Una quarantina di anni fa De Mita pubblicò con Rizzoli un libro intitolato «Ragionando di politica». Un alto esponente del mondo cattolico, parlamentare prodiano di cui non ricordo il nome, scrisse una recensione ricca di riconoscimenti e di elogi…retrospettivi, che sostanzialmente diceva “Non ci togliere le mani con le quali ci copriamo gli occhi, perché ora siamo come i bambini che chiudono gli occhi e pensano che le cose che sono attorno siano sparite.”

Un altro noto esponente del mondo cattolico, parlamentare popolare, del quale il nome lo ricordo: Alberto Monticone, ex Presidente dell’Azione Cattolica, intervenendo in un Convegno che si teneva a Montesilvano disse “Ho ascoltato le cose intelligentissime che ha detto De Mita, ma non l’ho applaudito, per lo spirito con cui le ha dette”.

Scrissi una lettera a De Mita, non era ancora il tempo delle mail, che non ebbe risposta, chiedendogli di diffondere più organicamente quello che pensa della filosofia che sta in terra. Se, per esempio, leggo che ha fatto ai giovani di Benevento una vera e propria lezione di filosofia della politica, io sono lieto per i giovani di Benevento, ma vorrei leggere la lezione. Insomma, avrei voluto un Ragionando di politica 2, Ragionando di politica 3, ecc. .

Nel «Ragionando di politica», quello vero, pubblicato da Rizzoli, viene fatta una descrizione dell’uomo moderato. Capivo che De Miita aveva fatta una descrizione sociologica dei moderati e che, sociologicamente parlando, la definizione era corretta, non c’era dubbio che il bacino dell’elettorato moderato era (ed è) quello da lui descritto. Ma la funzione della politica è quella di guidare, non di registrare. Così era o si pensava che fosse la politica quando ero giovane e sognavo che, quando fosse arrivata l’età della pensione, sarei tornato a Tricarico a fare il consigliere comunale. Poi arrivò Berlusconi e disse che era lo specchio del Paese e la politica gli andò dietro.

Non solo mi dava fastidio, ma contestavo che, antropologicamente, fossi condannato, in quanto democratico cristiano sia pure di sinistra, ad essere un gradino al di sotto di un socialista o di un comunista ecc. ecc. Una cosa è la “moderazione” altra cosa l’aggettivo “moderato”. Politicamente è moderato chi pratica una politica di moderazione, che è propria di un’etica cristiana, fondata sulla responsabilità,  sul valore della quotidianità, della pazienza, della lenta costruzione, della negazione della democrazia di Barabba. Di Pietro e Rocco  Buttiglione (c’è stato anche un Rocco Buttiglione nella mia lunga vita) non erano moderati. La politica della moderazione è propria di un’etica cristiana fondata sul senso della storia di cui Dio è Signore e l’Uomo non ha la pretesa di sostituirsi a Dio.

Mi pareva che il problema che proponeva De Mita fosse: “Ma se nel Centro Sinistra non c’è il Centro e non c’è la moderazione?”. Allora, gli dicevo, serve un Ragionando 2, Ragionando 3, ecc.

Non so se sia prevalso il demone del potere, come ho scritto nel mio precedente ricordo, o se la risposta è che la salvezza comincia dall’amministrazione fatta con spirito moderato di un paesino di provincia.  

 

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