From the monthly archives: Novembre 2021

Il cigno cantò a Tricarico in un vicolo della Saracena. Accadde una nera maledetta sera di settembre o ottobre del 1943. Pochi lo udirono. Tutti presto se ne scordarono.  Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che  ignoriamo un oceano. L’ha detta il grandissimo Isaac Newton questa potente verità. È quindi vero che ogni lacrima […]

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Secondo la leggenda il cigno resterebbe muto per tutta la vita e in punto di morte troverebbe la voce e canterebbe una struggente e bellissima canzone. Il cigno, simbolo di purezza, innocenza, saggezza e solitudine, in questo racconto – uno dei racconti rari o spersi di Rocco Scotellaro – viene assunto come simbolo di morte, […]

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 Nel commento alla lettera lucana di Andrea Di Consoli di oggi, 16 novembre, ho ricordato le tappe del mio viaggio in tram da Secondigliano alla Scuola del Gesù, dove frequentavo la prima media.

Il 3 marzo 1942 era un martedì e io presi il tram.

La guerra andava male. Il 5 maggio dell’anno precedente l’imperatore […]

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La lucertola azzurra resta evocata quanso si legge la poesia di Rocco Scotellaro Lo scoglio di Positano, i versi Li Galli se ne sono andati / e la Punta Licosa nella notte del mare. iSi legge a pag. p. 163 della II ed., dicembre 1954 di E’ fatto giorno con 10 Tavole di Aldo Turchiaro).

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LUCERTOLA SULLE CANNE SECCHE di Rocco SCOTELLARO

Lucertola sulle canne secche
inorridisci per piccoli rumori.
Porti il capo eretto di mamma gravida
che non fa che guardare.
Il mio lungo bacio
ti ha messo in fuga
mi hai creduto un serpente.
[1947]

AUTOTOMIA di Wislawa SZYMBORSKA
Alla memoria di Alina Poswiatowska

In caso di pericolo, l’oloturia si divide in due:
dà un sé in […]

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Mi ero scordato e ora mi è tornato a mente come bestemmiavamo  i morti alle lucertole. Rocco Scotellaro sicuramente anche lui mozzava code alle lucertole e bestemmiava i morti e deve averlo lasciato scritto da qualche parte.
Mi sono spremuto il cervello e mi è parso di ricordare che ne avesse parlato nell’Uva puttanella a proposito […]

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Inizialmente riferisco un ricordo vomitevole (molto vomitevole)
e all’accanimento di noi ragazzi tricaricesi, nella cosiddetta villa, in giochi crudeli con le lucertole e altri poveri animali. Poi dico del pentimento che seguì e cerco di dare una certa spiegazione della crudeltà infantile.
Per fare accettare l’inizio vomitevole e farmi perdonare tutto, nel prossimo post pubblicherò due belle […]

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La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

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Nel libro V dell’Odissea c’è una scena, descritta intorno al verso 190, in cui Ulisse piange. Non è l’ultima volta nel poema, ma è importante. Ulisse si trova seduto sulla sponda del mare con le guance rigate di lacrime, consumato dal pensiero del ritorno. In quel momento Ulisse è sull’Isola di Ogigia da sette […]

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Per gli esseri umani, gli organi del corpo sono stati a lungo, e in parte rimangono, tutt’altro che ingranaggi di una «macchina animata» a cui la medicina scientifica moderna sembra volerli ridurre. Erano (e in parte sono ancora) oggetti simbolici e metaforici, la cui importanza va al di là della funzione chimica o meccanica.

[…]

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