persa
A Rocco Scotellaro

Lucania persa,
le camicie perse nella fiumana
i nostri morti che respirano
nelle pietre dei conventi.

Oh le ginestre umiliate,
terra mia gettata sopra il letto delle serve,
la serva battuta e persa.
Oh la chitarra spezzata alla ringhiera
i poeti non ti possono alzare,
sono semenze gettate nella ruota
che macina i pezzenti.

Lucania teatro perso
le marionette si aggrappano a noi,
non ce la facciamo più
a cucire gli arlecchini
appesi alle monete.

Solo i fanciulli restano a te
i tuoi figli carcerati e persi,
madre mia coi capezzoli rotti
la tua voce è dilaniata e persa.

La poesia Lucania di Rocco Scotellaro fu scritta nel 1940 al ritorno da Potenza alla conclusione del primo liceo. Io potetti leggerla tre anni dopo, e mi rimase impressa nella memoria. Da allora l’ho recitata mentalmente centinaia e centinaia di volte.
Quando mi trasferii al Nord digitai alla macchina da scrivere i sette versi che la compongono sotto il titolo Lucania persa e, a mo’ di commento, aggiunsi: Esiste la possibilità di un ritorno del Paradiso ?

Lucania
Rocco Scotellaro

M’accompagna lo zirlìo dei grilli
e il suono del campano al collo
d’una inquieta capretta.
Il vento mi fascia
di sottilissimi nastri d’argento
e là, nell’ombra delle nubi sperduto
giace in frantumi un paesetto lucano
                                                            (1940)

 

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